Expo 2015: Antonio Acerbo si dimette

Le accuse contestate ad Acerbo sono relative al progetto Vie d’Acqua per Expo 2015.

Aggiornamento 18 settembre - Antonio Acerbo, il commissario delegato di Expo 2015 che ieri aveva ricevuto un avviso di garanzia per corruzione e turbativa d'asta, in relazione alle Vie d'Acqua si è dimesso dal suo incarico, dopo che richiesta era arrivata dal sindaco Pisapia e dal presidente dell'Anac, Cantone. Acerbo resta in carica come responsabile unico per il procedimento di Padiglione Italia. Lo ha annunciato l'ad di Expo Giuseppe Sala.

Expo 2015, lo scandalo continua a suon di indagati. Oggi è la volta di Antonio Acerbo, l’ex direttore generale del Comune di Milano diventato responsabile unico del procedimento di Padiglione Italia e commissario delegato Opere infrastrutturali Expo 2015.

Acerbo, lo ha conferma il Procuratore capo di Milano Edmondo Bruti Liberati, è stato iscritto nel registro degli indagati per corruzione e turbativa d’asta in relazione al progetto Vie d’Acqua.

La Procura di Milano ha precisato che dalle prime ore di oggi

sono state eseguite perquisizioni nei luoghi in disponibilità dell'indagato Acerbo Antonio, nato a L'Aquila il 22 aprile 1949, cui è stata contestualmente notificata informazione di garanzia per i reati di turbativa d'asta e corruzione, commessi a Milano fino al 10 luglio 2013.

I magistrati che si occupano dell’inchiesta hanno prontamente ordinato l'esibizione degli atti e dei documenti di Expo Spa e di Metropolitana Milanese Spa al fine di verificare le irregolarità relative al progetto che, leggiamo sul sito ufficiale di Expo 2015, comprende

un insieme di interventi di valorizzazione paesaggistica e ambientale degli spazi aperti nella cintura ovest della città, del Naviglio Grande, del Canale Villoresi, degli storici fontanili e più in generale del reticolo idrico. Temi centrali sono la promozione del territorio e del paesaggio della nostra bella pianura irrigua. Inoltre un parziale riordino volto a potenziare l’afflusso d’acqua in Darsena e nei campi a sud della città tramite un nuovo canale.

Ad incastrare Acerbo, lo scrive il Corsera, sarebbero state le parole dell’imprenditore Enrico Maltauro, che secondo quanto ricostruito dalla Procura sarebbe riuscito a far favorire la propria azienda tramite una serie di intermediari per l’assegnazione dell’appalto del progetto Vie dell’Acqua. La gara, poi sospesa, era stata vinta proprio dalla società di Maltauro, prontamente commissariata una volta emerso il suo coinvolgimento.

Maltauro era finito in manette e proprio durante i suoi interrogatori sarebbe arrivata la conferma della cosiddetta “cupola degli appalti” e il nome di Acerbo non avrebbe tardato ad arrivare. Anzi, lo precisano gli inquirenti, era emerso anche nelle intercettazioni degli indagati arrestati nel maggio scorso, tra i quali figurano anche l'ex segretario della Dc lombarda Gian Stefano Frigerio e Primo Greganti, vicino al Pci e già coinvolto in Mani Pulite.

Andrea Bocelli Performs In Milan For Expo 2015

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