
Casinò, si fa per dire. Lontani dalla classica iconografia al quale James Bond ci ha abituato. Almeno, qui non ci sono tendaggi broccati, lampadari decò, moquette e nemmeno croupier e belle donne. Diciamo che la sala da gioco milanese, gestita dalla più grossa società di scommesse in Italia, la Sisal, è piuttosto freddina. Entrando ti accoglie il saluto di una hostess, disponibile a chiarimenti e spiegazioni.
In mezzo il bancone del bar, dietro un maxi schermo sintonizzato sulle partite, dietro ancora le postazioni per le scommesse classiche: Superenalotto, Win for Life e il resto. Ovunque macchinette luminose spillasoldi, luminescenti, inaspettatamente silenziose. Si scommette, ma tutto in maniera molto fredda, senza il bisogno che qualcuno ritiri le vostre fiches dal banco scommesse.
Funziona tutto automaticamente, si cambiano i soldi con moneta da 1 o 2 euro e si gioca, come al bar. Perchè in fondo è questo Sisal Wincity, un grosso bar, come ne avete già visti vicino casa vostra, ma con la differenza che qui di macchinette ce ne sono molte.
Si gioca a poker, alla roulette, al giochi non meglio definiti. C’è anche il tavolo della roulette classica, ma automatizzata. Si punta sullo schermo di fronte e si aspetta che la pallina cada nel posto desiderato. Un po’ ovunque la Sisal ricorda una semplice regola, “gioca il giusto”, una sorta di “bevi responsabilmente” che permette alla società che gestisce la sala di “mettere le mani avanti”. Di pomeriggio, verso le 17, la tipologia di giocatori è piuttosto la stessa: molti sfaccendati di mezz’età (disoccupati?), coppie di pensionati, pochi giovani, perlopiù cinesi. Sarà che siamo in “centro”, ma nessuna “brutta faccia”, di quelle consumate dal gioco, vari ludopatici che si vedono fuori dalle sale di scommesse sportive, o al bar sotto casa.
Naturalmente anche il sottoscrito è stato tentato dal demone del gioco. Cinque euro sono state più che sufficienti. Indeciso a quale gioco scommettere ho optato per il poker.
Si infila l’euro e si punta per almeno due volte (occhio però a selezionare il bet da 50c., perchè di default la macchinetta è tarata su 1 euro). Duro 5 minuti, nonostante una scala minima e un paio di doppie coppie, finisco il budget.
Deluso e abbacchiato deciso di lasciare la sala, non prima di aver salutato la bella e sorridente hostess che ricambia con un arrivederci. Non so se ci rivedremo, penso. Ma nella vita ci sono parecchie variabili, e non si può essere certi di nulla.
L’unica cosa su cui scommetterei ad occhi chiusi è che a questa apertura ne seguiranno sicuramente altre in città. D’altronde non ci vuole particolare fiuto per capire che qui si tratta di un affare colossale per lo stato e le società che lo gestiscono.
romak
22 set 2010 - 10:34 - #1Che roba triste l’apertura di sto posto.
theskydrake
22 set 2010 - 10:35 - #2Sbalorditiva la vetrofania ” gioca il giusto”.
Essenziale, in ogni caso, per sgravare la coscienza di chi ha aperto o autorizzato questo luogo.
frankdj
22 set 2010 - 12:45 - #3Potrebbe essere l’inizio di una sorta di “Las Vegas” tutta italiana, ma soprattutto “ufficiale”.
Tuttavia, l’anno scorso mi è capitato di andare a cenare in una steak house a Peschiera Borromeo (il Wallace), e di fianco a questo ristorante c’è un grande locale adibito a sala gioco: ho intravisto luci soffuse e moquette rossa ovunque, sembrava quasi un night club, ma in effetti era una sala da gioco - quella di Piazza Diaz è più piccola in confronto.
Certo è che lo Stato ci guadagna non poco da queste cose, e ho la netta sensazione che questi locali aprano di continuo perchè molta gente ha la febbre del gioco, o in gergo “scimmia”. Non credevo fossero così tanti, onestamente.
Unga Bunga
22 set 2010 - 13:09 - #4Io andare giocare mio salario di stradino tappa buche, io forse vincere slot ding dong e fare famiglia con casa bella e plasma in sala.
Tanti $oldi vincerò me medesimo.
Saluti dal vostro amico Unga Bunga
Scimus
22 set 2010 - 13:10 - #5@Unga Bunga
Sei la persona adatta per giocare in quei posti, un cerebroleso.
dokky
22 set 2010 - 14:56 - #6Per fare ste miserie tanto vale rivedere la legge e permettere l’apertura dei casinò. Almeno lì si entra censiti e controllati.
Così mi pare un perfetto luogo per far morire di fame chi già è disagiato di suo.
Non ci siamo proprio.
dottor-d
22 set 2010 - 20:37 - #7Sale gioco simili (spesso anche più grandi) sono già presenti in alcuni centri commerciali e cinema multiplex, ad esempio nell’Europlex Bicocca
felice-griffi
23 set 2010 - 17:30 - #8Un popolo disperato di un Paese allo sfascio gioca e sogna, sogna e gioca e si impoverisce. Spegne piano piano il cervello e muore.
Semplice no? Perfetto no?
E sono tutti contenti.
gnek
23 set 2010 - 22:07 - #9@8 sì sono tutti contenti e milano è la città che rappresenta alla perfezione lo stato delle cose…viva la crisi che non esiste e viva la ndrangheta che non esiste soprattutto a milano :)
LuisaS
04 giu 2011 - 15:14 - #10L’apertura di casino e’ una cosa duplice. Da una parte esiste la gante a che piace molto andare a casino e giocare. Per loro, l’apertura di casino e’ una sorpresa buona.
Dall’altra parte, peccato, molta gente perde i soldi, giocandolo. Allora, penso che ci vuole creare i casino gratis, dove la gente puo giocare, ma non perdere i loro soldi.