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Crack derivati Comune di Milano: oggi inizia il processo

Pubblicato: 06 mag 2010 da Gabriele Ferraresi

crack derivati comune di milano

Vi ricordate dei derivati del Comune di Milano? Secondo qualcuno, la nostra “crisi greca” potrebbe saltare fuori dagli enti locali, che negli anni passati sottoscrissero in massa un prodotto finanziario rischioso e poco comprensibile persino per gli addetti ai lavori. Proprio quei derivati cui anche Report aveva dedicato una puntata tempo fa.

La situazione attuale qual è? Il Comune di Milano - oltre ad affrontare come parte civile il processo penale che parte oggi, primo caso al mondo, che lo vede contro le banche Ubs, JP Morgan, Deutsche Bank e Depfa Bank - deve cercare di azzerare il debito. Il Sole24Ore ci spiega così la faccenda:

Tecnico che va, tecnico che viene. Il Comune di Milano ne sta scegliendo uno, forse due, per realizzare il contro-derivato finalizzato all’azzeramento dei rischi dello swap (…) In Lombardia invece, un tecnico già scelto dalla maggioranza ha lasciato l’incarico due giorni fa, dopo essere stato ingaggiato per chiarire la vicenda del bond e del sinking fund. Si tratta dell’avvocato Vittorio Grimaldi, chiamato insieme ai docenti Ruggiero Cafari Panico e Lorenzo Caprio a costituire il board tecnico per studiare la struttura dell’operazione. Con una lettera circolata due giorni fa all’interno del Pirellone, Grimaldi ha dato le dimissioni «per motivi personali»

Fin qui tutto bene: ma vediamo di spiegare ancora una volta di che si tratta, quando parliamo di derivati…

Sul blog di Italiano Medio, nostro affezionato lettore, c’è un pezzo di Panorama che riassumeva la vicenda alcuni mesi prima che scoppiasse il bubbone - almeno a Milano. Da leggere per farsi un’idea: su ImparaBorsa, c’è una breve spiegazione di cosa siano questi benedetti derivati

Siamo nel terreno della super speculazione, roba da giocatori di poker. La rischiosità degli strumenti derivati, come i future, i warrant e le opzioni, è tale che in alcuni casi si può perdere più del capitale investito. Oggi il loro utilizzo è però diffuso, anche tra i piccoli risparmiatori, che in questo modo cercano di mettere un po’ di pepe nei loro investiment

il resto dell’articolo entra più nel dettaglio. Per rivivere questa Wall Street all’ombra della Madunina, rileggersi banche e nomi degli indagati, tempo addietro avevamo dedicato un post a riassumere la vicenda.

Foto | Flickr

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1 commento

Commenti dei lettori

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  • Profilo di minnianto

    minnianto

    06 mag 2010 - 18:07 - #1
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    A parte la superficialità di come vengono descritti i derivati non riesco a capire come si siano potuti spacciare per sicuri; i derivati sono strumenti finanziare win/lose, ovvero una parte ci guadagna e una parte ci perde. Non c’è nessun crack. Faccio un esempio se volete:
    Supponiamo che io ho una casa del valore di 100.000 che voglio vendere tra un anno. Il punto è che io ritengo che i prezzi scendano; Tizio invece che è interessato all’acquisto ritiene che i prezzi saliranno. Io e Tizio quindi ci mettiamo d’accordo in questo modo, tra tre mesi io vendo la casa a Tizio a 100.000. Tra 3 mesi può essere che il valore sia ancora 100.000 ed in questo caso nessuno c’ha guadagnato. Può esser però che il valore sia 90.000 e io c’ho guadagnato 10.000. Oppure può essere che il prezzo sia 110.000 e quindi c’ho perso 10.000. Ecco questo è un derivato chiamato Forward.

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