Quanto è grande Milano? E’ abbastanza chiaro che i confini amministrativi – quelli che, per intenderci, pongono le porte della città a Sesto Marelli – danno un’immagine fin troppo riduttiva della vasta area urbana milanese.
Ma dove porre allora i confini della metropoli? E’ quello che hanno cercato di scoprire i ricercatori della Bicocca, coordinati dal Professor Mario Boffi, all’interno di un Progetto di Ricerca di Interesse Nazionale sulle aree metropolitane di cui 02blog vi presenta i risultati in anteprima assoluta.
Date un’occhiata alle mappe in gallery, costruite tenendo conto di tantissimi indicatori: dalla densità di popolazione e servizi ai flussi di pendolarismo e mobilità. Ci raccontano di un’area metropolitana vastissima, che si stende dalle rive del Lago di Garda a Novara, da Lecco a Pavia.
Il cuore di quest’area, contrassegnato nelle mappe dal colore viola scuro, rappresenta una vera e propria unica città e corrisponde comunque ad un’area molto più vasta del comune di Milano, includendo realtà come Seregno, Lainate, Pioltello e Opera. Cosa ne pensate?
L’area metropolitana di Milano: le mappe di Mario Boffi

proust
11 mag 2010 - 08:52 - #1penso che viviamo in un paese a crescita demografica zero da 25 anni e che negli stessi 25 anni è stata cementificata una superficie pari alla somma di Lazio, Abruzzo e Umbria.
la domanda è sempre la stessa: “a chi conviene?”
paviglianiti
11 mag 2010 - 09:23 - #2inquietante… tra l’altro uno dei problemi legati alla mancanza di confini nelle aree urbane è la difficoltà di pianificare un servizio di trasporti pubblici efficiente. ergo: tutti in macchina, con l’esigenza di sempre nuove strade, nuovo cemento etc etc. se ne parlava a report domenica scorsa.
Lèx80
11 mag 2010 - 09:25 - #3Negli altri stati non si spreca il suolo agricolo per costruire case e centri commerciali, si costruisce sul costruito. Da noi invece si fanno i soldi con la speculazione, per cui il palazzinaro di turno cementifica tutto il cementificabile solo per aumentare il valore dei terreni e ottenere soldi dalle banche. Quanti danni provoca in termini di congestione del traffico? Tocca poi costruire le tangenziali delle tangenziali dei passanti, ma si continua ad andare a 30 all’ora sulle superstrade.
Subito una rete di mezzi pubblici adeguata. E più piste ciclabili anche extraurbane.
cubes
11 mag 2010 - 12:08 - #4penso semplicemente quella che è la realtà dei fatti: siamo la più grossa città italiana, che nell’area metropolitana reale (cioè fin dove c’e’ continuità urbana) conta quasi 4,5 milioni di abitanti.
però siamo frazionati in migliaia di comuni, ognuno dei quali ha un sindaco, una giunta, degli assessori e via dicendo: insomma una moltiplicazione di costi assurda per quella che è in realtà un’entità unica.
londra e parigi sono così grandi proprio perchè, per legge, nei secoli, hanno inglobato ciò che in realtà era già da tempo tessuto urbano, mentre da noi solo Roma, guarda caso, ha avuto questo privilegio.
inoltre, come è stato detto, tutto questo frazionamento impedisce un serio sviluppo della viabilità privata e pubblica.
sarebbe ora di unificare, altro che provincia di monza solo per potersi gestire il gran premio e prendere soldi.
-Ryo-
11 mag 2010 - 16:57 - #5Mah, arrivare fino a Borgomanero mi pare un tantino esagerato. Di quella zona magari si puo`considerare Arona…
lorenzodv
11 mag 2010 - 18:53 - #6Solo l’ennesima prova che sarebbe ora di istituire la città metropolitana di Milano.
renemond
12 mag 2010 - 10:56 - #7Cosa ne penso? Che mi fai tornare indietro nel tempo ai vari Martinotti e Nuvolato e Vicari. Ahah!