Una ferrovia verde intorno a Milano. La Circle Line a portata di mano?

circle line

Si parlava di anello verde intorno a Milano, percorribile in bici magari. Utopia? Diciamo che è uno degli obiettivi per il 2015, se l'Expo andrà in porto e Milano riuscirà a diventare la città "verde" promessa. Naturalmente la faccenda è complicata: c'è il nuovo PGT, la tangenziale, l'Expo, naturalmente. Ingredienti da miscelare con la vocazione innovativa che Milano vorrebbe avere, sfruttando con sapienza l'eredità del passato.

Una di questa è la capillare linea ferroviaria milanese che collega e unisce tutte le stazioni definendo un anello: su questo anello si attestano diverse stazioni passanti come Lambrate, Dateo, Repubblica, Rogoredo e Romolo, ecc, alcune delle quali collegate anche dalla metropolitana. Una Circle Line già definita, se non fruibile nell'immediato, ma una opportunità per lo sviluppo della nostra città.

In giugno scorso la promessa del progetto: un treno per girare la città da Porta Garibaldi a San Cristoforo. "Si farà entro l’Expo" ha garantito Masseroli. A regime sulla Circle Line potranno salire dodicimila persone all'ora. Una buona idea che, mi pare, non ha avuto sviluppi concreti.


Andreas Kipar in Arcipelago Milano ci ricorda la necessità di cambiare paradigma per le stazioni ferroviarie in disuso, non una ferita da bonificare ma un’occasione da potenziare come hanno fatto già virtuosi esempi: Berlino, per come ha saputo coniugare il trasporto pubblico veloce della città con il sistema ferroviario in entrata e uscita e il caso di New York, un simbolo per come ha saputo trasformare la High line (visitata e lodata anche dalla Moratti), da linea abbandonata da abbattere in uno dei luoghi più usati e visitati del mondo.

Fino a pochi anni fa considerati semplicemente ambiti da riqualificare oggi sono sempre di più gli ambiti da difendere da una riqualificazione ‘tout court’. L’esempio di Via Filarete, dove i residenti difendono a spada tratta gli alberi del cielo, Ailanthus altissimi, cresciuti per lo più spontaneamente sui rilevati ferroviari, ci può insegnare qualcosa, ossia quella spontaneità espressa da una vegetazione poco ornamentale ma molto efficace che é diventata oggetto dell’attenzione dei cittadini. Per una città che ha già compiuto l’errore di eliminare quasi completamente il suo sistema d’acque che la caratterizzava e la rendeva unica, sovrapponendovi il principale sistema stradale, ritengo che non possa permettersi di non cogliere la grande sfida del riuso di questi sedimi per creare finalmente un unico grande sistema continuo di mobilità lenta nel verde.

Integrare trasporto su rotaia e mobilità sostenibile, potenziando le stesse linee ferroviarie esistenti, una rete di piste ciclabili e percorsi pedonali nel verde, facilmente collegabili ai Raggi Verdi che incanalano la natura verso il cuore della città:

Le stazioni della circle line insieme all’anello ferroviario diventerebbero dei veri e propri poli di interscambio tra la città metropolitana e la città consolidata, sgravando notevolmente il numero delle macchine in entrata della città. Questo comporterebbe una drastica diminuzione del traffico che porterebbe a un conseguente e immediato riduzione delle polveri sottili. Oltretutto una riduzione delle macchine dei pendolari libererebbe la città dagli infiniti parcheggi abusivi che finalmente potrebbero ritornare ad avere la funzione di parchi lineari, strategici per la città.

Il dibattito è aperto perchè il futuro della città passa anche dagli scali ferroviari e dalla loro riqualificazione. Voi, nostri illuminati lettori, cosa ne pensate?

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