Il planetario ha compiuto ottant'anni. Auguri!


Chi, da grande o da bambino, non è stato almeno una volta all'Ulrico Hoepli? Sicuramente molti ma molti di più di quelli che sanno che quando parliamo di Ulrico Hoepli parliamo del Planetario di Milano. Milano e i milanesi hanno un rapporto affettivo così solido e duraturo con quel luogo che non c'è nemmeno bisogno di chiamarlo per nome, "Il Planetario" basta e avanza. Come se fosse l'unico al mondo.

Io che ci andavo da piccolo con i miei genitori nelle domeniche invernali, penso al Planetario e mi vengono in mente i Giardini Palestro (oggi Giardini Indro Montanelli) e il programma di quelle domeniche: Planetario + visita obbligata al Museo di Storia naturale. Non so quante volte ho costretto i miei genitori a passare di fronte agli stessi diorami e agli stessi scheletri di dinosauro al Museo e a guardare lo stesso programma di esplorazione celeste al Planetario.

Sembra l'altroieri e invece son più di 20 anni, un quarto esatto di quelli che compiva ieri l'Ulrico Hoepli: inaugurato il 20 maggio 1930. Ottant'anni portati più che egregiamente visto che l'esplorazione dei fenomeni celesti trasmessa dal Planetario, nonostante cambino i tempi, non perde né smalto né fascino. Se vi siete persi la Notte Bianca di proiezione ad ingresso libero, qui trovate il calendario completo con tutte le proiezioni, eventi e conferenze di maggio per rifarvi e unirvi ai festeggiamenti nei prossimi giorni.

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