
Chi, come il sottoscritto, credeva che la giustizia di Milano avesse dimostrato con l’avvio delle indagini riguardanti i preti pedofili italiani quel tanto di modernità che ad un paese, nel 2010, si richiede dovrà ricredersi.
A Milano sono stati condannati, per violazione della privacy, tre responsabili di Google a causa di un video caricato nella sezione apposita riguardante degli atti di bullismo ai danni di uno studente disabile.
“Non esiste la sconfinata prateria di internet dove tutto è permesso e niente è vietato. Esistono - ha precisato il giudice Oscar Magi - leggi che codificano comportamenti e che creano degli obblighi; obblighi che, ove non rispettati, conducono al riconoscimento di una penale responsabilità”.
La condanna è stata fortemente criticata dall’ambasciatore statunitense secondo il quale il principio fondamentale della libertà di internet è vitale per le democrazie.
milanesedoc
13 apr 2010 - 01:55 - #1era ora! Non si capisce perchè se una rete televisiva trasmette qualcosa contrario alla legge scattano le punizioni, se lo fa google sul web (un filmato di youtube) no. Alla fine sono immagini veicolate a milioni di persone, non c’è differenza.
Google trasmette video prodotti da chicchessia senza valutarli? Peggio per lei, nessuno la obbliga a farlo.
lapo
13 apr 2010 - 08:03 - #2va bene che certi contenuti non sono accettabili e chi fornisce spazi va punito (facebook è uno di quelli) ma come potrebbe controllare?
passando ogni contenuto al setaccio prima di pubblicarlo?irrealizzabile secondo me
jason
13 apr 2010 - 08:52 - #3come dire “due criminali uccidono un incensurato a colpi di pistola. Condannato l’amministratore delegato di Beretta Armi S.p.A.”
regenworld
13 apr 2010 - 09:51 - #4@milanesedoc
fai un paragone che non ha minimamente senso.
Le trasmissioni TV vengono decise a priori cosi’ come il palinsesto. I contenuti web sono praticamente in real-time.
Hai idea di quanti MILIONI di persone ogni giorno caricano filmati su Youtube? se dovessero controllarli uno a uno, e non solo, valutare anche l’impatto sulle leggi vigenti per ogni paese, un video caricato oggi verrebbe pubblicato tra un anno… forse.
Quindi non diciamo caxxxate! Quello su cui posso essere d’accordo e’ che se a fronte di una segnalazione del video come “non idoneo” questo permane sul web, in tal caso e’ giusto ricorrere a sanzioni.
massimo-m
13 apr 2010 - 10:08 - #5#4 tu pensa che prima era considerata anche una ca##ata poter pensare di condividere video o altro… invece poi sono arrivate le fibre adsl e via dicendo ed ora è normale… si chiama progresso no ? bene… se vuoi intraprendere quel cammino allora fai pensare anche a tutte le testoline ad una software che sia veloce a fare questo lavoretto e vedrai che il problema si risolve… se sono riusciti a farne uno che è in grado di ricercare una parola o una frase in tutto il web non mi vuoi dire che non sono in grado di gestire una cosa del genere ??? su.. su..
regenworld
13 apr 2010 - 10:17 - #6@5 no! e so di cosa parlo… :)
proust
13 apr 2010 - 10:59 - #7la questione è controversa perchè la legislazione non contempla la possibilità che qualcuno possa mettere a disposizione uno strumento di condivisione senza esserne autore.
Google è uno mezzo non un editore, vorrei tanto sapere ai ragazzini (e ai genitori) che hanno girato il video e fatto quel che han fatto al ragazzo autistico cosa giuridicamente viene imputato.
facciamo un esempio terra a terra:
un fotografo fa delle foto piccanti ad un attore famoso.
stampa centinaia di copie e le imbusta.
prende, va in posta e spedisce tutte le copie a persone diverse.
la gente riceve la busta e trova dentro fotografie “che urtano il buongusto”
in più c’è la violazione della privacy, è palese…
ma la colpa di chi è, del fotografo o del postino?
wmusic
13 apr 2010 - 11:26 - #8Non potevi fare esempio migliore proust. I video pubblicati possono essere segnalati agli amministratori. Quel video è stato rimosso dopo poche ore grazie a quella funzione, questo è l’unico metodo per controllare il contenuto di un video.
Una nota personale, quel video crudo online non ha portato solo male, grazie a quel video sono stati arrestati subito gli aggressori. Se quel video non fosse andato online, chissà quanto avrebbero impiegato a trovare i colpevoli.
Non voglio con questo giustificare la presenza di video violenti, però è un dato di fatto che se metti online un video violento, questo sarà rimosso in poche ore e il video sarà messo a disposizione della polizia postale per un’indagine.
insubria
13 apr 2010 - 11:38 - #9non sono d’accordo con gli ultimi interventi in quanto Google non vuole controllare i filmati per motivi di costi, ANCHE SE LO POTREBBE FARE SENZA GROSSI COSTI. Semplicemente decide di guadagnare sulla pubblicità infischiandosene di quello che trasmette, senza spendere un centesimo nel controllo.
Ad esempio potrebbe mettere in piedi un sistema come quello della wikipedia in cui ci sono dei moderatori.
Oppure, meglio ancora, potrebbe mettere una regola che dopo una cerca % di segnalazioni contrarie rispetto al numero di visualizzazioni, i filmati controversi vengano disattivati automaticamente . Perchè non lo fa?
Secondo me Google è colpevole proprio perchè, potendo, non inserisce dei meccanismi di autoregolamentazione della community sui filmati.
proust
13 apr 2010 - 11:42 - #10wmusic:
a dir la verità in quel caso il meccanismo delle segnalazioni non funzionò, non fu rimosso in poche ore quel video ma solo dopo 2 mesi (settembre - novembre), esisteva già il sistema di segnalazioni ma aera ancora in fase di rodaggio. Credo che al tempo funzionasse “segnalazione -> controllo -> rimozione eventuale” oggi, proprio per evitare questi incidenti è il contrario “segnalazione -> sospensione -> controllo -> eventuale ripubblicazione”…
probabilmente che ha pesato nella sentenza è stato proprio questo ritardo, non voglio credere che i giudici abbiano dato peso solo alla sovrapposizione dei soggetti “strumento ed editore” ma anche ad una negligenza sulla rimozione.
massimo-m
13 apr 2010 - 11:56 - #11#6 no, non è una risposta sensata. E so di cosa parlo tanto meno…
però se vuoi argomentare di ascolto visto che di software qualcosa ne capisco ;)
massimo-m
13 apr 2010 - 12:00 - #12Proust ti manca un dettaglio perchè è inutile che si cerchi di fare delle similitudini.. tu ti registri invii un video, questo viene convertito e viene pubblicato…
Ora la posta non apre la tua lettere e vede ce c’è dentro.. capisci la differenza ?? loro avrebbero il tempo e gli strumenti (economici e tecnologici) per risolvere il problema ;)
massimo-m
13 apr 2010 - 12:01 - #13#insubria il tuo commento è perfetto ;)
proust
13 apr 2010 - 12:20 - #14massimo, l’unico modo per tenere in piedi il sistema è l’autoregolamentazione sfruttando la community.
sul solo Youtube vengono caricati ogni minuto 24 ore di filmato, hai idea di quante persone ci vorrebbero per fare un controllo preventivo? senza grossi costi un piffero… la conversione e pubblicazione è automatica non manuale.
quando tu ti registri sottoscrivi delle condizioni, se non le rispetti sei tu moroso, non chi offre il servizio.
regenworld
13 apr 2010 - 14:22 - #15@prust perfettamente d’accordo
@insubria @massimo-m come wikipedia? ahahah questa e’ buona.
Ti dico solo che per una tesi legata appunto a wikipedia e correlazioni sociali abbiamo fatto un test: preso una voce, (viennetta nella fattispecie) e inventato di sana pianta il contenuto con caxxate assurde. Ti dico solo che e’ rimasto inalterato per piu’ di tre mesi.
Riguardo a un software che riconosce elementi di violenza e bullismo in un filmato …???!!??… massimo-m spiegami come fare sentiamo…
massimo-m
13 apr 2010 - 16:43 - #16regend ormai i software riconoscono i volti, i cartelli stradali… ci sono diversi studi che stanno portando a sviluppare software in grado di guidare le auto (vedi volvo) ora.. non stiamo parlando di un software in grado di capire un’aggressione ma di stringere la cerchia sicuramente si .. se a questo ci associ il fatto che a seguito di N segnalazioni lo puoi disattivare.. mi sembra che visti i ricavi di questi colossi.. la cosa sia fattibilissima..