Telecom, Bernabè e banda larga: si parte da Milano per l'Expo 2015?

banda larga milano bernabèMilano potrebbe sperimentare lo switch off della sua rete in rame per passare alla fibra in vista dell'Expo 2015. Lo ha spiegato Franco Bernabè in un'intervista alla Stampa uscita oggi. Di che cosa stiamo parlando? Visto che non è facile destreggiarsi tra banda larga, rete in rame Telecom, diffusione della banda larga in Italia...

Partiamo dai dati dell'Osservatorio Banda Larga, che a metà aprile ci offre questi dati - trovate qui il pdf - per quanto riguarda le connessioni in Italia:

Le analisi rivelano che la velocità media di download delle connessioni broadband italiane è pari a 4,1 Mbit/s,
ovvero circa il 55% della velocità massima pubblicizzata dagli ISP. La differenza nella velocità di download media tra i
clienti dell’operatore più performante e quelli del peggiore appare molto rilevante e superiore a oltre 2 Mbit/s.

Un altro importante risultato riguarda il divario tra le grandi aree metropolitane e le zone rurali: nelle prime, il
download medio risulta pari a 4,8 Mbit/s, contro i 3,2 Mbit/s delle seconde, che scende ulteriormente a circa 2,6
Mbit/s se si considerano i comuni con meno di 2.000 abitanti.

Stiamo parlando di digital divide, principalmente, ma non solo...

Sempre la Stampa, ci spiega meglio la diffusione della banda larga in Italia:

In Italia la banda larga arriva solo al 20,3% delle famiglie, contro una media europea del 23,5. La crescita annuale della rete si ferma all’11,7% l’anno, contro una media europea del 14,1. Ci vorrebbe un maggiore impegno dei privati. Qualcuno, come Fastweb, ha steso una sua rete di fibra ottica, operazione costosa che si fa solo in alcune zone. Telecom Italia ha fatto a sua volta importanti investimenti ma esita a impegnarsi ancora di più perché al momento ha la priorità di ridurre il debito, mentre il ritorno economico della rete a banda larga è di lungo periodo

in questa ottica, diffondere la banda larga su tutto il territorio italiano, dal comune di poche migliaia di abitanti alla metropoli che ne ha milioni, sarebbe - anzi, è - un'impresa sullo stile della diffusione del telefono fisso, un qualcosa che si dovrebbe fare senza guardare a profitti, ma con un minimo di lungimiranza.

Telecom, un tempo la pubblica SIP, dovrebbe garantire quello che si chiama "servizio universale": il senso è "Il telefono puoi anche abitare in cima al Monte Bianco in un rifugio disabitato 11 mesi l'anno, ma noi ti garantiamo che puoi averlo, anche se per noi è antieconomico". In teoria, dovrebbe garantire un servizio omogeneo in tutto il paese.

Ma la banda larga non è al momento inclusa tra quanto viene considerato "servizio universale" da Telecom: e proprio in questi giorni Vodafone, Wind e Fastweb hanno stilato un accordo per far fronte comune e costruirsi la loro banda larga: vedremo come va a finire, ecco cosa si leggeva su Borsa Italiana a riguardo:


Tre societa' di tlc, Wind, Fastweb e Vodafone sarebbero pronte per annunciare un piano per la costruzione di una rete network broadband super veloce in 15 citta' italiane, attraverso un'operazione da 2,5 mld di euro. Una mossa, secondo quanto scrive oggi il Financial Times che potrebbe mettere pressione su Telecom Italia

Vedremo come va a finire, intanto a Milano, secondo quanto spiega Bernabè...


D’accordo, ma intanto il tempo corre e di passi in avanti se ne vedono pochi.
«Vogliamo cominciare?».

Magari...
«Faccio una proposta concreta: Telecom Italia è pronta, in coordinamento con l’Authority, a studiare lo switch off della rete in rame a Milano in vista dell’Expo 2015. Anziché polemizzare su cifre e problemi teorici, cominciamo a eliminare a Milano la vecchia rete in rame sostituendola con la nuova in fibra. Noi siamo disponibili a fare tutto ciò che è necessario. Serve l’accordo di tutti, costruire il quadro regolatorio, definire ogni tipologia di infrastruttura, ma se il progetto funziona potremo ripeterlo altrove. E’ un passo in avanti?»

Foto | Flickr

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