La mappa dei corsi d'acqua e dei fiumi di Milano

Tra Navigli, Seveso, Adda, Lambro, Olona, Ticino sotto la Madonnina scorre molto più di quello che si potrebbe pensare.

Se si pensa a Milano non si pensa certo a una città d'acqua. Non c'è il mare, ovviamente. Non ci sono nemmeno i laghi. I navigli sono in buona parte coperti e dei fiumi ci si ricorda solo quando esonda il Seveso. Eppure Milano è ricchissima di corsi d'acqua, tra fiumi e navigli, che scorrono spesso nelle viscere delle città, coperti, e spuntano fuori quando il maltempo va avanti per qualche giorno (o ora) di troppo. Vediamo allora una mappa che ci chiarisca un po' le idee.

Il Naviglio Grande, il Naviglio Pavese, la Martesana, l’Olona, il Lambro, il Seveso, il Ticino e l’Adda. Milano non si fa mancare l'acqua e secondo alcuni il nome "Mediolanum" significherebbe proprio "la città in mezzo" ai fiumi (altre origini del nome Milano le trovate qui). Per fare un po' il punto partiamo dai navigli e prendiamo spunto dal sito Navigli Lombardi (che siete invitati a visitare per approfondimenti): "Sono 5 i Navigli lombardi: Bereguardo, Grande, Martesana, Paderno e Pavese. Si tratta dei più antichi canali artificiali d'Europa. Costruiti a partire dal XII secolo permettevano di collegare Milano con il Lago Maggiore (attraverso il fiume Ticino), con il lago di Como (attraverso il fiume Adda) e con la città di Pavia e il fiume Po. Erano importanti vie d'acqua per il trasporto e per l'irrigazione dei campi. Lungo questi canali si è sviluppato, nei secoli, un grande tesoro rappresentato da nobili residenze estive, mulini, castelli, abbazie, paesaggi rurali e naturali bellissimi".

Il Naviglio Grande. È un canale navigabile che nasce dal Ticino nei pressi di Tornavento, frazione di Lonate Pozzolo e che muore nella Darsena, l'antico porto di Milano. Nasce come canale irriguo e navigabile nel 1177, ha una lunghezza di 50 chilometri con un dislivello di 34 metri. Il Naviglio Grande è il primo dei canali che formano il Sistema dei Navigli milanesi, il più antico e il più importante.

Il Naviglio della Martesana. Noto soprattutto per la passeggiata sulla Martesana, nasce nel 1475 per volere di Ludovico il Moro. Nasce a Trezzo sull'Adda e termina a Milano con l'interramento a San Marco, per una lunghezza di 38 chilometri. La sua funzione è fondamentalmente irrigua.

Naviglio Pavese. È il canale che nasce per unire, in una via d'acqua navigabile, Milano a Pavia. Nasce nella Darsena di Milano e muore nel Ticino a Pavia, con una lunghezza di 33 chilometri. Era quindi usato sia per irrigare che come via di trasporto e di navigazione. La sua storia è molto lunga e merita di essere citata: "Furono i Visconti, nel 1359, a dare il via ai lavori per la costruzione di un canale inizialmente non navigabile, ma molto utile per mantenere lo splendore del parco del Castello di Pavia dove Gian Galeazzo amava cavalcare. Nella seconda metà del 1500, sotto la dominazione spagnola, viene approvato il progetto di Giuseppe Meda, ma i lavoro sono presto sospesi. Duecento anni più tardi vengono ripresi da Napoleone. Il 16 agosto del 1819 Ranieri, Arciduca d'Austria e Vicerè del Lombardo-Veneto, inaugura il Naviglio Pavese, che dalla Darsena passando per Binasco e Pavia sfocia nel Ticino".

Oltre ai tre più noti, in Lombardia ci sono anche il Naviglio di Bereguardo, che nasce a Castelletto di Abbiategrasso, e il Naviglio di Paderno, che nasce nel 1777 da Robbiate e ha termine a Cornate d'Adda. Si tratta quindi di canali ancora attivi, in minima parte ancora navigabili e che hanno ancora una fondamentale funzione irrigua, ma che sono stati in gran parte coperti per permettere l'espansione e il cambiamento della città a partire dal 1876 (qui una spiegazione sul perché i navigli sono chiusi). Qui sotto, invece, un'immagine di come appariva il centro di Milano quando i navigli erano aperti.

1393842_10152651237009610_4867007427166641381_n

Per quanto riguarda invece i tanti fiumi di Milano, la mappa la trovate in fondo al post. Oggi scorrono ancora ovviamente in città, ma sono in buona parte tombinati quando non sono interrati. Qual è la differenza? Per tombinatura si intende quando il fiume viene convogliato in un tubo di cemento e poi ricoperto, per interramento si intende la loro cancellazione attraverso il rimepimento del letto con terra e detriti (che è quanto avvenuto alla cerchia interna dei navigli, che un tempo seguita il fossato difensivo della città medievale).

A essere tombinato è per esempio il Seveso, cosa che causa la sua esondazione a causa della differenza di portata tra la parte a monte della città e la parte dove inizia la prima tombinatura. Le esondazioni e gli allagamenti sono spesso causati da piogge molto forti che ingrossano i fiumi e li fanno uscire dalla rete in superficie attraverso i chiusini.

Il Lambro è invece il maggiore dei tre fiumi milanesi (Seveso, Lambro, Olona), ma scorre quasi interamente a cielo aperto attraversando Cascina Gobba, Cimiano, parco Lambro, Lambrate e il quartiere dell’Ortica, fino a parco Forlanini. Una storia particolare è invece quella dell'Olona, che riprendiamo dal blog Vecchia Milano:

Tra il 1950 e il 1970 inizia la tombinatura del fiume lungo la circonvallazione fino a farlo sparire completamente. Anche il “ramo darsena” subisce lo stesso trattamento, continuando a trasportare le acque fino a che negli anni ‘80 viene prosciugato per rischio di inquinamento ed idrogeologico. Così da allora le acque dell’Olona continuano a percorrere i viali di circonvallazione interrate fino alla loro unica foce nel Lambro Meridionale (tutt’ora visibile in via Malaga sotto il ponte della ferrovia). Per scongiurare le piene dell’Olona nel tessuto cittadino è stato costruito un canale artificiale denominato Deviatore Olona che preleva le acque in eccesso a valle di Rho, le trasporta attraverso il “Boscoincittà” (dove scorrono ancora a cielo aperto), Baggio, Corsico e le restituisce al Lambro Meridionale nel quartiere Barona precisamente in via Boffalora.

MILAN-Navigli

  • shares
  • +1
  • Mail