I quartieri di Milano: cosa fare in Isola

Dai locali storici come il Frida e la Cantinetta fino ai ritrovi di hipster come il Wasabi. Passando per botteghe artigianali, gallerie d'arte contemporanea e boschi verticali.

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Dove oggi trovate hipster a bordo della loro bicicletta a scatto fisso o incollati al Mac in orario aperitivo, un tempo spadroneggiava la Ligera, la storica criminalità milanese che proprio in Isola aveva la sua roccaforte. E infatti proprio qui, tra i tanti, è cresciuto il "bandito dell'Isola", Enzo Barbieri, che negli anni '40 compiva le sue gesta per poi andarsi a riparare tra via Borsieri e via Pollaiuolo. Da allora, le cose sono cambiate moltissimo e del quartiere popolare che era è rimasto ben poco.


La zona Isola - così chiamata perché staccata dal resto di Milano per via della barriera dei binari e dei confini naturali segnati da fiumi come il Seveso e la Martesana prima del loro interramento - è stata negli anni '90 il regno dei centri sociali e della movida underground milanese, che bazzicava la Pergola, la Stecca, il Biko, il Cantiere Delirio. Ma dopo la pesante riqualificazione che ha dato vita al quartiere di Porta Nuova, con i suoi grattacieli, anche di tutto quello è rimasto poco.

E allora perché questo quartiere continua a mantenere (quasi) inalterato il suo fascino storico? Chiusa tra via Farini, via Alserio, viale Zara e la ferrovia, l'Isola è caratterizzata da un intrico di vie, alcune delle quali strettissime, che le conferiscono una dimensione quasi più da paese che da quartiere cittadino; ancora oggi ricca di botteghe artigianali, fruttivendoli, macellai, panetterie e ciabattini; ai quali si sono aggiunti i negozi vintage e di design.

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Vale davvero la pena di perdersi per l'Isola, perché tra i grattacieli imponenti, come il Bosco Verticale, spuntano le vecchie case di ringhiera, ancora in larga parte abitate da chi questa zona non l'ha mai abbandonata. E, a volte, entrando all'interno di questi cortili, si trovano sorprese che possono lasciare a bocca aperta. È il caso della Ca' di Fra via Farini 2, una galleria d'arte all'interno di una vecchia casa di ringhiera. D'altra parte in zona se ne trovano parecchie di gallerie d'arte, in cui entrare e lasciarsi trasportare dalla sorpresa: dalla galleria Giovanni Bonelli via Porro Lambertenghi 6, alla Key Gallery dedicata alla street art di via Borsieri 12, lo spazio Ostrakon via Pastrengo, 15, la Brand New Gallery di via Farini 32. E se invece vi interessa di più la fotografia, inevitabile fare un salto al MiCamera di via Medardo Rosso 1.

Ma la zona Isola, nonostante i cambiamenti, è rimasto ancora uno dei centri della movida milanese. Certo, non ci sono più tutti i locali di una volta. Ma la vita notturna ancora si concentra tra lo storico Frida di via Pollaiuolo 3, il Wasabi di via Pollaiuolo 8 e il Vynil di piazza Archinto, dove ancora oggi si tira tardi facendo "piazza", tipica modalità milanese di vivere la serata, in piedi e fuori dai locali, anche in pieno inverno.

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Se invece cercate luoghi più adatti a un aperitivo, i consigli sono due. Prima di tutto, la Cantinetta di piazza Archinto. Certo, il proprietario Luca non è esattamente cresciuto ad Harvard, gli stuzzichini non sono così ricercati (fondamentalmente: pane, salame, formaggio e patatine) e da bere c'è quasi solo birra o uno Spritz. Però l'atmosfera è davvero impagabile. Non a caso è questo il luogo preferito in assoluto dagli abitanti della zona. Se invece cercate un vero aperitivo alla milanese - quello che qualcuno si ostina a chiamare aperi-cena - allora il consiglio è di recarsi all'Anche Bar - ex Blu - di via Carmagnola 5. E se nemmeno l'orario aperitivo è il vostro preferito, e siete più tipi da bruch domenicale, allora va provato Les Pommes Bistrot di via Pastengo. Un po' fighetto, certo non economico, ma la qualità è assicurata.

Insomma, zona Isola è un mix della Milano che fu, della Milano che è stata e di quella che sarà. E forse è anche questo che le conferisce ancora oggi il fascino che secondo alcuni è andato perduto. Ma basta perdersi tra i negozi vintage del quartiere - ne segnaliamo solo uno, Particelle Complementari, all'interno dello stesso cortile in cui si trova il Frida, ma tanti altri li potete trovare qui e le botteghe artigianali che ancora resistono - come il laboratorio di restauro di via Civerchio 5 - per ritrovarsi ancora in un mondo a parte.

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E se dopo tutto questo girare non siete ancora stanchi (ed è possibile, visto che è tutto racchiuso in uno spazio molto limitato) allora avrete l'occasione di passare una serata indimenticabile sorseggiando cocktail anni '20 al Blue Note di via Borsieri, il tempio della musica jazz. Dirigendovi lì, buttate un occhio al Nord Est che si trova proprio affianco, spesso ci sono jam session di musica "jazz popolare" (come la chiamano loro), può essere un'alternativa più economica. C'è musica, ogni giovedì, anche nell'ultimo baluardo della Milano antagonista della zona Isola, il PianoTerra di via Confalonieri.

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