Ieri l’attacco al traghetto Mavi Marmara di Freedom Flotilla: dieci (o diciannove?) morti, feriti gravi, 610 persone attualmente detenute e l’informazione che filtra a senso unico solo da Israele. Sul bilancio, il Sole24Ore prova a fare chiarezza:
Il bilancio, provvisorio, diverge a seconda delle fonti: 19 pacifisti morti (sei turchi e gli altri di origine araba) e 26 feriti, secondo l’emittente Al Jazeera e la sua concorrente al-Arabya. L’esercito israeliano e diversi media occidentali hanno parlato di almeno dieci vittime e 27 feriti, tra cui quattro soldati
Ieri c’è stata una manifestazione a Milano - le foto che trovate nella gallery - mentre per oggi sono previste altre manifestazioni a Roma. Se volete saperne di più, polisblog ha dedicato ampio spazio alla vicenda.
Cercando in giro non ho trovato notizie di altre manifestazioni a Milano o in Lombardia, se ne avete notizia, i commenti ci sono per questo.
M.s.m.
03 giu 2010 - 12:45 - #1“(…) l’informazione che filtra a senso unico solo da Israele”
A risulta l’esatto contrario.
Inoltre vorrei osservare una cosa: si sa benissimo com’è la situazione da quelle parti, giusta o sbagliata che essa sia, e questa ingerenza non mi è sembrata il massimo dell’intelligenza (sempre che non vi sia come temo l’aggravante della voluta provocazione).
Ora pare che stia arrivando un altra nave di sedicenti pacifisti intenta a violare a tutti i costi le acque territoriali: se si entra in territorio altrui senza permesso è una vera e propria invasione, e quindi non più un’azione “pacifista”…
Qualcuno mi corregga se sbaglio.
Maxolo da mò
03 giu 2010 - 19:14 - #2il traghetto pare fosse in acque internazionali…
M.s.m.
04 giu 2010 - 12:55 - #3Risulta anche a me, anche se in caso di emergenza uno Stato può intervenire in acque internazionali prima dello sconfinamento da parte del presunto invasore.
In questo caso era stato chiesto di deviare in un altro porto e da lì scaricare in tutta siucurezza il materiale di aiuti (ed è facile supporre il motivo vista la situazione per nulla sicura di quella zona).
Fra l’altro pare - anche qui qualcuno mi corregga - che i “pacifisti” nostrani erano già segnalati in Italia per traffici poco chiari.