I quartieri di Milano: cosa fare a Brera e nel Quadrilatero della moda

I migliori ristoranti, locali e posti per fare l'aperitivo. Ma anche qualche particolarità meno nota delle due zone più chic della città.

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I quartieri più prestigiosi di Milano, noti in tutto il mondo per le boutique d'alta moda, per i negozi di design, per i luoghi dell'arte, per gli hotel di lusso in cui celebrare il rito milanese dell'aperitivo. Chi arriva in città non può fare a meno di vagare per la zona di Brera, una delle più caratteristiche di Milano, in cui per un attimo si può uscire dal caos della città e scoprire il gusto di passeggiare nelle strette vie che la caratterizzano. Un'atmosfera che non si è persa nemmeno con il proliferare di negozi delle catene più note che sono andate in parte a sostituire le boutique più artigianali e ricercate, che caratterizzavano la zona fino a poco tempo fa.

Brera è ancora oggi uno dei quartieri più animati della città negli orari dell'aperitivo. Merito dei lavoratori che escono dagli uffici e soprattutto di studenti e insegnanti dell'Accademia d'arte, che da sempre è il fulcro attorno al quale il quartiere ruota. E così - almeno finché l'accademia non verrà spostata tra Palazzo Citterio e Caserma Mascheroni - verso le sette della sera tutti si riversano nel Bar Brera proprio lì a due passi, il luogo ideale per sorseggiare uno Sbagliato o uno Spritz osservando il particolare via vai del quartiere.

Per chi cerca qualcosa di più ricercato, ma non troppo, ci si può lasciare alle spalle Brera di pochi metri e imboccare Corso Garibaldi, dirigendosi quindi verso Moscova. Qui, in via Delio Tessa 2, conviene sperimentare i salumi e lo gnocco fritto di Parma & co. Una salumeria doc che si è trasformata in uno dei luoghi preferiti dai sofisticati abitanti della via per l'aperitivo. Sempre da quelle parti, in via Solferino, dove c'è la sede storica del Corriere della Sera, trovate anche Pisacco, un bar che è diventato uno dei punti di riferimento per chi pratica il rito domenicale del brunch.

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Ma a Brera non si va certo al solo scopo di mangiare, visto che il quartiere offre molto di più e soprattutto a livello artistico è uno dei centri della città. La Pinacoteca di Brera raccoglie le opere dei più importanti artisti italiani, dal Rinascimento a oggi: da Mantegna, Raffaello e Caravaggio si arriva fino a Morandi, Sironi e Boccioni. E se vi trovate alla Pinacoteca, allora è consigliato vivamente intrufolarsi negli spazi dell'Accademia: angusti, decadenti, spesso sporchi, ma comunque estremamente carichi di fascino. Vale la pena di farlo oggi, visto che a breve partirà il grande progetto di riqualificazione. E se tutta questa cultura vi ispira, potete sempre perdervi tra le tante gallerie d'arte moderna e atelier dedicati al design che ancora riempiono il quartiere.

E pensare che Brera, decenni fa, era la zona a luci rosse della città. Quando via Marco Formentini ancora si chiamava "Contrada di tett", via San Carpoforo si chiamava ancora Sancorpofer, sinonimo di casa chiusa, e tutta la zona era frequentata dagli scapigliati, la versione milanese dei bohémienne parigini. Di tutto questo, oggi, non rimane quasi niente; se non quelle poche cartomanti che ancora, indefesse, popolano i marciapiedi della zona munite di tavoli e sgabelli e che, si dice, raccontano le stesse cose da trent'anni. Da segnalare, a Brera, rimane ancora l'orto botanico e soprattutto il mercatino dell'usato, che ogni terza domenica del mese invade le viuzze della zona e che è considerata una tappa obbligatoria da quanti amano il genere vintage.

Around Milan - Sales Night

Un genere molto molto diverso da quello che si trova a pochi passi da Brera, una volta imboccate le vie che delimitano il Quadrilatero della Moda: via Montenapoleone, via della Spiga, via Manzoni e Corso Venezia sono i lati che racchiudono la zona dello shopping d'alta moda, delle boutique d'eccellenza, degli hotel con più stelle e dei ristoranti più lussuosi. Una zona in cui si vedono i veri ricchi, ma anche tanti ragazzi che passeggiano da quelle parti per fare del semplice (e un po' triste) "vip watching", guardando con occhi sgranati le Bentley parcheggiate in sosta selvaggia e il prezzo stratosferico degli articoli nelle poche vetrine che il prezzo, in effetti, lo espongono.

Louis Vuitton, Bottega Veneta, Gucci, Loewe, Tiffany. Lo shopping da queste parti è materia riservata a chi può permetterselo. Così come riservati sono gli alberghi e i ristoranti. A proposito, il Four Seasons di via Gesù è molto rinomato - tra le altre cose - per il ristorante La Veranda al suo interno, in cui lo chef prepara uno dei risotti e ossobuco più celebri dell'intera città. Da non perdere gli aperitivi e il pernottamento anche all'Hotel Milano Scala in via dell’Orso, al Baglioni Carlton in via Senato, al Mandarin Oriental in via Andegari, al Grand hotel et de Milan in via Manzoni.

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