Chi è Pulce, il "Vallanzasca" 17enne di Quarto Oggiaro

Una storia fatta di crimini più o meno gravi che l'hanno reso una leggenda del quartiere.

Diciassette anni, una condanna di sette anni in primo grado, una quindicina di procedimenti a suo carico e soprattutto una fama che si sta espandendo tra i ragazzini del quartiere, come spesso accade in questi casi, mentre i giornali hanno cominciato a parlarne come del "Vallanzasca di Quarto Oggiaro". La storia di Pulce, vero nome R.D.C. (il nome vero rimane tutelato essendo minorenne, ma è fin troppo facile scoprirlo girando per la rete), comincia infatti nelle strade tra via Pascarella e piazzetta Capuana.

Lì, nemmeno undicenne, inizia a venire utilizzato come galoppino della droga da parte degli spacciatori della zona per non dare nell'occhio. E alla stessa età si becca anche la prima accusa da parte delle forze dell'ordine, per aver lanciato una bomba carta contro un circolo in piazza Capuana. Ma se tutto fosse finito lì, si potrebbe parlare di una classica situazione di disagio, peccato che poi la Pulce (che sembra un personaggio della Ligera, la mala milanese che ormai non esiste più) si sia beccato una condanna a 7 anni per tentato omicidio e che abbia anche accuse per tentata estorsione, lesioni e altro (un approfondimento sulle sue vicissitudini lo trovate qui).

Di lui si era parlato l'ultima volta nel settembre di quest'anno, quando era scappato dal carcere minorile Beccaria in cui inutilmente si è cercato di confinarlo. Il suo ritorno in zona aveva addirittura procurato titoli allarmistici nella stampa locale: "Paura a Quarto Oggiaro: si rivede in giro la Pulce, nuove scritte minacciose":

Che ci fa la «pulce» nel suo quartiere? Sembra che il giovane pregiudicato sia scappato per l’ennesima volta dalla comunità protetta dove era stato confinato dopo la condanna di tre mesi fa. E a Quarto Oggiaro il 16enne «bad boy» ha già lasciato traccia nei giorni scorsi. In via Pascarella — raccontano i residenti del quartiere— i muri sono stati imbrattati. Un segnale del ritorno a casa del piccolo boss. La stessa cosa era avvenuta un mese fa. La «pulce» era scappata il 4 giugno dalla comunità per minori disadattati in provincia di Alessandria.

Ancora prima, del ragazzino si era parlato a Chi l'ha visto. Allora era solo un 13enne con già alle spalle una lunga serie di problemi legali e in un articolo sulla sua scomparsa si leggeva:

La sua è un’esistenza controversa e disagiata, a soli tredici anni nel suo curriculum può già annotare 3 crimini, tutti relativi a furti di motorino. I suoi, che hanno da subito denunciato la sua scomparsa, abitano nel quartiere popolare di Quarto Oggiaro, nella periferia milanese. Un quartiere malfamato in cui i ragazzini smettono presto di andare a scuola e in maniera ugualmente precoce si danno alla micro criminalità.

Già, i genitori. Che non hanno un ruolo secondario in tutta questa vicenda, stando almeno a quanto testimonia il 27enne consigliere di zona del Partito Democratico Fabio Galesi, che per la sua battaglia contro la criminalità a Quarto Oggiaro (battaglie in cui anche la Pulce è rimasta coinvolta) si è beccato minacce di morte da parte di padre e madre di R.D.C.: "Se ti fai vedere da solo ti ammazzo, prima a te e poi alla tua famiglia".

E pare che proprio queste minacce - alle quali la polizia ha risposto stringendo la sicurezza attorno al consigliere - siano alla base della decisione di trasferire il ragazzino dal carcere minorile del Beccaria (dov'è rapidamente diventato un mito che spesso e volentieri aizza le rivolte) a Bari. Per la serie, la giustizia in questo caso fa sul serio, e adesso i genitori non potranno più fare visita al figlio con tutta quella facilità. Un risultato è stato ottenuto, visto che mamma e papà del ragazzino hanno fatto sapere che chiederanno scusa a Galesi con una lettera. Ma intanto la Pulce sta già viaggiando verso Bari, lontano dai suoi genitori, lontano dai suoi compagni del carcere minorile, soprattutto lontano dalla sua fama.

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