Expo 2015: quanti visitatori arriveranno?

E già si parla di flop, ma alcuni dati sono contrastanti.

Expo 2015 - Quanti visitatori arriveranno a Milano per l'esposizione universale? Gigantesca incognita, nonché aspetto decisivo per valutare il successo o meno della manifestazione che inizia il primo di maggio dell'anno prossimo. Per il momento l'unica cosa certa è l'asticella fissata dagli organizzatori, venti milioni di turisti (ci si spinge fino a 24), sei/otto dei quali stranieri. Obiettivo ambizioso, per raggiungere il quale la delegazione che di Expo si occupa è in costante movimento ai quattro angoli del globo per assicurarsi che tutti sappiano cosa succederà a Milano nel 2015 (non abbastanza e con poco tempismo, però, secondo i più critici).

I primi bilanci sono arrivati con la vendita dei biglietti di Expo 2015: 5,5 milioni di tagliandi già staccati. Un numero del genere non può che far ben sperare, se non fosse che questi ticket non sono stati venduti a persone che già fremono per l'attesa e che volevano approfittare degli sconti, ma a tour operator (un milione solo in Cina) che sperano a loro volta di rivederli inserendoli in pacchetti turistici per i viaggi degli stranieri in Italia. Sono biglietti venduti per chi organizza Expo, ma è tutto da vedere come e quanto si tramuteranno in visitatori nella nostra città.

Altri segnali, infatti, vanno decisamente nella direzione opposta. Ne dà conto l'Espresso:

Ma al grande evento mancano meno di 31 settimane e ad ascoltare i più importanti albergatori di Milano e dintorni, «nulla si muove». Prenotazioni? Pochissime. Ottanta stanze di qua, meno di là, un flop le prevendite online. Le delegazioni ufficiali iniziano solo adesso a farsi avanti. Delle 110 mila persone che dovrebbero accalcarsi nella metropoli lombarda ogni giorno per sei mesi, stando alle stime ufficiali, non c’è traccia all’orizzonte. E sì che gli appassionati della Settimana del Mobile di aprile hanno già confermato la loro presenza e fermato i posti letto a disposizione. La marea umana di Expo? Non pervenuta.

Flop all'orizzonte, quindi? In effetti il segnale dato dalle prenotazione per il Salone del Mobile - che precede di un solo mese l'Expo - non fa ben pensare. E alcuni precedenti sono più che preoccupanti: l'esposizione universale di Siviglia del 1992 fu un flop colossale: attesi 40 milioni di visitatori, ne arrivarono in verità solo 3. D'altra parte - è la domanda che in molti si pongono - perché mai un modello di questo tipo dovrebbe ancora interessare la gente? Le esposizioni sono qualcosa di prettamente novecentesco, un'epoca pre-internet in cui per vedere le nuove meraviglie del mondo bisognava necessariamente muoversi da casa. Oggi le cose sono cambiate drasticamente.

Certo, ogni volta che cambiano le cose, basta sapersi adattare per tempo. E qui sorge la seconda domanda: è stato fatto questo adattamento in vista di Expo 2015?

Secondo Philippe Daverio se le torme di turisti promesse tardano a manifestarsi è a causa di un’offerta culturale che manca, di una promozione balbettante dentro e fuori la nazione, di una «indifferenza pubblica che va oltre l’imbarazzo». Perché un francese, un russo, un cinese, dovrebbero affrettarsi a organizzare nel 2015 il loro grand tour d’Italie? Quali star saliranno sul palco? E quando? Quali Leonardo in mostra? Quale Caravaggio? I Bronzi di Riace? Le grandi case di moda proporranno qualcosa di speciale in quei sei mesi oppure no? I produttori di design? E di formaggi? Gli unici ad essersi mossi sembrano essere i maestri del vino.

Non è il caso di eccedere in pessimismo, ma se dopo anni di lavori, cantieri, disagi, ritardi, scandali e quant'altro ha finora circondato l'esposizione universale ci dovessimo trovare con un'esposizione visitata dai soli abitanti di Rho-Pero ci sarebbe davvero da mettersi le mani nei capelli.

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