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BEIC Porta Vittoria: addio alla Biblioteca Europea di Informazione e Cultura?

Pubblicato: 30 giu 2010 da Gabriele Ferraresi

Commenti dei lettori

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Sembra che le cose si mettano molto male per il progetto della BEIC, la Biblioteca Europea di Informazione e Cultura che avrebbe dovuto sorgere sull’area di Porta Vittoria, ed è un peccato. Già qualche tempo fa, Trab era passato da quelle parti, rinvenendo uno scenario di uno squallore sconfortante.

Oggi si sa qualcosa di più:

“Avremmo molto piacere a realizzare la Beic, Biblioteca europea di informazione e cultura - spiega Carlo Masseroli, assessore all’Urbanistica del Comune - Il problema è che per farla ci vogliono ingenti finanziamenti di cui non vediamo traccia”. E che, vista la situazione economica del Paese, è impensabile arrivino a breve

Non c’è il cash. Vediamo più nel dettaglio…

Per prima cosa: quanti soldi ci sono e quanti ne servono? Letizia Moratti, nelle ultime tre righe di un pezzo de Il Giornale si lascia sfuggire che

Altri le chiedono che ne sarà di quello spazio immenso dove avrebbe dovuto sorgere la Beic. «Avrebbe dovuto essere finanziata dal ministero. Noi abbiamo messo 60 milioni di euro per l’area più altri sette. Non posso lasciare una ferita aperta così in città»

Sempre nello stesso pezzo di Repubblica citato poco fa, saltano fuori cifre diverse: si parla di 32 milioni di euro già stanziati in un paio di finanziarie, e di una cifra complessiva, necessaria alla realizzazione dell’opera di 260 milioni di euro.

Antonio Padoa Schioppa nei giorni scorsi aveva replicato così a Masseroli, dal quale aveva appreso a mezzo stampa che in sintesi, la BEIC non si faceva più:

Il Governo, con ripetute dichiarazioni pubbliche dei ministri Sandro Bondi (Beni culturali) e Altero Matteoli (Infrastrutture) - ha espresso nel 2009 il proposito di finanziare la Beic attingendo al capitolo della Grandi Opere (la Beic costa meno di un ventesimo del Ponte di Messina), in quanto infrastruttura di interesse nazionale. È recente la notizia che New York stanzierà in un decennio un miliardo di dollari per l’ ammodernamento della sua già splendida City Library; e che la città di Birmingham ha stanziato duecento milioni di sterline per il rifacimento della propria Biblioteca civica (…) la convenzione non è stata ancora firmata, in quanto una parte dell’ area destinata alla Beic è stata nel frattempo occupata dal cantiere dei privati che stanno costruendo sull’area confinante (gruppo Coppola), i cui lavori si sono interrotti per ben tre anni per le note vicende giudiziarie della proprietà (…) La Biblioteca potrà dunque essere costruita, inaugurata ed aperta al pubblico in tempo per l’ Expo del 2015. Se davvero il Comune disponesse la revoca della concessione, la sorte della Biblioteca europea sarebbe segnata. Resterebbero, certo, il Fondo Pontiggia e il Fondo fotografico Paolo Monti ormai acquisiti dalla Fondazione Beic, resterebbe il materiale raccolto per la grande biblioteca digitale Beic che sarà comunque aperta e in rete entro il 2010. Ma la grande Biblioteca del XXI secolo del quale l’ Italia è priva non nascerebbe più

Se siete minimamente bibliofili, leggere di “Fondo Pontiggia”, riapre ferite mai rimarginate… qualcosa come circa 45mila volumi, tornati in Italia grazie ai primi fondi giunti alla Fondazione BEIC, dopo essere stati acquistati da un finanziere svizzero alla morte dello scrittore.

I 45mila volumi della biblioteca dello scrittore milanese Giuseppe Pontiggia, «acquistati» da un finanziere di Mendrisio nel 2004 dopo la morte dell’ autore, sono sul punto di riprendere la via di casa e tornare a Milano. La biblioteca di «Peppo» Pontiggia arrivò in Svizzera esattamente due anni fa in 1.200 casse contenenti volumi, manoscritti, inediti, una traduzione da Macrobio risalente agli anni ‘ 70 mai pubblicata, e venne depositata nel rifugio atomico delle Scuole Canavée di Mendrisio. Doveva essere ceduta in cambio di un vitalizio e della creazione di una «Fondazione centro studi Pontiggia». Ma l’accordo non si è perfezionato. E così in questi giorni, la Fondazione per la nascente Biblioteca Europea (Beic) presieduta da Antonio Padoa Schioppa, la struttura che dovrebbe sorgere nei prossimi anni nell’ area di Porta Vittoria, sta definendo accordi preliminari con la vedova Pontiggia per far fare marcia indietro alle casse

La BEIC, malgrado resti per ora un sogno, un bellissimo sogno, ha un sito molto ben fatto: è pieno di documenti, di studi, di pdf, c’è qualunque cosa. Un sito che ci permette di ripercorrere la storia di questa meravigliosa idea, in corso di naufragio

I Soci fondatori sono: il Ministero dei Beni Culturali, il Comune di Milano, la Regione Lombardia, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, l’Università degli Studi di Milano, il Politecnico di Milano, l’Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere e l’Associazione “Milano Biblioteca del 2000″.
Presidente della Fondazione è il prof. Antonio Padoa Schioppa, direttore generale la dottoressa Francesca Della Porta.

Qui un loro pdf con date e step: si parla di 2014, ma la vedo onestamente grigia, molto grigia. Tornando ai costi, qui altre stime sempre in pdf, ma un po’ vecchiotte. Li ho chiamati poco fa per avere un dettaglio di quanti soldi servano alla BEIC. La cifra esatta è 151.657.158 euro di costi totali per la biblioteca “chiavi in mano”, completa e arredata, più altri 108 di somme a disposizione. Circa 260 milioni di euro.

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16 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di leppie

    leppie

    30 giu 2010 - 10:41 - #1
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    Mi sembra evidente da un bel po’ di tempo che Milano non interessi a nessuno.
    Serve unicamente come sfogo per palazzinari e cementificatori. Di tutto il resto si fan solo grandi chiacchiere.

  • Manuele Mariani

    30 giu 2010 - 11:22 - #2
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    ma che si spendano i soldi per cose più utili e urgenti come rifare tutta la segnaletica stradale verticale (mettere quella turistica) e studiare un piano rifacimento facciate per (i tanti) palazzi brutti e/o fatiscenti ed un piano demolizione

  • Ramengo

    30 giu 2010 - 11:35 - #3
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    Milano con le biblioteche è in rovina, umiliata non solo da Firenze, Roma e Bologna (fate un giro in Sala Borsa), ma anche da decine di città di medio calibro, molto meglio attrezzate. Ora va a ramengo anche la Beic, che “costa meno di un ventesimo del Ponte di Messina”. Meno male che c’è la Lega a difenderci… Rifacciamoci con l’emblema della Cultura Padana, della Meritocrazia che avanza: la Trota

  • Zappetta

    30 giu 2010 - 11:39 - #4
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    Bravo Mariani! Ma quale cultura d’Egitto! Bisogna riparare le buche, osti!! Torniamo alla zappa! Anzi guarda, fai un giro sotto il Pirellone che forse ti prendono su un trattore…

  • Profilo di leppie

    leppie

    30 giu 2010 - 11:59 - #5
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    Manuele, una biblioteca di quel tipo porta soldi. O pensi che Milano possa continuare a vivacchiare sui sandaletti Dolce e Gabbana ancora a lungo?

  • Piero M

    30 giu 2010 - 12:48 - #6
    1 punto
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    Manuele… quanta ignoranza nel tuo post, mi hai fatto venire la pelle d’oca…

  • ExMutumbo

    30 giu 2010 - 17:12 - #7
    -1 punto
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    Dopo 2 anni di immobilismo il cantiere della BEIC è stato riaperto e stanno procedendo coi lavori, sarebbe bastato fare un sopralluogo prima di scrivere l’inutile articolo qui sopra.

  • Clamoroso al Cibali

    30 giu 2010 - 17:34 - #8
    1 punto
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    Stanno lavorando? Davvero? Chiamate l’Assessore del Comune!! Il Direttore della Beic!! Qui va come per Scajola, gli fanno la biblioteca senza avvertirli!!

  • Profilo di leppie

    leppie

    30 giu 2010 - 18:17 - #9
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    Se fosse come la disegnano…
    Ma sappiamo già che intorno sorgeranno casermoni come funghi.

  • Profilo di albyuz

    albyuz

    30 giu 2010 - 19:44 - #10
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    che vergogna….la cosa carina sarà vedere l area stazione porta vittoria con il passare degli anni come diventerà….forse una discarica o un centro stupro/spaccio.. utilissimi

  • Manuele Mariani

    30 giu 2010 - 19:46 - #11
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    ma si bravi.. ancora cemento, ancora “grandi opere” inutili, speculazioni edilizie connesse di osceni caseggiati e cattedrali nel deserto.. ve la meritate proprio una città così fatiscente e degradata !
    peccato però che è proprio grazie ai vari “dolce & gabbana” che milano è conosciuta, ammirata e rispettata nel mondo !! viaggiate un pò e aprite gli occhi.. la fama di milano è dovuta alla moda, non importa a nessuno se ha un opera tipo “maxxi” o la biblioteca di alessandria! publbicizziamo di più semmai la Ambrosiana !!
    la città ha urgente bisogno di adeguarsi e allinearsi in modo concreto all’idea che di milano si ha nel mondo e farla corrispondere all’immagine con cui la “vendiamo” nel mondo_

  • Chimera22

    01 lug 2010 - 08:08 - #12
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    Cominciare a confiscare denaro e beni a mafiosi e evasori fiscali e con quelli finanziare le opere pubbliche no vero?

  • Profilo di leppie

    leppie

    01 lug 2010 - 09:13 - #13
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    Manuele, infatti ho scritto “solo sulle ciabattine Dolce e Gabbana”. Se ti va bene che Milano si spenga quando la moda migrerà (presto) in oriente.
    Oppure si può pensare di rivitalizzarla. Che dici?

  • Profilo di rorys

    rorys

    02 lug 2010 - 16:25 - #14
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    I lavori ripresi da poco non riguardano la zona destinata alla biblioteca ma la parte “privata” dell’area (residenze, albergo, centro commerciale).

    Il progetto della BEIC prevede una biblioteca enorme, paragonabile per grandezza solo alle grandi biblioteche nazionali.

    Il problema è che una biblioteca di queste dimensioni non basta costruirla come edificio, occorre anche riempirla di documenti. Si parla di milioni di “pezzi” (tra libri, periodici e audiovisivi) e quindi è necessario avere moltissimi soldi, molto personale e molto tempo (decenni o secoli).

    Il principale socio fondatore della BEIC è (dovrebbe essere …) lo Stato Italiano, che da anni lascia nella miseria le sue Biblioteche Nazionali , a partire da quella di Firenze, il cui degrado sta raggiungendo livelli drammatici.
    http://firenze.repubblica.it/cronaca/2010/06/30/news/biblioteca_nazionale_pomeriggio_chiusa-5269517/

    Morale: prima di lamentarsi per una biblioteca “mai nata” forse bisognerebbe mobilitarsi seriamente per quelle che esistono, che svolgono un ruolo insostituibile per la conservazione della memoria del nostro Paese e che rischiano di morire di inedia per assoluta mancanza di risorse.

  • alberto bolzani

    21 dic 2010 - 16:30 - #15
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    la BEIC - Biblioteca Europea di Informazione e Cultura - è un sogno lasciatoci in eredità da Padoa Schioppa.
    Dobbiamo riconoscere in Tommaso Padoa Schioppa, uomo di valore nelle scienze economiche e finanziarie, un cittadino che merita di essere ricordato come vero credente nell’Europa e come sostenitore delle più vaste culture del vecchio continente.
    All’unanime cordoglio lo Stato, la Regione e il comune di Milano hanno il dovere di associare il ricordo del pensiero della persona di vasta cultura che fortemente ha voluto pensare alla creazione della BEIC e prevederne la realizzazione a Milano al posto della dismessa Stazione di Porta Vittoria.
    Realizzare il sogno di chi ha avuto i piedi per terra è oggi dovere per quanti ne hanno sposato l’idea e per essa hanno fatto promesse, delibere, concorsi: il progetto è pronto dal 2001 e l’area dal 2007.
    Sostenere la realizzazione di questa “ infrastruttura“ di grande portata culturale è l’evento che dobbiamo continuare a costruire.

  • Profilo di rorys

    rorys

    05 mag 2011 - 00:09 - #16
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    Alberto Bolzani dice almeno due inesattezze:

    1) il promotore della BEIC è il prof. Antonio Padoa Schioppa e non suo fratello Tommaso (l’ex ministro scomparso poco prima dello scorso Natale);

    2) il progetto NON è affatto “pronto” dal 2001 ma solo da pochi mesi.

    Chi è fautore della BEIC, per essere credibile, forse dovrebbe preoccuparsi (almeno un pochino…) anche per le biblioteche esistenti, tutte in difficoltà per la crescente mancanza di risorse.

    Con gli attuali chiari di luna, come è possibile sostenere acriticamente la fattibilità di un progetto che prevede costi altissimi: 300 milioni di euro per la costruzione, 15-20 milioni di euro all’anno per la gestione ?