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Altra Sede Regione Lombardia: "Non brutto, ma convenzionale"

Pubblicato: 27 mag 2010 da Gabriele Ferraresi

Commenti dei lettori

altra sede anonima

Luca Molinari è il curatore del padiglione Italia alla prossima Biennale di Venezia

Cultore della materia presso la Facoltà di Architettura di Milano tra il 1994 ed il 1997 e professore a contratto con un corso di “Teoria della composizione architettonica” presso la Facoltà di Architettura di Ascoli dal 1998 al 2003, è attualmente è professore di Storia Contemporanea presso la Seconda Facoltà di architettura di Napoli

La sua bio completa la trovate sulle pagine di Floornature.it. Oggi sulle pagine milanesi di Repubblica leggo il suo commento sul grattacielo sorto sul defunto bosco di Gioia, e non è particolarmente lusinghiero. “Non brutto, ma convenzionale, rispetto al Pirellone di Giò Ponti o alla Torre Velasca dei BBPR non possiede alcuna personalità”. Qui apriamo il dibattito, magari coinvolgendo anche i forumisti di Skyscraper City e Skymino, che di certo hanno più competenze di noi “umani” per valutare il progetto.

Davvero così convenzionale? Per quel che conta a me non dispiace, e non lo trovo particolarmente convenzionale. Lo scrimine è tra una struttura che mi sta antipatica per quello che c’è dietro - l’affarismo, la devastazione di un’area verde, Formigoni - che però mi piace visivamente. Voi che dite?

Sul link, tutte le foto a tema Altra Sede della Regione Lombardia.

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8 commenti

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  • Profilo di theskydrake

    theskydrake

    27 mag 2010 - 09:21 - #1
    1 punto
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    ” qui apriamo il dibattito, magari coinvolgendo anche i forumisti di Skyscraper City e Skymino, che di certo hanno più competenze di noi “umani” per valutare il progetto. ”

    ma noi umani lo abbiamo pagato e quindi deve piacere a noi !

    a me piace !

  • Profilo di fede220490

    fede220490

    27 mag 2010 - 11:30 - #2
    1 punto
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    EH IL PROFESSORE NOM HA AFFATTO TORTO. IL PALAZZO DELLA RAGIONE NON è MALE, DIREI GRADEVOLE MA SI PUò DIRE CHE ABBIA QUALCOSA DI ESALTANTE O PARTICOLARMENTE INNOVATIVO. IL SUO NEO, SECONDO ME, è LA BASE CHE QUELL’ANDAMENTO AD “ONDA” TROVO PIUTTOSTO PESANTE ED INGOMBRANTE. NON SI DISCUTE INVECE IL MINIMALISMO DI GIò PONTI: SARà CHE SONO UN CULTORE DEL MINIMALISMO NELL’ARCHIETTURA E NELL’ARREDAMENTO MA TROVO CHE A DISTANZA DI 50 ANNI IL PIRELLONE SIA ANCORA UN GIOIELLO E STUPISCA ANCORA GRAZIE ALLA SUA FORMA SEMPLICE E SOTTILE.

  • Spizzettone

    27 mag 2010 - 11:33 - #3
    1 punto
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    Molinari ha ragione. C’è differenza fra una torre di vetro tutta bella luccicante e “carina” è opere dense di riflessioni profonde come il Pirelli o la Torre Velasca, la Ca’ Brutta, La Triennale, La fontana di De Chirico al Sempione, La casa di Mangiarotti in via Quadronno, La chiesa di San Francesco di Gio Ponti. Al passante contemporaneo probabilmente piace di più la torre di vetro luccicante esattamente come ha più successo Beautiful rispetto a Eraserhead di Von Trier. La storia l’avrà vinta (visto che una costruzione deve durare almeno 200 anni).

  • dasoo

    27 mag 2010 - 14:57 - #4
    0 punti
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    alla fine ci abbiamo rimesso un bosco. ‘ ‘.

  • Spizzettone

    27 mag 2010 - 15:55 - #5
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    e anche opere dense di è con l’accento

  • Profilo di runaway

    runaway

    27 mag 2010 - 18:29 - #6
    -1 punto
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    Quoto Spizzettone, tranne che Eraserhead è di Lynch!

    Non ci avevo mai pensato, ma convenzionale è la parola giusta.
    TOrre di vetro, gesto formale senza particolare riflessione. Il fatto che potrebbe confondersi nello skyline di qualsiasi metropoli mondiale dà l’idea di quanto non sia landmark come si vorrebbe.

  • Profilo di corrado_978

    corrado_978

    30 mag 2010 - 09:17 - #7
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    Io faccio il “bastian contrario” e lo ritengo un passo avanti per la città di Milano. Il progetto, per forma, materiali e interazione con il quartiere a macro scala una volta completato, darà quel salto internazionale che alla città di Milano manca per esser già nel 2010. Nessuno mette in discussione Palazzo Pirelli, Cà Brutta, Torre Velasca, e tutto il patrimonio architettonico che con sobrietà ed eleganza vera milanese - che in pochi conoscono - sopravvive silente alle speculazioni edilizie; questo intervento serve per aprire un nuovo dibattito architettonico.
    ciuaz

  • Manuele Mariani

    30 mag 2010 - 21:23 - #8
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    è vero non è landmark.. ma per diventarlo basterebbe aggiungergli in cima una bella antenna/guglia a punta come quelle presenti su quasi tutti i grattacieli del mondo a partire dall’empire.. io l’ho già detto a formigoni ma mi ha risposto che purtroppo ora non si possono fare modifiche.. mah, spero che invece ci ripensi e si possa apportare questa che più che una modifica sarebbe un alemento aggiuntivo di valorizzazione e completamento ! (inoltre slancerebbe ulteriormente il palazzo lombardia !)
    ad ogni modo, perché è già così buio ?? dove sono finite le belle illuminazioni notturne che si vedevano a gennaio ??? siamo già all’insegna del risparmio ? all’estero i grattacieli simbolo delle città sono SEMPRE illuminati (pensate a shangai, hong kong, seattle,..)