
Aspettiamo a vedere come finisce con il processo a Bros, denunciato per imbrattamenti (dove il Comune si è costituito parte lesa). Intanto però molti writer milanesi si stanno godendo un’aria più respirabile. Dopo la mostra al Pac “Sweet Art, Street Art”, che ha rappresentato uno spartiacque, un’altra istituzione della cultura milanese accoglie i pargoli ribelli, dandogli spazio.
Oggi (alle 18,30 con musica e free drink) l’inaugurazione della mostra “La forma delle reti“. Casulmente lo stesso giorno in cui comincia il discusso processo contro il writer Bros. Pesi e misure. Lotta alle tag, agli sporcaccioni imbrattotori dei muri civici, e valorizzazione degli artisti, quelli che dipingono sul serio e che con le loro opere potrebbero davvero valorizzare la città.
Con un colpo di coda ecco che il Comune arriva a concepire il writer come una risorsa. Così è ufficialmente partito il progetto “Walls of Fame“, gestito dall’imprenditrice Gisella Borioli, dove i writer daranno libero sfogo alla creatività su una decina di muri comunali, da via Torino (zona Fnac) a viale Cassala, da Ludovico il Moro al campo rom di Triboniano.
Comincia Pao (qui una nostra recente intervista) con i panettoni di piazza di Porta Genova. I paracarri saranno decorati con immagini di bambini, robot e pinguini, gli stessi che dipingeva dieci anni fa, di notte, abusivamente. Seguiranno le opere di Pao, Nais, Neve, Ozmo, TvBoy, El Gato Chimney, Santi, Bo130 e KOne.
Dicevamo della mostra al Museo della Scienza e della Tecnologia, in collaborazione con l’Associazione Stradedarts. Ci sarà una maratona di 24 ore per la realizzazione di un graffito record di 170 metri quadrati nel chiostro del Museo. L’esposizione, sempre nel chiostro, sarà visitabile dal 13 luglio al 29 agosto, ed è composta da una selezione di circa 40 opere realizzate su supporti di materiale diverso da artisti quali Airone, Atomo, Gatto Nero, Flycat, KayOne, Mambo, Rendo, Senso, Sea Creative, Tawa, El Gato Chimney, Ericsone, Vire, Raptuz, Mr. Wany, Schiavon, Leo, Max Gattoquali. Nella gallery alcuni di loro.
Febs
12 lug 2010 - 14:10 - #1Evviva, una buona notizia. Viva l’arte dappertutto, anche sui muri.
(per inciso, quelli che fanno “tag” con caratteri strampalati e nemmeno originali, andrebbero sciolti nell’acido, e se si autodefiniscono ARTISTI, senza nemmeno anestetizzarli prima).
Il problema grosso è che per quanto riguarda la street art cosiddetta, è facile (per i disattenti, i prevenuti e gli ignoranti) non accorgersi del confine, ENORME E MARCATO, tra arte e vandalismo; notando l’unico denominatore comune ai due: vernice sui muri.
Ma anche la cacca e la cioccolata hanno qualcosa in comune: il colore. Però son ben, ben diversi.
kazuma
12 lug 2010 - 14:21 - #2@Febs… il problema è che il fatto che sia “arte” non giustifica che debba essere propinata a forza a tutti, questo è fascismo. Allo stesso tempo l’arte è anche un segno di rispetto e prima di fare arte su un muro bisognerebbe chiedere il permesso a chi è proprietario del muro.
Fatta questa premessa, mi fa ridere l’inizio del titolo del post, perchè è terribilmente ridicolo, assurdo e scritto solo per fare effetto: “la rivincita dei writer milanesi”. Ma di che rivincita si parla? Viene dato uno spazio da usare per le loro opere d’arte… non viene mica dato loro il permesso di farlo ovunque.
Ben vengano queste manifestazioni, pen vengano spazi (concordati con il comune o con i proprietari dei muri)… basta farlo rispettando il resto della popolazione e chi, magari, quelle “opere” non le vuole su proprio muro.
pulcinella aviatore
12 lug 2010 - 14:24 - #3quoto.
giusti spazi e riconoscimenti agli artisti e galera agli imbrattoni
3pad
12 lug 2010 - 14:30 - #4Fossi Bros mi appellerei al “Legittimo Impedimento” per rinviare il processo, causa richiesta presenza all’inaugurazione di una mostra sulla street art!
dottor-d
12 lug 2010 - 14:38 - #5Sottoscrivo col sangue la distinzione di Fabs tra tag e graffiti. Sono d’accordo anche sul fatto che, mentre i secondi possono essere una forma d’arte, i primi sono banale vandalismo da punire con la massima severità (a proposito: Bros viene processato per dei tag o per dei graffiti?)
Mi sembra che pure Kazuma abbia le sue ragioni, quando dice che l’arte non va imposta al prossimo. Però c’è da aggiungere che spesso le superfici che ospitano i graffiti sono schifosi muracci di ex fabbriche e di stazioni (nella foto, se non sbaglio, si vede un graffito in piazza Monte Titano, dietro la stazione di Lambrate). Cioé, i graffiti sono realizzati in posti dove non danno fastidio a nessuno ma, anzi, aiutano a dare un po’ di colore.
Tutt’altra storia sono i tag sui muri dei palazzi storici, roba che io punirei con il taglio delle mani.
folies
12 lug 2010 - 14:38 - #6Quoto Kazuma al 100%. E aggiungo che se il bravissimo Bros ha utilizzato un muro senza permesso del legittimo proprietario, spero venga condannato. In tal caso e’ stato proprio un picio perche’ la sua arte deve rispettare i proprietari, come lui pretende (giustamente) rispetto per la sua arte.
dokky
12 lug 2010 - 15:16 - #7bha, tante belle parole sulla distinzione tra tag e graffito, ma oltre al mezzo utilizzato (vernice) aggiungo che molto spesso è simile lo sfondo utilizzato: la proprietà altrui.
Particolare di non poco conto.
E mi spiace ma vorrei ricordare ai puri che Bros ha dipinto anche vagoni di treni e metropolitane che direi che non sono muri di decadenti periferia. Ha dipinto facciate di case anche non solo in periferia coi suoi omini robotici.
Lascio all’assurdo Sgarbi il far passare per vittima e santo uno che spesso fa il semplice vandalo.
Che poi nel suo caso, come spesso in italia, dimostra di aver fatto bene a fo t t er se ne delle regole visto che adesso è artista apprezzato e pagato.
Febs
12 lug 2010 - 15:25 - #8A mio avviso è un errore grossolano usare il concetto di proprietà privata in maniera così critica. Spiego:
La periferia di Milano è costituita da molte case, ne converrete, BRUTTE. Non ho scritto “la maggior parte”, anche se lo penso; spero che dokky, kazuma e folies siate d’accordo che lo sviluppo urbano periferico almeno fino a 15 anni fa era sconsiderato e, suvvia, *orripilante*..
Ma legale. Vuoi per ignoranza di chi ha avallato i progetti, vuoi perché prezzolato.
E’ meglio un muro brutto costruito col permesso o un muro bello dipinto senza permesso?
Meglio una periferia legalmente orrenda (corvetto?) o una periferia illegalmente artistica?
Altra cosa sul privato e pubblico: il tuo muro è tuo, ma all’esterno lo vedo anche IO. IO e migliaia di persone che ci passiamo davanti tutti i giorni. Nessuno parla di toccare la proprietà privata all’interno (ovvio.). Ma le strade: le strade non sono di tutti? Non solo l’asfalto e i semafori! Anche quello che si vede!
dokky
12 lug 2010 - 16:03 - #9Febs, se posso anche darti ragione sul primo paragrafo, sul secondo resto un po’ basito.
Hai un concetto di mio e tuo un po’ originale.
Il muro che vedi anche tu è sempre mio. E l’esempio è che se un pezzo di quel muro ti cade in testa e ti fa del male, ti risarcisco io non tutti noi (compreso pure tu).
Così ragionando anche una macchina fuori la vedi anche tu, per cui pure quella potresti colorarmela, tanto mica è mia.
La tua maglietta e la tua camicia la vedo pure io, per cui è anche un po’ mia: se vuoi te la dipingo un po’.
Al di là di ciò ritengo che su alcuni muri e su alcuni sottopassi, sovrappassi etc un po’ di colore ci stia a volte bene, non esiste invece sulle case. A mio avviso è sempre meglio una facciata architettonicamente brutta ma in ordine che “abbellita” con un discutibile graffito.
Poi che su questo argomento ci siano tesi distanti e per certi aspetti tutte valide lo dimostra ad esempio proprio la storia di Bros, ha un processo penale con il Comune costituito come parte civile e poi viene chiamato alle mostre dove o qualche ente pubblico o lo stesso Comune ha dato il proprio benestare. Assurdità italiche.
Febs
12 lug 2010 - 16:15 - #10La seconda parte del post era un po’ provocatoria, ma francamente nemmeno troppo. La mia maglietta non fa parte dell’arredo urbano di una città, i muri si; chiunque ne sia il proprietario.
Voglio mettere i puntini sulle “i” esplicitando che è OVVIO che la situazione ideale sarebbe quella di avere una città esteticamente bella e contemporaneamente legale. Come Amsterdam, per esempio, che è bella in centro, ed è bella anche in periferia. Ci ho fatto dei lunghi giri in bici, nella periferia di Amsterdam (tanto per la cronaca).
Con la precedente (forse lapalissiana) premessa, continuo a ribadire: tra una schifezza legale e un’opera d’arte[1] illegale, non ho dubbi su cosa favorire.
Poi c’è il discorso, parallelo ma distinto, su “cos’è arte e cosa no”, si intende. Ma qui volevo snocciolare solo l’aspetto “proprietà privata e bene collettivo” dando per scontato che il soggetto verniciato sia qualcosa di catalogabile come *bello*. Poi, anche Caravaggio magari non piace a qualcuno, ma insomma, spero che il mio punto di vista sia chiaro.
P.P.S. Anche installare un’antenna parabolica nel mio pittoresco paesino di montagna potrebbe essere un mio diritto, è casa mia. Però fa schifo, quindi è giusto che me lo impediscano. Anche ridipingere la mia casa color puffo in acido in un pittoresco villaggio di case rustiche potrebbe essere un mio diritto: è casa MIA.
Invece no, perché rovinerei tutto il paese.
Allora perché a Milano deve essere concesso il diritto di costruire abominii?
E allora, viva chi me li pittura.
Ciao ciao
3pad
12 lug 2010 - 17:04 - #11Per la cronaca, Bros è appena stato prosciolto. Ora pagherei per vedere la faccia di Decorato durante la lettura della sentenza.
Febs
12 lug 2010 - 17:15 - #12Urrà per la notizia su Bros!!!!
M.s.m.
13 lug 2010 - 07:18 - #13Boh… Per quel che mi riguarda l’errore è ostinarsi a dare tutta quella grande importanza a partire dal nome, “Graffiti”, “Writers”, “Street Art”, ecc.
Forse se si cominciasse a chiamarli per quel che sono, ovvero “Scarabocchi”, “Imbrattatori”, ecc. forse comincerebbero a darsi una calmata.
chimera22
13 lug 2010 - 08:06 - #14Mah, ho l’impressione che molti di questi graffiti siano robaccia che con l’arte ha poco a che fare. Invece alcuni sono molto belli e danno l’idea di un valore estetico. Non sono un critico d’arte, ma credo che il tempo sia sempre buon giudice: un bravo artista magari inizia come graffitaro, ma credo che prima o poi ” scavalcherà il muro”, cioè andrà oltre questo mezzo di espressione, che alla fine è un po’ limitante: un conto è un muro di periferia, un conto la Cappella Sistina Per questo non mi sento di essere in totale disaccordo con chi si arrabbia per gli imbrattamenti di molti presunti artisti.
whatever
13 lug 2010 - 08:28 - #15Per la cronaca: Bros è stato prosciolto per un insieme giuridico di cavilli legali e prescrizione. Insomma, Bros come Berlusconi.
Febs
13 lug 2010 - 08:58 - #16Berlusbros?
Broslusconi?
Comunque, viva lui, che Milano grazie a lui è un po’ più simpatica. Non siete tutti d’accordo?
E abbasso Berlusconi, che, va beh, non scrivo niente.