Moana casta Diva: in mostra le foto di Gianfranco Salis alla galleria Dream factory

Ci sono cose che il miracolo lo sanno fare, che prendono un momento e lo lanciano per aria e lo immortalano per sempre, nella memoria di chi c'era o ci ritornerà domani: come il sinistro di Tardelli ai mondiali del 1982 e come - per noi trentenni - il suo sorriso, il suo candore, i suoi seni, il suo immaginifico fondoschiena.

Sono immagini eterne, impresse nella mia mente come il Cristo e la Madonna. Mi si perdoni il paragone blasfemo, ma è pure assodato che sacro e profano vanno a braccetto. D'altronde qualcuno la vorrebbe ancora tra noi, come Jim Morrison e Micheal Jackson. Non c'è nessun altra come lei: una diva che univa con impareggiabile maestria candore e spregiudicatezza, sul set (benedetti quei set) come nella vita. Basta farsi un giro nei vari Misex per capire che nessuna potrà prendere il suo posto.

E se vi ha commosso il suo discorso programmatico del '92 allora potete capite cosa manca oggi all'Italia: sogni e speranze. Se non vi ha commossi è inutile girarci intorno: siete degli insensibili cronici. E se non credete ai miracoli che avrebbe potuto fare il Partito dell'Amore, non faticherete a credere al miracolo che le foto esposte alla mostra "Moana Casta Diva" raccontano con sorprendente lucidità.

Composta da ventidue immagini, scattate tra il 1988 ed il 1989, in cui Salis - che dal 1979 è fotografo di fiducia di Tinto Brass e ha fotografato Laura Morante, Ciocciolina e Anna Galiena - è riuscito a rubare non solo la malizia di questa icona dell'eros, ma anche il suo carisma e la sua intima, fragile, umanità.


La prima volta la vidi attraversare un corridoio buio con una pelliccia fucsia e mi disse: sono felice di essere qui. Dopo la prima seduta per me era concluso il lavoro e invece mi chiamò altre due volte per fare nuove foto. Il segreto di queste immagini è la purezza e semplicità con cui sono state realizzate. Sono state fatte per piacere personale mio e suo, non per qualche committente. Lei diceva che erano le più belle che avesse mai avuto

L'ingresso alla Dream Factory (Corso Garibaldi, 117), dal 5 maggio al 5 giugno - dalle 14 alle 20 - è gratuito.

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