Esondazione Seveso: qual è la soluzione?

Le vasche di laminazione dovrebbero risolvere tutto, ma quando saranno pronte?

Innanzitutto, cerchiamo di rispondere alla domanda che per la città circola da sempre: perché ogni volta che a Milano piove esonda il Seveso? Beh, magari non proprio ogni volta, ma di sicuro capita molto spesso e soprattutto negli ultimi due anni non c'è stata una seria pioggia battente che non abbia causato l'arrivo del fiume nei quartieri di Niguarda e limitrofi. Le polemiche per questa situazione vanno avanti da trent'anni (periodo durante il quale il fiume che scorre sotto Milano è uscito dagli argini un centinaio di volte), ma in verità pare che la cosa vada avanti fin dal 1500. Leggiamo su Linkiesta:

Tutta colpa del Seveso? Non proprio. Le colpe sono diverse, da suddividersi nei comuni che circondano il torrente, dalla continua e incontrollata urbanizzazione nell’hinterland milanese, agli interventi di ingegneria idraulica volti a modificare l’alveo fluviale, oltre che alla scarsa manutenzione e pulizia del letto del fiume. (...) Il problema è che il Seveso, anche nella sua parte scoperta, quella a nord di Milano, attraversa una zona tra le più urbanizzate d’Europa, in cui la permeabilità del terreno è praticamente pari a zero. Quando piove, tutta l’acqua cola quindi nei tombini e da lì al fiume. Che non trovando spazio nell’alveo, fa il percorso inverso. Non solo: come molti dei corsi d’acqua della provincia di Milano, anche il Seveso viene spesso utilizzato come discarica per rifiuti ingombranti, generalmente edili, che provocano una diminuzione della sezione idraulica del torrente, peggiorando anche la condizione sanitaria delle acque.

Problemi vecchissimi: urbanizzazione scellerata, deviazioni, scarsa manutenzione, rifiuti ingombranti. In alcuni casi risolvibili, in altri ormai da lasciarsi alle spalle e da usare semmai come esempi per gli errori da non ripetere per il futuro. E però una soluzione radicale, che potrebbe risolvere il problema una volta per tutte c'è: la vasca di laminazione. O meglio, le vasche di laminazione, enormi bacini in cui far defluire le acque del Seveso quando esonda. Che sono allo studio da tempo immemore ma bloccate dai soliti ricorsi al Tar dei soliti comitati che non vogliono che questi inevitabili lavori vengano fatti nella loro zona (qui il comunicato anti vasca del comune si Senago, che spiega le ragioni della sua contrarietà).

Con le ultime emergenze, però, è facile immaginare che questi ostacoli verranno superati. Rimangono però ancora due incognite: i soldi e il tempo. Il comune ha stanziato 20 milioni, la regione 10. Il totale fa 30. Peccato che le stime dei fondi necessari per portare i lavori a termine parlino di 110 milioni di euro. Quei 30 milioni che già sono nelle disponibilità serviranno per far partire la prima opera, la vasca di contenimento a Senago. E pensare che la vasca di Senago è solo una delle cinque in programma: le altre saranno a Paderno Dugnano, Milano (Parco Nord), Varedo e Lentate sul Seveso. Cinque vasche, quindi, in cui incanalare l'acqua nei giorni di piena e poi immettere nuovamente nel fiume non appena l'emergenza è trascorsa.

La capienza complessiva delle vasche sarà di 4,2 milioni di metri cubi. Per avere un'idea: la sola vasca di Senago impiega 5 ore per essere riempita, è evidente che nel momento in cui tutte e cinque le vasche fossero portate a termine si potrebbe anche dare l'addio alle emergenze. Il problema, però, sono i soldi, anche se dal governo arriva qualche rassicurazione: "Degli 80 milioni che mancano ne arriveranno 50 con lo Sblocca Italia e 30 con un accordo tra regione e ministero dell'Ambiente", spiegano. I costi, però, sono già lievitati, visto che la quinta vasca prevista nel Parco Nord di Milano vale per altri 30 milioni. Ma questi lavori saranno completi tra due anni, se va bene. E fino ad allora? Si incroceranno le dita, dal momento che anche i lavori di adeguamento del canale scolmatore che attraversa il nord-ovest vedranno il completamento solo nel settembre 2016.

E quindi si rischia, anzi è una certezza, di arrivare a Expo 2015, con gli occhi di tutto il mondo addosso, senza avere nessuna soluzione per il Seveso. Per finire, cerchiamo un attimo di capire che cos'è la vasca di laminazione e che cos'è il canale scolmatore. Nel primo caso si tratta di un’opera idraulica volta alla realizzazione di un ampio bacino scavato in profondità per permettere il contenimento delle acque che, in caso di piena, il fiume non è in grado di contenere nel suo alveo. Per quanto riguarda il canale scolmatore, invece, si tratta della costruzione di un vero e proprio canale che raccolga le acque in eccesso del Seveso.

esondazione-seveso-milano-26-luglio-2014

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