Expo 2015: come rubare un aereo a tre minuti dall'esposizione universale

Fabrizio Gatti, inviato de L'Epresso, mette in mostra una delle più gravi falle nella sicurezza attorno all'area di Expo 2015.

Uno dei più grandi timori in vista di Expo 2015 è sicuramente quello legato agli attentati terroristici. Timore comprensibile, visto quanto l'Europa sia stata messa nel mirino dai jihadisti e quanto l'esposizione universale sia l'evento clou del Vecchio Continente in questo 2015. Due ottime ragioni per cui vale la pena di rafforzare al massimo le misure di sicurezza, con droni, raggi x, telecamere, filo spinato e centinaia e centinaia di uomini armati tra poliziotti, militari e guardie giurate.

Tutto questo, però, serve a ben poco se poi è un gioco da ragazzi riuscire a rubare un aereo a tre minuti di volo dal sito espositivo. Una gravissima falla nella sicurezza di Expo è stata mostrata da Fabrizio Gatti in un'inchiesta per l'Espresso.

Fabrizio Gatti (...) dimostra come sarebbe facile compiere un attentato sull'area dell'Esposizione universale. Per sei volte il giornalista, armato di telecamera, attraverso i buchi nella rete è entrato nell'aeroporto, che ospita anche una tendopoli di profughi arabi e africani. E per ore, di giorno o di notte, si è mosso indisturbato tra gli aerei, compreso un bimotore con serbatoi da seicento litri di benzina. Molto più del tempo necessario a un pilota-kamikaze per scassinare il portellone, mettere in moto e decollare.

Il tutto è avvenuto all'aeroporto di Milano Bresso, zona nord della città, in linea d'aria molto vicino al sito espositivo. "Il nostro inviato, seduto alla cloche, ha anche calcolato il tempo di volo che separa la pista di Milano Bresso dal Padiglione Italia: tre minuti e 38 secondi".

Ma c'è di più, perché i dubbi sulla sicurezza riguardano anche le società che dovrebbero gestire la vigilanza attorno a Expo:

Una delle sei in servizio all'aeroporto di RyanAir a Orio al Serio, durante i test del 2014 ha più volte fatto passare oltre i varchi di controllo bombe e armi, nascoste nei bagagli a mano. Un altro dei super manager vincitori con Expo, a capo di una società vicina ai boss della politica, tre mesi fa ha perso la licenza di vigilanza in mezza Puglia per aver lasciato senza protezione le sedi di Inps e Poste Italiane a Taranto, nonostante il contratto pagato dai due enti.

Un'altra, invece, è la stessa che si occupa della sorveglianza al Tribunale di Milano, dove una falla nei controlli ha permesso che venisse compiuta la strage che pochi giorni fa ha causato la morte di tre persone. Viste tutte queste situazioni, non c'è poi da stupirsi più di tanto se l'Expo 2015 comincia a far paura.

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