Letizia Moratti: ma i clandestini delinquono normalmente o no?

letizia moratti clandestini cattoliciLetizia Moratti era stamane a un convegno in Cattolica: temi dell'incontro erano immigrazione e integrazione, vediamo perché è finita nella bufera e che cosa ha detto, parola per parola:

I clandestini che non hanno un lavoro regolare, normalmente delinquono (...) Visto che la clandestinità e' un reato le leggi devono essere rispettate, ma un clandestino colto in flagranza non può essere espulso se ha altri processi a suo carico. Per garantire l'efficacia del reato di clandestinità occorrerebbe assorbirlo con altre fattispecie di reato e renderlo prevalente per rendere effettive le espulsioni (...) Noi sosteniamo tutti gli stranieri regolari che intendono avviare percorsi di integrazione

La seconda parte non è di facilissima comprensione, a me ha ricordato vagamente la supercazzola di Tognazzi in Amici Miei, inizialmente ci ho capito poco, ma poi ho fatto uno sforzo e ho compreso il pensiero morattiano. Forse mancava uno "Sbidigudi!" alla fine...

La prima parte invece, quella in cui si associa la clandestinità alla delinquenza, va analizzata: basti pensare alla sanatoria per le badanti dell'estate scorsa: «regolarizzazione selettiva del rapporto di lavoro domestico», la chiamarono, ecco quante sono state le richieste a fine aprile delle temibili badanti clandestine

“Le domande di sanatoria per colf e badanti presentate sono 295.052, per un totale di 128.151 pratiche già definite. Di queste, 119.142 sono state finora accolte, quasi diecimila quelle rigettate. Ad oggi il totale delle convocazioni davanti agli sportelli unici dell’immigrazione per esaminare le pratiche è di 178.366”. A rendere noti i dati aggiornati al 26 aprile è Daniela Parisi, viceprefetto al Ministero degli Interni

Si parla di quanto detto da Letiziona un po' ovunque: su Repubblica c'è anche una smentita finale,

Ai giornalisti che, al termine del suo intervento hanno chiesto chiarimenti, la Moratti ha risposto: "Io non ho detto che chi è clandestino è criminale - ha precisato -, ho fatto presente che il Comune di Milano sta portando avanti una politica fatta di assistenza, solidarietà, integrazione, con tantissimi fondi dedicati a questo percorso di sostegno e aiuto a chi nel nostro Paese ha scelto di vivere in maniera regolare"

Ma il video di C6Tv, ci racconta bene tutto quanto. Ma esiste una correlazione tra immigrazione, clandestinità e tendenza a delinquere? Vi segnalo tre interventi: uno, degli economisti di noiseFromAmerika, che in seguito a una dichiarazione di Silvio Berlusconi di qualche tempo fa, si presero la briga di analizzare la situazione, giungendo a queste conclusioni:

esiste una correlazione positiva tra extracomunitari e crimine, ma è molto difficile dire quanta di questa correlazione sia causale. Tuttavia deve essere almeno in parte tale perché gli stranieri residenti in Italia hanno una più alta propensione al crimine. Tuttavia, questa maggiore propensione è dovuta alle particolari caratteristiche socioeconomiche (incluse le condizioni di lavoro e le condizioni residenziali) di chi ha scelto di emigrare in Italia nonché al trattamento giuridico degli immigrati.

Con questo quadro in mente vorremmo porre la questione che a noi sembra importante. Definiamo per un momento la qualità di un immigrato come l'inverso della sua propensione a delinquere. Perché in Italia ci sono immigrati mediamente di bassa qualità? Non è una regola dell'immigrazione questa: ad esempio il sociologo Robert Sampson ha trovato che gli immigrati negli Stati Uniti sono di alta qualità nel senso che hanno una minore propensione al crimine dei locali--negli Stati Uniti pare esserci in questi anni una correlazione negativa tra immigrazione e crimine


Tutti i dati originali, per farvi un'idea, li trovate sul sito dell'Istat, Giustizia in Cifre. Tito Boeri, invece, come segnalano sempre su NFA, giunse a una conclusione opposta sulle pagine di LaVoce.info - a causa dei dati diversi di cui disponeva


UN’EQUAZIONE SENZA FONDAMENTO

La figura qui sotto mostra il numero di crimini denunciati all'autorità giudiziaria in rapporto alla popolazione e la dinamica della popolazione immigrata. Come si vede, a fronte di un incremento del 500 per cento del numero di permessi di soggiorno (passati da 436mila a 2.286mila) dal 1990 a oggi, i tassi di criminalità (numero di crimini per 100mila abitanti) sono rimasti pressoché invariati.


Se proprio volete farvi una cultura, anche Gnosis, house organ dell'AISI, il buon vecchio SISDE, si occupò del tema, con una tavola rotonda cui erano invitati tra gli altri Alfredo Mantovano e Niccolò Pollari.

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