È morto Franco Bomprezzi, paladino dei disabili

Giornalista, 62 anni, da sempre in prima linea nella difesa dei diritti di chi vive in carrozzina.

Si definiva "giornalista a rotelle"e già questo fa capire come la disabilità fosse vissuta da Franco Bomprezzi - nato a Firenze e morto a 62 anni a Milano dopo un lungo ricovero in ospedale per una embolia polmonare - come qualcosa non da nascondere, ma parte della vita quotidiana. D'altra parte, nel suo ruolo di presidente e portavoce della Ledha (Lega per i diritti delle persone con disabilità) è stato per decenni il simbolo stesso della lotta contro le barriere architettoniche e non solo.

Affetto da osteogenosi imperfetta fin dalla nascita, ha iniziato a lavorare come giornalista per il Mattino di Padova e per il Resto del Carlino; per poi spostarsi a Milano e lavorare nella redazione dell'Agr. Il suo nome è però legato soprattutto alle riviste dedicate alle persone affette da disabilità, al suo blog e alla presidenza della Ledha.

Attività che l'avevano portato a essere nominato Cavaliere del Lavoro da parte di Giorgio Napolitano nel 2007 e a ricevere l'Ambrogino d'Oro nel 2005. Negli ultimi anni era entrato anche più direttamente nella macchina politica, diventando consulente per le politiche sulla disabilità nella giunta Pisapia. Ruolo nel quale evidentemente non si trovava a proprio agio, vista la decisione di lasciare il ruolo dopo solo un anno (ma continuando la collaborazione con la giunta e soprattutto per quanto riguarda la Casa dei diritti di via De Amicis).

Ancora dal letto dell'ospedale rispondeva agli amici su Facebook, scriveva sul suo blog, rilasciava interviste in tv. Come quella andata in onda sabato su RaiUno in occasione del Telethon: "Donare per Telethon è una buona pratica, anche perché in ogni momento si può controllare la destinazione dei fondi, come sto facendo io adesso”.

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