Le chiamano “White Houses“, ma il materiale con cui sono edificate non ha niente a che vedere con il marmo (di Carrara) della residenza di Obama. Il bianco è semmai quello dell’amianto che le riveste.
Stiamo parlando delle abitazioni nel palazzo di Via Carlo Feltrinelli, in cui fino all’anno scorso e per 25 anni, hanno alloggiato centinaia di famiglie con un computo totale dei decessi e delle malattie da bollettino di guerra: 49 morti e 18 ammalati. Quasi tutti per malattie in qualche modo riconducibili alla presenza dell’amianto.
Oggi quelle famiglie il comune le ha spostate altrove, ma nessuna di loro, dopo 25 anni di esposizione all’amianto, può davvero dire che “il peggio è passato”. Una vicenda controversa, così come controversi sono stati i tempi della politica nell’assegnare nuove sistemazioni agli occupanti e riqualificare la situazione abitativa (sorta negli anni ‘80, quando già l’amianto si vociferava fosse nocivo)…
A raccontare questa vicenda, le “White Houses” e le persone che ci abitavano c’è ora un documentario intitolato molto esplicitamente “Le White” e girato da Simona Risi, regista, 40 anni, milanese, che con questo lavoro non voleva fare “un film di denuncia o di impegno civile”, ma raccontare la quotidianità di chi viveva con la paura di una minaccia sottile. Le White mostra così quella che era la quotidianità degli abitanti, la loro lotta per fare sentire la propria voce, una situazione difficile da cui - come dice la Risi: “è scaturito un senso di solidarietà incredibile”(e c’era anche un rapper che raccontava le White House). Il documentario è anche un’occasione per non dimenticare che a Milano esistono ancora situazioni critiche da questo punto di vista; come dimostra il caso di Via Barzoni.
dokky
13 lug 2010 - 11:23 - #1praticamente tutta corvetto anni 70/80 è stata costruita con l’amianto, in un modo o nell’altro.
Che schifo.
folies
13 lug 2010 - 13:39 - #2Complimenti sinceri alla regista. Un quadro (purtroppo) netto, preciso e da Oscar della vita di queste persone.
p2p
13 lug 2010 - 17:21 - #3Che l’amianto fosse nocivo lo si sospettava negli anni 30 mentre negli anni 50 veniva riconosciuto il suo legame con il mesotelioma pleurico. Malgrado cio’ e’ stato utilizzato massicciamente e colpevolmente fino alla fine degli anni 80. Solo dal 1992 in Italia esiste una legislazione che ne vieta l’utilizzo che non si limitava a coperture e ad opere murarie degli edifici ma anche, ad esempio, alle tubature dell’acqua potabile ed alle pastiglie dei freni delle auto. Non esiste un vero censimento riguardante la diffusione dell’amianto ma solo stime ed alcune rilevazioni aeree per valutare le coperture in eternit ancora estremamente diffuse. Comunque le stime indicano la presenza di 3milioni e 200mila tonnellate di amianto ancora presente sul territorio italiano. Ovunque ci si trovi, guardandosi un po’ in giro, e’ probabile vedere qualche lastra in cemento-amianto, magari deteriorata (e sono quelle piu’ pericolose)