Occupazioni case popolari a Milano: arriva la Task Force del prefetto

Un'altra operazione emergenziale. E la strategia a lungo termine?

Finalmente qualcosa si muove per quanto riguarda l'emergenza dettata dalle occupazioni abusive di case popolari a Milano. Una situazione ormai fuori controllo, che certo non dà lustro alla città che si sta mettendo in ghingheri in vista di Expo 2015, ma contemporaneamente dimentica le difficoltà nelle periferie. Per iniziare ad affrontare la questione, arriva una task force dedita agli sgomberi, con l'obiettivo di effettuarne circa 200 nel giro di una settimana.

Si comincerà martedì prossimo, al momento si sta ottimizzando la lista degli indirizzi in cui le forze dell'ordine si dovranno recare. A organizzare il tutto, il prefetto Francesco Paolo Tronca, Giuliano Pisapia, Roberto Maroni e il direttore Aler Gian Valerio Lombardi. La speranza è che questa volta si arrivi a risultati concreti e duraturi, anche se forse la cosa più importante da capire è come evitare che le occupazioni avvengano, più che sbattere fuori a fatica chi ormai è dentro.

Bisogna aumentare i controlli preventivi, assegnare le abitazioni sfitte non appena lo sono, in modo che siano anche i diretti interessati a presidiare, andare insomma al di là dell'operazione emergenziale (come sempre avviene) e prendere in considerazione una strategia a lungo termine. La cosa viene anche ricordata da Mirko Mazzali di Sel: "Siamo all’ennesimo annuncio di un piano straordinario. senza che nessuna parola venga spesa sulla vergogna degli stabili lasciati sfitti e sulla mancata manutenzione ordinaria e straordinaria di interi caseggiati".

C'è di più, il piano non riguarderà le 23mila case milanesi che passeranno di gestione dalla Regione al Comune. Una scelta assurda, che non ha niente a che fare con la situazione abitativa nelle case popolari ma tutto a che fare con lo scontro politico in atto.

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