Intervista a Paolo Roversi, autore della guida Milano Diamante

roversi unione milano diamanteVulcanico scrittore noir, direttore e fondatore di Milano Nera, web press di letteratura di genere, polizieschi & company, cioè il ‘lato oscuro della scrittura’, com’è indicato nella testata del blog. A Paolo abbiamo chiesto di parlarci della sua ultima iniziativa editoriale "Milano Diamante", una guida speciale che permette di compiere un percorso a enigmi nella città, alla scoperta delle sue storie e dei luoghi più affascinanti. Una raccolta di racconti che riguardano le leggende, la tradizione e le vicende meno note della città.

Come funziona?
Milano Diamante è una storia, un’avventura, un gioco ma anche un romanzo giallo ambientato nei luoghi più misteriosi di Milano. Guidato da un burbero ispettore di Polizia, il lettore/giocatore si sentirà proiettato in una sorta di caccia al ladro ispirata al maestro del genere poliziesco italiano e milanese soprattutto: Giorgio Scerbanenco. La metropoli raccontata in Milano Diamante è però anche quella di Leonardo da Vinci e di Ludovico Il Moro. Una città dalle mille facce, tutte da scoprire mentre si dà la caccia al Salai, il nostro ladro. I 45 racconti su 45 luoghi di Milano sono cifrati ed è possibile leggerli, uno alla volta, utilizzando i codici che si ottengono via sms risolvendo gli enigmi in un percorso a tappe. Gli enigmi sono disseminati in città: si tratta di dettagli invisibili ai più, particolari architettonici, segni più o meno antichi. Con Milano Diamante il turista, così come il cittadino che vuole riappropriarsi della città, diventano protagonisti di una avventura divertente e originale.

Milano è una città che tutti pensano di conoscere, invece magari ignorano gli aspetti più nascosti. Due piani, due visioni. In questo senso è molto noir...
Assolutamente. Milano è piena di misteri. Il problema è che la gente non se ne accorge per via della frenesia che anima questa metropoli. Non si passeggia mai per il gusto di andarsene a spasso ma solo se si è diretti da qualche parte per un appuntamento. Scrivendo Milano Diamante io ho trascorso molto tempo a passeggiare, andandome a zonzo senza meta e gli spunti narrativi non si sono fatti attendere... Quelli noir soprattutto.



Leonardo e la città rinascimentale. C'è qualcosa da imparare della Milano di allora?
Molto. Direi, in particolare, il fermento artistico e creativo che la animava. Oggi abbiamo l'impressione di avere tutto perché i tamburini dei giornali pullulano di eventi ma a quanti di questi vale veramente la pena partecipare? E di quanti, domani, ci ricorderemo? E' anche vero che di Leonardo e Bramante non ne capitano tutti i giorni purtroppo.

In un tuo romanzo facevi assassinare il primo cittadino. Ora chi uccideresti?
Nessuno perché non servirebbe: i nostri politici rappresentano perfettamente la società italiana contemporanea. E come direbbe Fuster, il mio personaggio che parla per luoghi comuni: morto un papa se ne fa un altro.

Sarai d'accordo con me che il male si fonda sui pregiudizi. Qual'è il tuo più grosso pregiudizio su Milano?
Ne ho molti in realtà. Il problema è che cambiano col passare degli anni. Ritengo che i pregiudizi siano anche legati a quello che ci sentiamo, che siamo noi in un determinato momento.

I tuoi romanzi sono sempre stati ambientati a Milano con i suoi problemi e le sue contraddizioni. L'ultimo è un omaggio alla Milano degli anni '70, la mala, che però non esiste più. Cosa rimane di quegli anni?
Un'idea di città molto diversa, fatta di bische, bande criminali e nebbia, quella autentica, che oggi non si vede quasi più.

Un amico scrittore di noir ha detto che Milano puzza di vissuti morbosi e inquietanti che non converrebbe scoperchiare. Perché lo fai?
Perché non basta semplicemente distogliere lo sguardo per credere che una cosa non esista. Il giallo e il noir raccontano la realtà com'è: vera, cruda e, spesso, scomoda.

A Maggio uscirà un tuo romanzo dedicato all'inquinamento del Po. Il recente disastro ambientale del Lambro è opera tua?
Assolutamente no e anzi trovo stupefacente che ancora non si sia riusciti ad arrestare i colpevoli: non era esattamente alla portata di tutti aprire "quei rubinetti"... Se ci trovassimo in una puntata di CSI, tanto per restare in tema noir, Grissom li avrebbe individuati in un paio d'ore.

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