Expo 2015: il ritorno di Paolo Glisenti

il paolo glienti tornaPaolo Glisenti, eoni fa, era considerato il golden boy dell'Expo 2015: fedelissimo di Letizia Moratti, inizialmente sembrava avrebbe gestito in totale autonomia gli estremamente ottimistici 4 miliardi di euro da spendere per la manifestazione.

Poi le cose sono andate diversamente: la candidatura di Glisenti si bruciò, i miliardi erano sempre meno, i pochi soldi che c'erano non si sbloccavano, a Roma si voleva un nome diverso - la nomina di Lucio Stanca - e il Creso dell'Expo 2015 cadde in disgrazia.

Ma è tornato! Lo sapevo che sarebbe tornato non appena Stanca fosse sparito! Al Corriere oggi spiega che...

Un anno fa si è scelto frettolosamente di creare una società per azioni. Un errore (...) Non sono stati affrontati correttamente i rapporti tra gli azionisti e la società. Non e' stato ancora chiarito il meccanismo con cui arrivano i finanziamenti (...) a Milano si è messo insieme l'impegno progettuale e la visione, con la realizzazione delle infrastrutture. E questo crea solo confusione (...) Si è creata una visione societaria in cui il cda e' rappresentato direttamente dagli azionisti. Si è scivolati verso una gestione collegiale (...) si doveva mettere a punto un sistema decisionale tipico di un progetto da affidare ad un capoprogetto e non a un cda

Uh? Non so se ho capito tutto. Vi ricordate di una rubrica del vecchio Cuore di Michele Serra intitolata "Parla come mangi"? C'erano dichiarazioni in politichese - ed erano altri anni, il politichese era davvero un linguaggio oscuro, per iniziati - tradotte per l'uomo della strada.

Compiendo la stessa operazione - che ai tempi compiva l'immenso Piergiorgio Paterlini - con le parole di Glisenti, che cosa estraiamo dalla sua intervista al Corriere? Qualcosa come:

"Ok, mi avete scaricato, ho lasciato zitto zitto che si insediasse Stanca malgrado la cosa mi infastidisse come un'incudine caduta sulle gonadi da una decina di metri di altezza, non avete capito una mazza e avete fatto naufragare l'organizzazione dell'Expo creando un cda che non ha deciso nulla ma è nato solo per logiche di spartizione da primissima repubblica"

Tornando alle vere dichiarazioni di Glisenti - che non ho trovato da nessuna parte però, ma solo sulle agenzie - e non all'omaggio al settimanale di resistenza umana, la colpa sembra essere non tanto della nostra inefficienza, ma del BIE

Una struttura familista retta da una sola persona

Sempre oggi, Glisenti è anche sulle pagine milanesi di Repubblica.

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