La Moratti si allea con Steve Jobs per realizzare il cubo icona "irrinunciabile per Milano"

I-Cubo? Parrebbe, perchè alla Moratti piace molto. In piazza Duomo no, ma in Largo Augusto lo vedrebbe bene, sul modello di quello di New York. Ieri il sindaco ha ricevuto una delegazione del marchio per portare avanti la trattativa. "I vertici di Apple mi hanno detto che la città a cui Steave Jobs, dopo New York, tiene di più per la progettualità architettonica è proprio Milano. Non possiamo deluderlo".

Due i progetti presentati dai broker: il primo una replica del cubo: l'altra soluzione sulla scia di quella londinese, un immobile ristrutturato in linea con lo stile Apple. I luoghi deputati sarebbero oltre a piazzale Augusto l'ex garage Traversi, tra San Babila e via Bagutta, in attesa di riqualificazione. In alternativa lo store al posto di Mc Donald's in galleria Vittorio Emanuele.

Il sindaco pende per la prima soluzione, la riqualificazione di largo Augusto a costo zero: con il cubo, gentilmente concesso dalla Apple, ne beneficiano tutti. D'impatto, maggiormente prestigiosa, avvicinerebbe la metropoli lombarda alla grande mela. Prima però bisognerà verificare se in Largo Augusto il cubo è tecnicamente realizzabile.

Nei numerosissimi commenti dello scorso post alcuni lettori ipotizzavano via Torino, di fianco alla Fnac, altri il sottopasso SanGregorio-BuenosAires. Altri invece ipotizzavano nel cubo una bufala della giornalista di Repubblica: in questo modo si snaturerebbe l'unicità dello Store sulla quinta di New York. La saga continua, stay tuned!

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