Visitare Milano: dieci cose (insolite) da vedere in città

Fuori dai soliti circuiti turistici, cosa c'è da vedere a Milano?

Non è la prima volta che venite a Milano, e di tornare a vedere il Duomo o fare una passeggiata in Corso Vittorio Emanuele non avete tutta 'sta voglia. Anche perché spesso alcuni monumenti e alcuni circuiti troppo canonici sono semplicemente noiosi. Ma stare al di fuori dei percorsi più battuti non significa necessariamente fare i turisti alternativi: ci sono una marea di monumenti, musei e simili che meritano davvero una visita anche se magari non tutte le guide le consigliano. Ecco un elenco di dieci idee, se avete qualcosa da aggiungere, ci sono i commenti per questo.

Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore

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È una chiesa, è in pieno centro e tutti quelli che la visitano sono entusiasti (per dire, è al primo posto delle cose da visitare a Milano su TripAdvisor), eppure non è certo così nota. Di che si tratta? Sita in Corso Magenta, 15, è una chiesa di Milano, un tempo sede del più importante monastero femminile della città, appartenente all'ordine benedettino, collocata all'angolo tra via Luini e corso Magenta, di origine paleocristiana, ricostruita nel Cinquecento. È decorata internamente con un vasto ciclo affreschi di scuola leonardesca e viene indicata come la "Cappella Sistina" di Milano o della Lombardia. L'esterno non dice un granché, ma gli interni sono uno spettacolo unico.

Il dialogo nel buio

Ecco, questa è una di quelle cose che mi sono mille volte ripromesso di fare e che per un motivo o per l'altro non ho ancora mantenuto. La mostra Dialogo nel Buio è ospitata nella sede dell'Istituto dei Ciechi di Milano. È un percorso che si compie in totale assenza di luce, accompagnati da esperte guide non vedenti. Un viaggio di oltre un'ora nella completa oscurità che permette di sperimentare un nuovo modo di “vedere”. Ci si affida al tatto, all'udito, all'olfatto e al gusto per vivere un'esperienza straordinaria, dove i ruoli si invertono e le barriere si abbattono. Una visita che ha il sapore di una sfida, alla portata di chiunque abbia voglia di provarci. Via Vivaio, 7.

Villa Necchi Campiglio

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La Villa, che si trova in via Mozart 14, è stata realizzata da Piero Portaluppi tra il 1932 e il 1935 per il nucleo familiare composto da Angelo Campiglio, sua moglie Gigina Necchi e sua cognata Nedda. Il mondo dei Necchi Campiglio è quello dell’alta borghesia industriale lombarda, classe agiata, ma anche tenace lavoratrice e al passo coi tempi. A Portaluppi subentrerà Tomaso Buzzi, che, nel secondo dopoguerra, conferirà alle sale un aspetto più classico e tradizionale. La Villa ospita inoltre la Collezione Alighiero ed Emilietta de’ Micheli e, al piano terra, la Collezione Claudia Gian Ferrari di opere italiane del XX secolo.

Cimitero Monumentale

Le statue del Cimitero Monumentale


Le statue del Cimitero Monumentale

Le statue del Cimitero Monumentale
Le statue del Cimitero Monumentale
Le statue del Cimitero Monumentale
Le statue del Cimitero Monumentale
Le statue del Cimitero Monumentale
Le statue del Cimitero Monumentale
Le statue del Cimitero Monumentale
Le statue del Cimitero Monumentale
Le statue del Cimitero Monumentale
Le statue del Cimitero Monumentale
Le statue del Cimitero Monumentale
Le statue del Cimitero Monumentale
Le statue del Cimitero Monumentale
Le statue del Cimitero Monumentale
Le statue del Cimitero Monumentale
Le statue del Cimitero Monumentale
Le statue del Cimitero Monumentale
Le statue del Cimitero Monumentale
Le statue del Cimitero Monumentale
Le statue del Cimitero Monumentale
Le statue del Cimitero Monumentale
Le statue del Cimitero Monumentale
Le statue del Cimitero Monumentale
Le statue del Cimitero Monumentale

Sarà anche perché in tutta la mia vita me lo sono sempre ritrovato davanti per un motivo o per l'altro (principalmente perché il 14 ci passa affianco), ma il Cimitero Monumentale occupa sicuramente un posto speciale tra mie attrazioni preferite di Milano. È un cimitero certo, ma è un cimitero in cui sono sepolti i più illustri milanesi - e non solo - della storia (Manzoni, Marinetti, Alda Merini, per dirne solo tre). È un museo a cielo aperto, perché la maggior parte delle tombe sono delle vere e proprie opere d'arte. Ne cito solo una: la tomba di Davide Campari, una scultura che rappresenta l'Ultima Cena, ma al cui centro c'è proprio il figlio del fondatore della ditta del celebre aperitivo. Il tutto si trova in piazza Cimitero Monumentale.

Casa Museo Boschi-Di Stefano

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Dal 5 febbraio 2003 in via Giorgio Jan n. 15 è aperta al pubblico la Casa-Museo Boschi Di Stefano, che espone – nei locali abitati in vita dai coniugi Antonio Boschi (1896-1988) e Marieda Di Stefano (1901-1968) – una selezione di circa trecento delle oltre duemila opere della loro collezione, donata al Comune di Milano nel 1974.
La collezione rappresenta una straordinaria testimonianza della storia dell’arte italiana del XX secolo – comprendente pitture, sculture e disegni – dal primo decennio del Novecento alla fine degli anni Sessanta.

Foto | Fondazione Boschi Di Stefano

Hangar Bicocca

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Da vedere assolutamente, nonostante sia sparso nel nulla nella parte più estrema della periferia della Bicocca. Uno spazio di ritrovo di cui possono godere principalmente gli studenti dell'università Bicocca, ma che merita di essere tenuta d'occhio per tutti gli eventi e mostre davvero particolari che organizza. Che tanto, se anche non c'è nulla in programma, potrete comunque godere della spettacolare installazione de I sette palazzi celesti di Anselm Kiefer.

Più rapidamente, segnaliamo che vale assolutamente anche la pena di godersi i navigli al di là delle ore della movida e della concentrazione di turismo, quanto meno per poter godere della bellezza del Vicolo dei Lavandai in santa pace. Se poi capitate durante la bella stagione, un'altra ottima idea può essere quella di farvi la passeggiata lungo il Naviglio della Martesana che parte da via Melchiorre Gioia e arriva fino a Crescenzago. Una piccola curiosità che colpisce molto i passanti è sicuramente la casa con il citofono a forma di orecchio. E infine, ormai è d'obbligo andare a vedere come procedono i lavori per il nuovo quartiere di Porta Nuova, la Manhattan milanese. Capire se siete arrivati dalle parti di piazza Gae Aulenti non sarà difficile, vista l'imponenza del grattacielo Unicredit.

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