Milano, l'acqua alta ed Expo 2015

150mila visitatori al giorno (stimati), l'attenzione globale puntata addosso, e una città che viene sommersa ogni due per tre.

Expo 2015 si avvicina a passi da gigante, mancano ormai cinque mesi all'inaugurazione, e Milano si presenterà all'appuntamento nel pieno di un problema che non era mai stato così grave: quello dell'acqua alta. Ma che è successo? Le ragioni e le possibili soluzioni per fare fronte alle esondazioni del Seveso sono al centro del dibattito, ma la questione è pressante, anche perché le vasche di laminazione che dovrebbe (almeno per il momento) risolvere il problema non saranno pronte prima del 2016, quando l'esposizione sarà soltanto un (speriamo positivo) ricordo.

Negli ultimi giorni abbiamo visto come non sia solo il Seveso, non siano solo i nubifragi a causare disastri: la linea gialla della metropolitana è stata improvvisamente sospesa solo due giorni fa per un improvviso guasto della pompa che tiene sotto controllo la falda acquifera, che lì è bella alta. Roba da nulla insomma, ma sufficiente a mandare in tilt una porzione importante del trasporto pubblico. Non sono buoni presagi, in vista di Expo. Tanto più che il nuovo quartiere gioiello che sta sorgendo, Porta Nuova-Garibaldi, e che potrebbe essere una delle attrattive della città durante i sei mesi in cui saremo sotto osservazione, rischia di venir visitato da turisti con gli stivali di gomma fino al ginocchio, visto che si trova in una delle zone più colpite dalle esondazioni del Seveso.

150mila visitatori al giorno in una città che già scoppia e che alle prime gocce d'acqua va in tilt (pensate al traffico) e che se le gocce d'acqua diventano un po' di più finisce sommersa? C'è da iniziare a preoccuparsi davvero. Sul Corriere della Sera leggiamo questo:

Milano è abituata a farcela, ma il quadro è oggettivamente poco incoraggiante: per Expo erano state annunciate due nuove linee, di cui peraltro si parla da lustri. Le nuove tratte restano, a parte poche nuove stazioni, solo sulla carta. In compenso il Comune si sta indebitando, con un’operazione aspramente criticata anche da pezzi di maggioranza della giunta Pisapia, per la linea 4. Ma non sarebbe più sensato spendere i soldi per mettere in sicurezza quello che c’è e garantire che, almeno quello, funzioni?

Si può essere d'accordo, ma solo in parte. Anche in un periodo di scarse risorse non si può rinunciare a un investimento che è decisivo per la città, che non può continuare ad avere il lusso di un aeroporto cittadino (che tra l'altro sta prendendo il sopravvento su Malpensa) vanificato dal fatto che lo si può raggiungere solo con l'autobus. Non è degno di una capitale europea quale Milano sta cercando di diventare. Certo, non è degno nemmeno finire sott'acqua ogni due per tre. Ma la strada da seguire è una sola: trovare le risorse per risolvere il problema mentre contemporaneamente non si rinuncia a crescere (magari in maniera più ragionata della logica da palazzinari che si è seguita in questi decenni). Altimenti possiamo diventare un castello di carte luccicante che crolla o una città in declino che si guarda la pancia. E nessuna delle due sembra essere un'alternativa valida.

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