Ricorsi contro le multe con autovelox: il ministero boccia Milano

La multa dev'essere comminata entro 90 giorni dall'infrazione. Si prevede una pioggia di ricorsi.

La questione dei ricorsi contro le multe prese con l'autovelox era abbastanza complessa, ma si può riassumere con un esempio: il codice della strada prevede che la notifica delle infrazioni debba essere fatta entro 90 giorni. Ma a partire da quando comincia il conto alla rovescia? A partire da quando l'infrazione viene ripresa o a partire dal momento in cui l'agente vede l'immagine della infrazione e fa partire la sanzione? Facciamo un caso pratico: avete commesso un'infrazione il 20 giugno. Ricevete a casa la lettera il 20 ottobre e sulla lettera c'è scritto che l'agente ha visionato la vostra infrazione il 5 ottobre. I giorni da prendere in considerazione sono i 120 che passano da quando è stata scattata la foto o i 15 che sono passati da quando l'agente ha comminato la multa e voi l'avete ricevuta a casa?

Il dubbio ha causato una marea di ricorsi, in larga parte vinti, da parte degli automobilisti multati. E adesso a mettere la parola fina a tutta la vicenda arriva la nota spedita dal ministero degli Interni, in cui si legge: "Il giorno a partire dal quale si calcola la decorrenza dei termini non può che essere individuato in quella della commessa violazione, le ragioni che possono legittimare gli enti a cui appartengono gli organi accertatori a superare tali limiti non possono che dipendere da fattori esterni e non da prassi organizzative interne".

Ecco, però, l'appiglio per il Comune. Che tra i "fattori esterni" che consentono di giustificare il ritardo con cui la multa è stata spedita individua il fatto che le multe comminate sono state molte, molte, molte più del previsto. Secondo l'assessore Granelli, ci si attendeva che ogni autovelox "punisse" un numero di auto vicino alle 7mila del cavalcavia di Monteceneri. E invece il numero è stato molto più alto: addirittura 700mila auto multate dai nuovi 7 autovelox installati. Com'è possibile? Probabilmente la ragione sta nel fatto che ormai ogni milanese conosce benissimo il "temibile" autovelox di Monteceneri e si regola di conseguenza. Ma soprattutto, si può davvero considerare un numero troppo alto di multe come una valida giustificazione per spedirle in ritardo?

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