
Avete già votato in più di duecento al nostro sondaggio sulle insegne milanesi dimostrando come la questione vi stia a cuore. La Lega ha infatti proposto un emendamento a un decreto in approvazione al Parlamento che potrebbe cambiare, qualora fosse approvato e recepito dal Comune di Milano, l’aspetto delle nostre vie. Basta lingue extraeuropee sulle insegne degli esercizi commerciali, sì per chi vuole al dialetto.
E allora siamo scesi in strada per fotografare la situazione attuale in due quartieri del nord milanese: Affori e Dergano. Non sono tutte le insegne che caratterizzano il tratto di via Astesani / Pellegrino Rossi partendo da via Novaro fino ad arrivare a via Baldinucci ma comprendono i due terzi di quelle che potrebbero cambiare dopo la legge.
Ho saltato due alimentari e tre negozi di kebab (insegne inglese/italiano) ma in un chilometro e mezzo, almeno ad Affori, le insegne “forestiere” sono queste, non tantissime, e tra loro ne spiccano – perché eccezioni – due in milanese. Passeggiando per la via si notano invece i bar gestiti da cinesi, aperti anche di domenica, e affollati da immigrati slavi ma anche gli italiani che ad Affori centro vivacizzano il quartiere vivendolo in strada.
mm2
26 apr 2010 - 09:07 - #1mah … se un ristorante cinese vuole affiancare all’italiano la scritta in cinese … che fastidio dà? al limite potrebbero rendere illegali quelle in cui comprare solo il cinese, idem per il dialetto … anzi, con l’expo che facciamo forniamo il dizionario milanese/inglese a tutti i turisti alla frontiera?
Feo89
26 apr 2010 - 10:22 - #2l’obbligo di avere almeno una scritta in caratteri latini sull’insegna è assolutamente condivisibile, vietare completamente scritte in lingue non europee è inutile, stupido ed eccessivo.