Le librerie indipendenti di Milano: il Trittico di via San Vittore

libreria san vittoreInizia qui un viaggio alla scoperta delle piccole librerie indipendenti di Milano, un percorso tra quei piccoli universi paralleli che, puntando sulla qualità e su una sorta di personificazione dell'offerta – costruita su rapporti di fiducia con i clienti, su consigli e su un'ampia e profonda conoscenza personale del settore, dalle nuove uscite fino ai classici – cercano di resistere alla concorrenza spietata dei megastore schiacciasassi, enormi contenitori massificati e massificanti, giungle in cui il lettore è come una preda indifesa.

La prima tappa di questo viaggio ci porta al Trittico, una piccola libreria di due vetrine a pochi passi da Sant'Ambrogio, proprio all'ombra dell'immenso palazzo-castello di via san Vittore, entro le cui stanze, naturalmente affollate di libri, soprattutto di narrativa italiana e straniera – è il settore che tira di più – trova spazio anche un settore dedicato alla psicologia.

L'ambiente è molto carino, l'aria è distesa. I proprietari Pietro Linzalone e Geraldine Meyer sono molto cordiali e, in particolare Geraldine, molto propensi a discutere. Mentre con Geraldine e Michele, un commesso, si discute delle evoluzioni del mercato del libro, tra televisione e viral marketing, i clienti sfilano tra i libri. Quasi tutti sembrano clienti fissi, uno di loro si mette a raccontare di una sua disavventura medica che ricorda molto quella del protagonista di un racconto di Buzzati, poi, dopo gli scongiuri del caso, prende la porta e se ne va sorridendo. Insomma, è come essere a casa, e forse è proprio questa la differenza sostanziale che separa le librerie come questa dai grandi magazzini del libro... (dopo il salto, l'intervista)

L'interno e il simbolo
Dai meandri verso la luce
Interni
Interni
La facciata
La vetrina
La seconda vetrina
Il simbolo riflette Milano

L'intervista al libraio:

Da quanto tempo fa la libraia? perché ha deciso di fare questo mestiere?

Faccio la libraia da ventitre anni e ancora mi chiedo perché faccio questo mestiere. Ho cominciato non per caso, ma decidendo di fare proprio questo mestiere. In realtà doveva, nelle intenzioni, essere un passaggio per entrare in contatto con i libri ma per andare poi in una casa editrice. Purtoppo non è andata così.

A Milano negli ultimi tempi sono molte le piccole librerie che hanno chiuso i battenti? Perché è sempre più difficile fare il libraio in questa città?

Molte librerie chiudono, a volte per una cattiva gestione. Altre per obiettive difficoltà. Gli affitti certo pesano molto ma non credo sia solo quello. In una città come Milano in cui l'offerta non manca, bisogna trovare il modo per differenziarsi, per darsi un'identità forte e riconoscibile. Noi lo abbiamo fatto con il servizio al cliente. E per servizio intendo una continua attenzione e assistenza. Sembra banale ma molti vengono da noi per i consigli che diamo. Spesso sono le cose più semplici a fare la differenza.

L'esplosione delle nuove tecnologie legate al libro, dai formati elettronici agli e-reader, fino alle borgesianamente infinite biblioteche virtuali, che effetto avrà sul vostro lavoro?

Credo si tratti di un'offerta che diventerà srmplicemente più ricca. ma penso che una cosa non escluda l'altra. Io stessa mi considero una forte lettrice e utilizzo tutti questi canali. ma al cartaceo non rinuncio. il libro fisicamente non credo sparirà. Certo gli editori dovranno rivedere un po' le loro politiche per non rimanere indietro. Ma può essere una bella occasione per rinnovarsi. le sfide, se accolte con intelligenza, sono solo un'opportunità.

Qual è il punto di forza di una piccola libreria come la vostra nei confronti di un megastore come la Feltrinelli o la Mondadori?

Il punto di forza, come dicevo prima, è il rapporto più mirato con ogni singolo cliente. La possibilità di conoscerlo e riconoscerlo ogni volta che entra in libreria. Il libero servizio di per sé non è negativo. Ma non può essere l'unico modo. certo le grandi librerie offrono forse un assortimento maggiore. Ma se si lavora in modo capillare con il cliente si può sopperire a questo in molti modi. Noi abbiamo la fortuna di avere clienti che si fidano dei nostri consigli. Quindi, spesso, l'aasortimento viene costruito ad hoc. e quello che non c'è si ordina

Come vede il futuro della sua professione?

Il futuro di questa professione è esattamente come quello di ogni altra professione: il cambiamento. Non solo i supporti tecnologici ma la capacità di assorbire le sollecitazioni esterne, siano culturali, politiche, sociali. Il libraio non si può occupare solo di libri.

Quali sono i tre libri che consiglia di leggere ai suoi clienti?

Tre libri per me imperdibili sono "Riportando tutto a casa" di Nicola Lagioia, "le ho mai raccontato del vento del nord" e "La libreria del buon romanzo" di Laurence Cossé.

E quali quelli che consiglierebbe di evitare?

Domanda molto imbarazzante che rischia di suscitare polemiche. Però direi che tutta una serie di gialli nordici rischiano di essere ormai un po' tutti uguali.

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