
Non è bastata un’asciutta totale da record per disinfestare i Navigli dalle alghe. L’operazione andrà ripetuta in autunno e nella prossima primavera, perché ancora, a seconda dei tratti, ci sono parti del letto e delle sponde dei canali artificiali infestati da alghe. Ranuncoli, per meglio dire. Anzi, per puntare il dito, ranunculus fluitans: è questa l’erbaccia che ha causato gravi danni all’agricoltura limitando drasticamente l’acqua in fondo al Naviglio Pavese.
Ieri sono stati riaperti i condotti a Turbigo e oggi l’acqua dovrebbe arrivare a riempire la Darsena. “Bisognerebbe fare un intervento in stile Vietnam - ci scherza su Mario Fossati, direttore tecnico del Consorzio Villoresi, che gestisce i canali - Purtroppo occorre un’asciutta totale all’anno. Solo così si possono evitare i forti disagi all’agricoltura avuti nelle scorse estati per via della poca acqua che arrivava in fondo ai canali”.
La secca che si è appena conclusa è stata una delle più lunghe degli ultimi anni ed era iniziata il primo febbraio. Per completare il lavoro di disinfestazione, dopo la prossima secca (da metà settembre a novembre) occorrerà una nuova asciutta totale, calendarizzata per la prossima primavera, periodo migliore per dare il colpo di grazia alle erbacce. Che non sono autoctone, ma arrivano dai laghi o dal Ticino, dove qualcuno ha perso della semenza di quei ranuncoli che di solito sono usati nei recuperi ambientali.
Questo perché le alghe, le cui radici sopravvivono alle asciutte parziali, occupano spazio e innalzano il limo dei canali, riducendone la portata di acqua dei Navigli anche di un quarto. L’asciutta totale per i canali milanesi era stata sospesa dal 2005, per evitare la consueta moria di pesci. “Oggi però sono state sviluppate nuove tecniche, i pesci vengono recuperati e spostati nella parte dei canali che non viene asciugata” spiega Fossati.
Uno studio commissionato all’università Bicocca dal Consorzio Villoresi ha evidenziato come cause probabili della diffusione delle alghe,
che lo scorso giugno ha reso difficile la gestione del deflusso delle acque, proprio il differente regime delle asciutte insieme ad alcuni scarichi che aumentano la quantità di fosforo nelle acque dei canali.
Aver abolito la secca totale ha portato anche un raddoppio dei costi di gestione per il Consorzio. Per il solo Naviglio Grande dal 2005 al 2008 il costo del taglio delle alghe è quasi raddoppiato, passando da 101.000 euro a 192.000. Nella prima parte del 2009 si sono superati i 150.000 euro di spesa per affrontare un problema che oramai riguarda tutto il canale. Altrettanti sono stati spesi per l’acquisto di un’imbarcazione che nei prossimi mesi navigherà sui Navigli con appositi strumenti per distruggere le radici delle alghe. Il Consorzio ritiene però necessario l’acquisto di altre due imbarcazioni simili, progettate proprio per la pulitura dei Navigli.
Foto | Quique_fs
canis
07 apr 2010 - 15:22 - #1ma “l’asciutta totale”, non sarebbe il caso di farla quando non piove?
lapo
07 apr 2010 - 16:09 - #2ma come si fa a prosciugare il naviglio?ma prima di riempirli d’acqua li hanno pultii almeno un po dai rifiuti?altro che alghe
markk0
07 apr 2010 - 18:04 - #3per quanto ho visto lungo il Naviglio Pavese, i rifiuti giacenti sul fondo sono rimasti al loro posto.
mm2
08 apr 2010 - 10:43 - #4e la darsena? quando tornerà