Elezioni Comunali Milano 2016: Sala nuovo sindaco, Parisi sconfitto

Ballottaggio Milano 19 giugno 2016 - Sala o Parisi?

0.23 - Sala vince il ballottaggio milanese. Il candidato renziano ha conquistato il 51,8% dopo 1110 sezioni scrutinate su 1248. Parisi, con il 48,2% deve arrendersi.

0.09 - Risultati in bilico a Milano, ma Sala, il candidato del centrosinistra con il 51,8% è avanti su Parisi con il 48,2%. Sono state scrutinate 968 sezioni su 1248.

23.05 - Urne chiuse. I primi exit poll indicano una situazione ancora in bilico con Sala in vantaggio.

Exit polls Masia/La7: Sala al 49%-53%, Parisi al 46%-50%.
Exit polls Piepoli/Rai: Sala al 49-53%, Parisi al 47-51%..

19.30 - I dati ufficiali dell’affluenza alle ore 19 sono arrivati. A Milano l’affluenza è stata del 39,65%, mentre alla stessa ora due settimane fa aveva già votato il 43,06% degli aventi diritto.

19 giugno 2016 – È il giorno del ballottaggio fra Sala e Parisi. Alle ore 12, l'affluenza è stata del 15,93%, contro il 15,56% del primo turno.

Si vota fino alle 23.

Elezioni Comunali Milano 2016, risultati: ballottaggio Sala-Parisi

6 giugno 2016, 9.15 - Anche a Milano, come nelle altre principali città italiane, si andrà al ballottaggio. Lo spoglio non è ancora terminato - siamo a 1.227 sezioni su 1.248 - e il candidato del Partito Democratico Giuseppe Sala si attesta intorno al 41,69% delle preferenze, mentre Stefano Parisi del centrodestra è appena sotto col 40,79% del totale. Seguono Gianluca Corrado di M5S col 10,05% e Vincenzo Rizzo Basilio di Sinistra e Costituzione col 3,54%.

Gli elettori milanesi torneranno ai seggi domenica 19 giugno per il turno di ballottaggio, chiamati a scegliere tra Giuseppe Sala e Stefano Parisi.

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5 giugno ore 23.15: In attesa dei risultati delle elezioni comunali Milano 2016, i primi exit poll danno per certo il ballottaggio tra Sala e Parisi, con il primo che ha circa il 6% di vantaggio sul secondo.

Gli exit poll di Piepoli danno Sala tra il 41% e il 45%, Parisi tra il 35% e il 39% e Corrado tra l'8% e il 12%

I candidati delle elezioni comunali Milano 2016

Proviamo a fare un po' di ordine nella girandola di nomi dei candidati sindaco di Milano. Innanzitutto, per quanto riguarda il Partito Democratico, il candidato è ufficiale da ieri notte, dopo la vittoria alle primarie del Pd: Giuseppe Sala. Il manager di Expo ha superato Balzani, Majorino e Iannetta conquistando oltre il 40% dei voti e adesso si appresta a sfidare il candidato sindaco del centrodestra e gli altri outsider che si stanno affacciando.

La preoccupazione di Giuseppe Sala riguarda anche la forza della candidatura alla sua sinistra, supportata dalle formazioni della sinistra alternativa, ma come noto non da Sel che si presenta con il nome Sinistra X Milano e che candiderà lo storico esponente del comunismo milanese Basilio Rizzo (non una candidatura da far tremare i polsi, in verità).

E per quanto riguarda il centrodestra? La candidatura forte è quella di Stefano Parisi, numero uno di "Chili", la piattaforma telematica di video e film on demand, che in passato è stato direttore generale di Confindustria, amministratore delegato di Fastweb e soprattutto City Manager al Comune di Milano con Gabriele Albertini sindaco.  Prima di lui, si era parlato a lungo di Maurizio Lupi, di Alessandro Sallusti - ma i sondaggi arrivati sulla scrivania di Berlusconi hanno sconsigliato una sua candidatura - così come di Paolo Del Debbio (che ha però detto più volte di non voler intraprendere questa avventura). C'è poi stata la (remotissima)  possibilità che Matteo Salvini, che da sempre coltiva il sogno di diventare sindaco di Milano, decidesse di scendere in campo direttamente (ma per ora ha parlato solo di una sua possibile candidatura come assessore alla Sicurezza).

E il Movimento 5 Stelle? La candidata era stata scelta l'8 novembre: Patrizia Bedori, 52 anni. Qualche tempo fa si è però tirata indietro in seguito ad alcuni malcontenti e alla sua incapacità di gestire la pressione mediatica. La decisione è quindi ricaduta sul terzo classificato: Gianluca Corrado.

Tra gli outsider, l'unico che per lungo tempo ha condotto una vera e propria campagna elettorale è Corrado Passera. Che ha riempito la città con cartelli quanto meno allarmanti e adesso sta anche girando con due camper. Ciononostante, ha deciso di ritirarsi e di appoggiare Stefano Parisi, tentativo in extremis di far pesare i suoi (pochi) voti. Notizia dell'ultima ora è la candidatura in solitaria del radicale Marco Cappato.

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Elezioni Comunali Milano 2016: i possibili candidati del PD


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Elezioni Comunali Milano 2016: i possibili candidati del PD


2 febbraio

- Il ritornello che riguarda le elezioni comunali di Milano 2016 è uno solo: ma Pisapia si ricandida o no? La decisione definitiva del sindaco, che aveva a suo tempo promesso "un solo mandato", è attesa ormai a giorni. Ma da quel che si capisce la cosa più probabile è che il primo cittadino di Milano decida di chiudere qui la sua esperienza amministrativa. Stanchezza, ma forse ancora più per pressioni che giungono dall'esterno, essendo "l'onda arancione" di cui fu protagonista ormai fagocitata dal renzismo rampante. Peraltro, sono state alcune parole di Renzi a far pensare che non ci siano chance di rivedere Pisapia in campagna elettorale: nei momenti clou dell'elezione al presidente della Repubblica il premier ha tirato in ballo il ministro Lupi e le sue ambizioni da sindaco di Milano, parlando esplicitamente di un "dopo-Pisapia".

Magari si è trattato di un'uscita involontaria, ma è chiaro che se il premier parla di un "dopo" la cosa più probabile è che lui ne sappia più di noi. Soprattutto poiché è noto come siano proprio i renziani milanesi i primi ad adoperarsi per far sì che Pisapia lasci vuota quella poltrona, ché loro ci starebbero facendo un pensierino. Eh già, il nuovo corso del Pd "pigliatutto" non può certo lasciarsi sfuggire una carica così importante, anche da un punto di vista simbolico; evidentemente si pensa che nessun avversario di un centrodestra alla deriva possa impedire al Partito Democratico di mettere le mani su Palazzo Marino. Nemmeno quel Salvini che ha parlato più di una volta di una sua candidatura, ma che ormai sembra troppo preso dalla politica nazionale.

Prima di vedere i possibili candidati del centrosinistra, però, c'è da capire se si faranno o meno le primarie. Il Pd ormai le vive con una certa sofferenza, perché quando di primarie "vere" si tratta - e ancor più quando non su scala nazionale - possono essere foriere di polemiche, flop, spaccature, "cinesi al voto". E soprattutto poco controllabili. D'altra parte come può chi delle primarie ha fatto un simbolo inattaccabile quando era lui a dover scalare posizioni attraverso il consenso popolare - ci riferiamo ovviamente allo stesso Renzi - adesso rimangiarsi tutto?

Che le primarie si facciano o meno, comunque, lo schieramento di aspiranti sindaci inizia a essere noto. Ultimamente circola parecchio il nome di Umberto Ambrosoli, ex candidato governatore alla regione, sconfitto senza troppa difficoltà da Roberto Maroni nel 2013. Ma la regione Lombardia è una cosa, Milano è un'altra. Il figlio dell'eroe borghese in città avrebbe ottime chance di successo, soprattutto se riuscisse a non ripetere gli errori del passato e a mostrarsi un po' più aggressivo in campagna elettorale. Tra i renziani di stretta osservanza si parla invece del segretario cittadino di Partito, Pietro Bussolati o della responsabile esteri nazionale Lia Quartapelle (32 anni).

Non mancano nemmeno i candidati all'interno dell'attuale giunta Pisapia: l'assessore al Welfare Majorino, l'assessore alla Mobilità Maran, la vicesindaco De Cesaris. Ma non si può scartare in partenza anche un'ipotesi che al momento non ha ancora preso quota: il ritorno di Stefano Boeri a candidato sindaco. Lui ha smentito, è però avrebbe dalla sua parecchi vantaggi: nome noto ai più, ha lasciato un buon ricordo come assessore alla Cultura (nonostante i dissidi con Pisapia), ma soprattutto si conoscono gli ottimi rapporti che intercorrono tra Renzi e la famiglia Boeri, tanto più che il fratello di Stefano, Tito, è appena stato promosso a presidente dell'Inps.

Infine non si può scartare a priori che si realizzi il sogno del Nuovo Centrodestra: una candidatura di Maurizio Lupi, a sorpresa, in quota centrosinistra. Un incubo per il mondo della sinistra che, a meno di follie di impronta nazionale, non si verificherà. Si vedrà, per dare il via alle grandi manovre non resta che aspettare la decisione di Pisapia.

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