L'altra Milano dei dimenticati

poveriUna passeggiata da corso Vittorio Emanuele, fra il Duomo e piazza San Babila, verso corso Europa. Basta attraversare una delle gallerie perpendicolari al corso, dietro i negozi di lusso, le profumerie e i cinema del centro, poco dopo le 23, verso mezzanotte.

Cartoni sistemati come materassini, lenzuola, coperte. Un accampamento di senza tetto nel cuore della città più ricca di Milano. A me è capitato di recente, uscendo da un cinema, di scoprire questa realtà che esiste da anni e che di giorni è meno appariscente, confusa tra la folla e la fretta di noi passanti/acquirenti/consumatori.

Sono tanti, sono italiani e stranieri, sono giovani e anziani. Trovano un angolino, una panca, un muretto e lì si sistemano. I più fortunati ricevono qualcosa dai City Angels - che quando possono portano assistenza e magari un pasto caldo.

Da quando non c'è più fratel Ettore anche i posti per dormire per questi "milanesi dimenticati" sono di meno. E noi, il più dellle volte, neppure sappiamo di questo popolo invisibile, anche poco invadente, quasi vergognoso di mostrarsi così stridente con la capitale della moda e del design.

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