
Siete stati ben in trecento a dire la vostra rispondendo al nostro sondaggio di settimana scorsa: “Basta alle insegne ‘incomprensibili’ a Milano, sì o no?”. Il 62% dei votanti ha espresso parere favorevole all’emendamento proposto dalla Lega – e che insieme ad altri due è stato a proposito respinto (ne leggete su www.stranierintalia.it) perché estraneo ai contenuti del decreto cui sarebbe stato incluso – il 28% si è detto contrario e un 10% ha chiarito che la cosa non gli fa né caldo né freddo.
Un giro per Affori mi era bastato per capire come a Milano le insegne siano tuttora, in gran parte, scritte in italiano/lingua straniera (la metà di quel 62% di cui vi ho scritto sposa già questa soluzione). Ideogrammi e caratteri arabi possono convivere insieme all’alfabeto latino e anzi conviene agli stesi proprietari chiarire che cosa il loro negozio venda o proponga. Ma cosa chiedeva il Carroccio? Condizionare “all’uso di una delle lingue ufficiali dei Paesi appartenenti all’Unione europea ovvero del dialetto locale” le insegne dei negozi in tutta Italia.
Se in Parlamento l’emendamento non ha avuto fortuna la proposta potrebbe essere ora raccolta dai Comuni: a Torino un consigliere del Popolo della Libertà porterà a breve una mozione per avere sotto la Mole le “insegne dei negozi gestiti da stranieri in due lingue, una straniera e una italiana” per legge sebbene la maggioranza al potere si sia subito dimostrata tiepida.
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M.s.m.
03 mag 2010 - 12:16 - #1Se poi i cartelli bilingui contengono strafalcioni pazzeschi come quello da voi postato, povera via Affori!
adso-da-melk
03 mag 2010 - 13:29 - #2Solita frigna insulsa della Lega senza altro scopo se non aumentare in modo vergognoso le tensioni che producono la loro tanto amata xenofobia grazie alla quale manovrano i pecoroni. Perché credo che tutti saranno d’accordo col dire che se un’insegna non risulta comprensibile ai milanesi sarà poi peggio per l’attività pubblicizzata… e quest’ultima ne risulterà penalizzata già di suo, senza che ci sia il bisogno di intervenire.
mm2
03 mag 2010 - 17:04 - #3togliere le insegne incomprensibili è cosa buona e giusta, un divieto per le insegne straniere è un altra cosa, il dialetto nemmeno lo considero (solita buffonata della lega), ma tanto per fare un esempio banale tra un insegna come quella in foto “XCNANSNDASNDASKDNSAK parruchiere” .. e un insegna che dice semplicemente “aldo coppola”, quale delle due è + comprensibile?