
Avete presente Billa? No? Allora abituatevi all’idea, è iniziata un’operazione di “rebranding” che porterà questo marchio a sostituire gradualmente il marchio Standa su tutto il territorio italiano.
A noi farà più impressione che in altre città e regioni italiane perché ne abbiamo di più (in Liguria hanno già riconvertito tutti i punti vendita), e soprattutto perché la Standa è una creatura milanese nata nel 1931 grazie a Franco Monzino e ai fratelli Astesani come “Magazzini Standard” poi abbreviato Standa nel 1938 per volere di Mussolini (fonte: Corsera). Mini-storia della Standa, chi è Billa e alcune foto dopo il salto.
Billa ha già preso il posto sulle insegne della Standa di via Forze Armate, ci avete fatto caso? Anche questo nome è un’abbreviazione, sta per “Billiger Laden”, letteralmente “negozio a buon mercato”. I tedeschi del gruppo Rewe del resto, proprietari di Billa, sono i nuovi padroni della Standa che hanno portato a pareggio in sette anni (2001-2008) partendo da una situazione fallimentare. Questa operazione ha però di fatto cambiato i negozi in supermercati rispetto ai grandi magazzini che forse tutti noi ricordiamo. Adesso chiudono in bellezza cancellandone il ricordo.
Appena prima di compiere ottant’anni un marchio storico ci lascia e non è il primo caso. I GS e i Dì per Dì, ve ne abbiamo scritto in questo post a febbraio, si sono estinti rimpiazzati dai Carrefour con esiti preoccupanti sull’occupazione. L’amministratore delegato del gruppo Rewe, Klingman, ha promesso sulle colonne de il Sole 24 ORE: “Sul fronte occupazionale non cambierà nulla: manterremo tutti i dipendenti attualmente occupati e oltre alla riconversione dell’insegna, continueremo ad aprire nuovi punti vendita Billa”. Staremo a vedere.
mm2
23 feb 2010 - 14:52 - #1cosa cosa cosa?
sono anni non vado a fare la spesa alla standa e ora scopro che non è + del berlusca?
nicola-ottomano
23 feb 2010 - 15:35 - #2Non è più di Berlusconi da anni.
In ogni caso stiamo vendendo tutto agli stranieri e, in più, stiamo consentendo che piazzino i loro centri di distribuzione.
Prima il GS, poi il dì per dì, poi la Standa, passando per tutto ciò che gravita attorno al gruppo Auchan (Sma, Upim, Castorama, Bricocenter, Leroy Merlin, Rinascente…)
Nicola
orzowei
23 feb 2010 - 16:59 - #3ormai la nostra grande distribuzione a parte Esselunga e Coop è tutta in mano ai francesi e ai tedeschi…
sire
23 feb 2010 - 17:16 - #4…chissa’ cosa succedera’ ad Esselunga quando Caprotti non ci sara’ piu’ …
DanieleMI
23 feb 2010 - 17:17 - #5Peccato…però orzowei La Rinascente ed Upin non sono più nel gruppo Auchan dal 2005, sono tornate in mani lombarde, della Pirelli per l’esattezza che ne è il maggior azionista
orzowei
23 feb 2010 - 17:43 - #6@ DanieleMI, hai ragione però… per dirla tutta UPIM è passata a Coin all’inizio dell’anno
beppeC4
23 feb 2010 - 22:22 - #7Ad ogni modo anche il gruppo IPER è in mano italiana.
Se poi vogliamo guardare bene le cose il problema della GDO in italia è la frammentazione delle proprietà, i grandi non fanno neanche il 50% del mercato mentre il resto è in mano a piccoli imprenditori….. modello che non esiste in nessuna altra nazione europea
vincenzo1411
23 feb 2010 - 23:13 - #8Ormai Standa era moribonda. Da anni non sta più a sud di Roma, ha perso la sua connotazione nazionale.
kiri
23 feb 2010 - 23:20 - #9io la standa me la ricordo da quando ero bambina dove al posto delle 10 lire di resto ti davano la caramella (quelle di zucchero rotonde e mia mamma si arrabbiava, ma sapeva che mandando me non poteva essere che così), ma se ci provavi tu non erano molto d’accordo ^_^… cmq se posso continuare la mia disquisizione alla standa la frutta e la verdura fanno schifo, mentre la carne è molto buona, il vino ha prezzi esagerati e (per lo meno in quella vicino a casa) sai quando entri ma non sai quando esci…sigh…
drobny
23 feb 2010 - 23:43 - #10Effettivamente la grande distribuzione italiana ormai sta quasi scomparendo, Esselunga e Coop sono gli ultimi baluardi nazionali. La cosa importante è che non cambi nulla sul fronte occupazionale per i lavoratori di queste catene. In questo periodo stiamo assistendo ad una serie di restyling e rebranding di gruppi storici come Standa, GS e Dì per dì, tutti cercano il rilancio e ovviamente maggiori ricavi in un momento abbastanza critico dal punto di vista economico. Sinceramente dispiace vedere scomparire certi marchi che un pò ricordano anche l’infanzia, ma il mondo di oggi è così. Per quanto riguarda upim, da quanto ne so io è stata assorbita da coin che convertirà quasi metà dei punti vendita in ovs.
mirco 99
25 feb 2010 - 00:21 - #11scusate? ma anche e la conad è straniera?
Sandrin oyster
25 feb 2010 - 00:26 - #12Scemi gli italiani che non sanno proteggere i loro interessi.
Furbi i tedeschi e i francesi che sanno proteggere i loro di interessi alla facccia nostra…
sveglia!