Milano: nessun museo tra i dieci più amati d'Italia secondo Trivago


Trivago portale di viaggi, ha raccolto in una classifica di gradimento i dieci musei Italiani più recensiti dai viaggiatori di tutto il mondo, in occasione della Notte Europea dei Musei, sabato notte in oltre 400 musei Italiani. Al primo posto sono giunti i Musei Vaticani di Roma, seguiti dal Palazzo Ducale di Venezia e dagli Uffizi di Firenze. Proprio Roma e Firenze si confermano come le due grandi capitali artistiche e turistiche del paese con un totale di 6 musei nelle prime dieci posizioni.

La brutta sorpresa, la classifica la riserva proprio a Milano, totalmente snobbata dalla top-10. E non ci si nasconda dietro degli alibi. Non è stata una scelta di qualche giuria "faziosa". La scelta l'hanno fatta i numerosi turisti che hanno spontaneamente votato il loro gradimento per i musei sul sito.

La prima istituzione ambrosiana è collocata addirittura al sedicesimo posto (la Pinacoteca di Brera), a conferma della scarsa attenzione posta dalla città nella valorizzazione e promozione di alcuni dei suoi tesori nascosti, come i musei del Castello a cui non è mai stata data un'organizzazione coerente così come allo stesso Castello...

Una delle fortezze cittadine più imponenti d'Europa completamente abbandonata al suo destino (al punto che, incredibili a dirsi, qualche tempo fa era rimasto fuori anche dalla classifica dei castelli più visitati).

Per non parlare della questione: "opere dimenticate nei magazzini". Qualche settimana fa, transitato per Berlino, ho visitato il loro museo d'arte antica e moderna (dal 1200 al 1700 circa). Una collezione immensa, che colpisce per vastità. Riportando alla luce le opere sepolte qua e là in qualche archivio comunale, Milano potrebbe assemblare un museo d'arte moderna non troppo inferiore (per ampiezza, poi di qualità e completezza ne possiamo parlare) trovandogli degna locazione; magari proprio al Castello a pochi passi dal Duomo, nella zona di maggior affluenza turistica.

Ma ormai, quasi ogni giorno leggiamo di qualche bocciatura di Milano sotto il profilo turistico e culturale e regolarmente fingiamo stupore e regolarmente non cambia nulla. Inutile lamentarsi quando appare chiaro che il futuro della città lo si è già stabilito molto tempo fa ed è decentrato, funzionale e indifferente al proprio passato.

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