Venerdì 23 aprile - non questo venerdì, tra un mese - ci sarà un nuovo sciopero ATM e mezzi pubblici a Milano a cui si uniranno anche gli addetti al trasporto ferroviario, per cui, occhio alle Ferrovie Nord. A leggere il Corriere, stavolta sarà uno sciopero di 24 ore, proclamato da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugltrasporti, Orsa Trasporti, Faisa e Fast, per il rinnovo del contratto nazionale della mobilità.
Nota positiva: il cospicuo anticipo con cui si sa dello sciopero, un mese. Abbiamo tutto il tempo di organizzarci: uno stop di queste dimensioni, credo causerà problemi grossi alla circolazione, per cui prepariamoci a una overdose di formule come la celeberrima “venerdì nero dei trasporti”. L’adesione delle maggiori sigle sindacali fa prevedere grossi problemi al traffico…
Ho chiamato ora la Uilt Cgil, che ha confermato che lo sciopero ci sarà anche a Milano: per fasce di garanzia e qualche news da ATM, che non ha ancora diramato comunicati, credo ci sarà da aspettare ancora qualche giorno.
Foto | Flickr
whatever
22 mar 2010 - 12:51 - #1Ma dai… di venerdì… ma che strano!
E questa volta perchè scioperano? Perchè non piace loro il colore dei pantaloni o perchè vogliono il caffè Nespresso sul tram/autobus ?
Mi fanno pena. E tanto schifo!
lapo
22 mar 2010 - 12:51 - #2risate
certo, mi organizzerò…comprerò un tram
galfa
22 mar 2010 - 13:14 - #3come al solito lo sciopero è di Venerdì…
pronti per un week-end fuori porta?
alessio-proietti
22 mar 2010 - 20:04 - #4Ormai hanno perso totalmente credibilità, troppi scioperi e tutti prima dei weekend!
Tra l’altro l’ATM (e tutte le altre società di trasporti) incassano lo stesso i soldi degli abbonamenti tenendo però i mezzi fermi (con grosso risparmio)…
..alla fine chi ci va a perdere sono prima di tutto gli utenti!
markk0
22 mar 2010 - 20:46 - #5un’altro scioperò di venerdì?
che buffoni!
randa
28 mar 2010 - 02:06 - #6forse a qualcuno sfugge qualcosa: chi ci perde in uno sciopero sono gli scioperanti, che non prendono lo stipendio per la giornata in cui non lavorano.
se i lavoratori arrivano al punto di rinunciare ad una giornata di uno stipendio che già normalmente è di 800 euro al mese, non credo sia per farsi il weekend lungo al mare (anche perché nel caso non l’abbiate notato, il sabato e la domenica tram, autobus e metropolitane circolano comunque, e in genere con i rispettivi conducenti), né perché vogliano cambiato il colore delle divise o vogliano il caffè a bordo: stiamo parlando del contratto nazionale della mobilità rispetto al quale da giugno 2009 la controparte (che si chiama governo della repubblica italiana, e per essere più precisi il competente ministero dei trasporti) fa orecchie da mercante.
dato che questo sciopero è stato proclamato con più di un mese di preavviso, invece che prendervela con chi vorrebbe riconosciuti dei diritti, provate magari a sollecitare chi non vuole neanche sedersi al tavolo del negoziato: lo sciopero può essere revocato se dall’altra parte si fosse disponibili quantomeno a trattare in merito al contratto!