Da una una denuncia dell’Associazione dei Contribuenti Italiani risulta che a Napoli solo 2 bar su dieci emetterebbero scontrini fiscali. A Milano va meglio, certamente, ma anche nella metropoli meneghina sto notando un crescendo vertiginoso di queste ben poco innocenti evasioni (lasciando stare Battisti), che in Italia toccano picchi himalayani di 100 miliardi di euro l’anno.
Perché questo fenomeno? Semplice, perché si può fare, sono diminuiti i controlli, è finito quel panico suscitato dalla finanziaria del 2006 - ve lo ricordate? - che prevedeva il
rischio chiusura del negozio anche con una sola violazione nell’emissione di scontrini fiscali.
Non ci vuole tanto. Il timore di chiuder baracca spinge alla legalità ben più che il senso civico o la consapevolezza di stare rubando. E la proposta anti-evasori dello scontrino con Gratta e Vinci di cui si parlava sei mesi fa? L’idea era quella di spingere gli acquirenti a chiedere lo scontrino perché spinti dal desiderio di vincere alla bizzarra lotteria e non perché infastiditi dalle conseguenze di un simile atto d’illegalità.
Le evasioni fiscali sono all’ordine del giorno presso qualunque esercente. Nei ristoranti il conto giunge su un piattino, ma a guardarlo bene sul foglietto c’è scritto “non fiscale”. Capita anche di vedere battuto uno scontrino con una cifra inferiore. Allora le possibilità sono due: si fa il donchisciotte rompiscatole e si chiede, oppure si lascia correre, d’altronde chi ce lo fa fare? Ci si sente fastidiosi come mosconi isterici, folli e un po’ anacronistici paladini di una legalità così tanto violata, a tutti i livelli.
Ma come reagiscono gli esercenti alla richiesta dello scontrino? Fanno intenndere che “sì sì, certo, stavamo per farvelo” anche se ultimamente sembrano sempre più infastiditi come a dire: “ma perché sto qua non si fa i fatti suoi?!”.
Così l’evasione fiscale di massa dilaga, affossa un paese che sembra più preoccupato di mandare le forze dell’ordine (o le ronde) per le strade, per combattere altri crimini che saltano più all’occhio. Eppure non si pecca solo nelle opere e nelle parole, ma anche nelle “omissioni”. Voi come reagite in caso di mancata emissione dello scontrino?
paddler
26 apr 2010 - 08:41 - #1Bravo Gianluca!!!
un po’ di sano senso civico (putroppo) ci vuole!!!
A tutti i lavoratori dipendenti: chiedete sempre gli scontrini!!! noi paghiamo le tasse, anche per quelli che non vi fanno lo scontrino… gli evasori sono dei rapinatori della collettività, veri ladri, ci rubano le strade, le scuole pubbliche, gli asili, i servizi sociali, gli ospedali, senza le loro tasse tutto questo viene pagato solo dai lavoratori onesti
dokky
26 apr 2010 - 09:04 - #2Scusate ma ste cose a me fanno imbestialire. Se uno nn mi fa lo scontrino o la ricevuta, che sia barista o luminare primario, io glielo chiedo. Se adduce scuse del tipo “ah cavolo ero lì lì per farlo” gli sorrido come a fargli capire di prendere per il c… qualcunaltro. Nn mi è mai capitato che qualcuno facesse l’arrogante, anche perchè sarebbe molto peggio per lui.
Basterebbe che chiunque di noi chiedesse quanto dovuto e forse l’evasione sarebbe minore. Ma invece si è i primi a dire agli idraulici e agli imbianchini di farci il prezzo senza fattura tanto del pezzo di carta nn ce ne facciamo nulla.
frek
26 apr 2010 - 09:51 - #3per cortesia non cominciamo a dire “ci si sente fastidiosi”. perchè anche se purtroppo molte persone non se la sentono di farlo, non si è fastidiosi. si sta chiedendo che venga rispettato un proprio diritto: quello che tutti paghino ugualmente le tasse.
e quando lo scontrino non viene emessso lo si chiede, volendo anche con un bel tono perentorio “mi dà lo scontrino, per favore?”. mai capitato nessuno che mostrasse fastidio a questa richiesta. tutti pronti a battere la dovuta cifra.
le scene peggiori purtroppo avvengono nei locali, in molti dei quali la ricevuta è regolarmente pura utopia, quando lo si chiede al cameriere, che lo chiederà alla cassa (ben dopo averti portato il resto) e se se lo ricordano arriva dopo una ventina di minuti.
endi
26 apr 2010 - 10:04 - #4Appena posso, in ogni circostanza, cerco di pagare con il bancomat, che mi conviene, è più sicuro delle banconote (e la carta a chip non è clonabile) e lascia tracce, obbligando l’esercente a pagare le tasse. O no? Volevo chiedere la conferma a voi: è vera la mia ipotesi che il pagamento elettronico venga dichiarato necessariamente al Fisco per assenza di scappatoie?
pietrostelitano
26 apr 2010 - 11:19 - #5ma se si chiamasse la finanza?
lo so che e’ un po’ “estremista” come comportamento, ma inizia ad essere noioso chiedere lo scontrino … SEMPRE
massimo-m
26 apr 2010 - 13:34 - #6Io lo chiedo sempre… anche se devo dire che dove sono io sono pochi a fare i furbetti … però mi da fastidio chi scrive “io sono dipendente e pago le tasse” …
basta con ste scemate…. con queste frasi fatte… chi mi affittava casa prima era una PENSIONATA e non ha voluto registrarmi il contratto…
i dipendenti evadono quando non pagano l’iva.. quindi al massimo i dipendenti non evadono l’IRPEF ma possono evadere l’IVA … almeno è chiaro questo concetto anche per chi pensa che le tasse l’evadono solo quelli con PI…
Tepp
26 apr 2010 - 14:46 - #7In Italia Irpef e contributi sono pagati per il 77% dai lavoratori dipendenti (fonte: Min. Tesoro, dati 2006). Gli autonomi pagano circa il 9/10%: un quarto rispetto alla media europea. Oltre la metà di loro dichiara zero o meno di zero. Perché imprenditori e autonomi onesti non denunciano i colleghi ladri?…
markk0
26 apr 2010 - 15:11 - #8perchè i pochi che c’erano sono già scappati tutti all’estero?
massimo-m
26 apr 2010 - 18:29 - #9Tepp semplice.. quelli evadono perchè gli utenti finali li fanno evadere .. in poche parole l’utente finale non paga l’IVA e quindi loro non pagano IRPEF.. semplice..
ma le tasse non sono solo IRPEF come vedi.
Se tu vai dal dentista e lui ti dice 1000+iva… e tu gli dice non mi serve la ricevuta , tu non paghi 200 di iva e lui non paga l’irpef … circa un 30%
la tassa più evasa tra l’altro è il CANONE RAI :)
e sarei pronto a scommettere che l’iva è quella in cui il governo perde il maggior grano…
incrediboli
26 apr 2010 - 20:08 - #10articolo di basso profilo, stile striscia la notizia. Chi l’ha scritto potrebbe scrivere di meglio. si va a menarla ai negozianti ma non sono certo loro con i loro scontrini a fare il fallimento italiano. Sono spostamenti di capitali da milioni di euro, appalti, bandi. è lì che dovrebbe lavorare la guardia di finanza e non a rovinare un tabacchino. a proposito di tabacchi e di monopoli di stato sai quanto vengono tassati quei prodotti? la benzina triplica di vaolre per le tasse statali che vengono poste. Non facciamo come a striscia la notizia che ce la si prende tra poveracci e semimendicanti perfavore.
cmq io chiedo lo scontrino
Camell
26 apr 2010 - 22:07 - #11Ho capito. C’abbiamo i dentisti che si comprano lo yacht, il mio prestinaio che gira in Z4, tre imprenditori su quattro che dichiarano ZERO, ma non si può neanche protestare. Il problema è un altro, certo, va bene, scusate. Ma com’è che succede solo in Italia? Fino a quando dura la festa?
nicola-ottomano
26 apr 2010 - 23:10 - #122 o 3 anni fa, nel bar di fronte all’agenzia delle entrate… chiediamo lo scontrino e il propietario dice “si, subito”… dopo 20 minuti non l’aveva ancora fatto…
Lo chiediamo ancora e quello: “sa, oggi non vuole proprio funzionare la cassa”…
Bene, chiediamo una ricevuta allora… nulla non ha il blocchetto delle ricevute.
Chiama infine l’altro barista, chiedendogli come funziona la cassa!!! Neanche lui sapeva come metterci mani.
Morale della favola, siamo usciti senza scontrino e abbiamo telefonato al 117 segnalando la cosa.
Nicola