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Cocaina all’Hollywood, a Milano una persona ogni 44 si droga

Pubblicato: 31 lug 2010 da giovanni molaschi


A meno di una settimana dalla chiusura dell’Hollywood, di cui ci siamo occupati nei giorni scorsi qui e qui, vale la pena allargare la propria visuale e capire attraverso una serie di notizie se chi amministra Milano sta facendo qualcosa per ridurre l’aumento dell’utilizzo di droga che si registra nel capoluogo lombardo.

Intervistato da affaritaliani.it
il vicesindaco Riccardo De Corato (Pdl), all’indomani della chiusura dei locali milanesi in cui alcuni personaggi noti consumavano della cocaina, ha dichiarato:

“C’è sempre stato (l’allarme cocaina, ndr). E lo dimostrano i quintali di cocaina sequestrati in questi anni. Milano è una delle capitali dello smercio di cocaina. Gli investigatori hanno individuato un percorso che porta la polvere bianca a Milano: la droga parte dalla Colombia, viene raffinata in Montenegro per poi essere spacciata in città.

Da parte del Comune e della polizia municipale sono state fatte centinaia di operazioni in bar, club, pub e ristoranti che hanno portato a numerose chiusure. Poi è chiaro che vi possono essere delle mele marce. In ogni caso attendiamo l’esito dei processi”.

Le attività spiegate dall’esponente della Giunta Moratti per Giulio Cavalli, rappresentante lombardo dell’Idv, oltre a non essere sufficienti dimostrerebbero che il Sindaco quando parla di sicurezza non tiene conto della quantità di droga che gira in città.

“Milano - ha dichiarato l’attore - insegue un’idea di sicurezza bizzarra, fatta di sgomberi dei campi rom e di documenti controllati ai sedicenni per un cocktail, dimenticandosi di essere la capitale italiana della cocaina, vero motore economico della criminalità organizzata.

La cocaina è il vero grande business delle famiglie criminali dedite al riciclaggio del denaro sporco. Il fatto che spaccio e consumo di cocaina siano reati dei salotti vip non li trasforma in peccati veniali. Non è così che vanno letti, restano quello che sono: il modo migliore per finanziare le organizzazioni criminali”.

Vero è che la cocaina a Milano, che ne dica Cavalli secondo il quale il fenomeno è circoscritto ai luoghi milanesi adibiti allo show business, è presente anche in salotti meno glamour di quelli di cui i mass media si sono occupati in questi giorni.

Silvio Garattini, direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, ha dichiarato al Giornale:

“La cocaina negli ultimi anni ha invaso le vie di Milano: vengono consumate almeno 10mila dosi al giorno, che diventano 15mila nel fine settimana. E ci sono molti, troppi, locali compiacenti dove si può trovare e consumare la polvere bianca.

Dall’inizio degli anni 2000, il consumo di cocaina è cresciuto dell’80%. Eppure, davanti a un dato così sconcertante, non c’è una reazione del mondo politico e civile.”

Al quotidiano diretto da Vittorio Feltri lo scienziato ha precisato che solo l’anno scorso si è registrato un calo dell’assunzione di cocaina tra le fasce più basse che rispetto ad altri consumatori sono stati colpiti di più dalla crisi economica in corso. L’allarme, inascoltato, lanciato da Silvio Garattini è provato dalla cronaca dell’ultima settimana.

Oltre alla chiusura dell’Hollywood a Milano solo negli ultimi dieci giorni sono stati arrestati per spaccio undici delle ottantadue persone coinvolte nell’operazione “Iceberg” su cui gli inquirenti lavoravano da tre anni. La rete di spacciatori con cui lavoravano era composta per lo più da studenti universitari e clandestini.

Solo tre giorni dopo questo maxi arresto la figlia di “nonna cocaina”, così è stata soprannominata Anna Luciani, era impegnata in una protesta contro i carabinieri che stavano riqualificando l’appartamento dell’anziana spacciatrice.

Giovedì scorso, 29 luglio, in viale Fulvio Testi è stato invece fermato, sempre per spaccio, un 57enne. Ai carabinieri l’uomo ha spiegato che aveva iniziato l’attività illecita dopo aver perso il lavoro.

Preoccupante più dell’aumento di spacciatori c’è solo la crescita della domanda grazie alla quale le persone sopracitate hanno una ragione per continuare ad esercitare la professione illegale.

Stando ad una recente ricerca condotta da Repubblica a Milano i consumatori abituali di cocaina sarebbero più di trentamila il che vuol dire che se i dati sulla città di Wikipedia sono attendibili un milanese ogni 44 è solito drogarsi.

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7 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di dottor-d

    dottor-d

    01 ago 2010 - 01:18 - #1
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    Sapete qual è l’aspetto paradossale della faccenda?

    Tra quelli che si scandalizzano per la storia dell’Hollywood c’è un sacco di gente che poi, magari, si vanta di farsi le canne e si definisce antiproibizionista.

    Ora, è vero che tra la coca e la maria c’è differenza. Ma è altrettanto vero che antiproibizionismo significa riconoscere a chiunque il diritto di farsi quello che vuole. A chiunque, non solo a chi ti è simpatico. Altrimenti non sei antiproibizionista: sei solo un altro tipo di proibizionista.

    Io sono un sincero antiproibizionista, perciò non mi scandalizza che un milanese su 44 si faccia di coca. Mi scandalizza che sia contro la legge.

  • Profilo di frizzone

    frizzone

    01 ago 2010 - 09:16 - #2
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    @#1: anche io sono antiproibizionista nel senso che sarei d’accordo nel legalizzare l’uso delle droghe, ma fino a che sono illegali, il reato o la sanzione vanno fatte, altrimenti se si continua a ignorare alcune violazioni perchè “tollerabili” (ad esempio la sosta sul marciapiede) chiunque si sente libero di violare la legge che gli fa più comodo.
    Me ne frego con sincerità se il vip di turno si fa: quello che conta in questa storia sono i nomi saltati fuori della Polizia Locale, l’organo che dovrebbe controllare e che è nominato nei suoi vertici direttamente dal Sindaco. I vertici della Polizia Locale devono saltare! Non mi basta che il comandante sia stato sostituito dal suo vice.

  • Profilo di markk0

    markk0

    01 ago 2010 - 10:10 - #3
    1 punto
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    a me scandalizza che le poi le cure mediche ai cerebrolesi che ne fanno uso le dabba pagare con le mie tasse…

  • Profilo di nicola-ottomano

    nicola-ottomano

    01 ago 2010 - 16:57 - #4
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    D’accordissimo con markko.
    Nulla contro chi vuole farsi di coca o di altra roba, però poi le spese mediche se le paga da solo, non che viene a chiedere i soldi delle mie tasse!

  • Profilo di frizzone

    frizzone

    01 ago 2010 - 19:43 - #5
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    mediamente fa molti più danni alla salute e maggiori spese mediche le sigarette o lo smog. Solo che sono legali e non appaiono come un problema. lo dico con cognizione di causa da asmatico cronico. Auto e sigarette sono devastanti eppure una la vende lo stato, l’altro è addirittura ecoincentivato o aumentato dalla costruzione di assurde strade coi miei soldi. Bisogna tornare alla primitività umana.

  • Profilo di nicola-ottomano

    nicola-ottomano

    02 ago 2010 - 09:23 - #6
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    Tieni conto che sulle sigarette lo Stato applica il 90% di tasse.
    Un pacchetto, esentasse, potrebbe costare intorno ai 50 centesimi. Ne costa 5 euro, il restante è “guadagno” per lo Stato.
    Con quei soldi ci pagano i medici di coloro che si ammalano.

    Nicola

  • Profilo di frankdj

    frankdj

    02 ago 2010 - 10:36 - #7
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    Non mi definisco nè “antiproibizionista” nè “proibizionista”: normalmente le etichette non mi piacciono, e non le uso perchè trovo che siano di gusto altamente conformista.
    Faccio lavorare il buon senso: e qui troviamo la faccenda dei tiratori di naso che sono vips che vanno al Grande Fratello e a queste cose qui, e poi hanno le ospitate in discoteche dove molti vanno appunto per questi qua.
    Emulazione: “per essere nel giro che conta a Milano devi saper sniffare!” - immagino siano queste le parole di coloro che vanno in giro con grosse auto (magari pagate con i dindi del papà o della mamma benestante, o noleggiata) e fanno parte di una certa fauna che frequenta questi posti (non sono tutti così, è solo una parte).
    Beh, per me sono “rincos” che danno soldi ai narcos.
    Provate a dirmi che questi individui non sono dei rinco_glioniti patentati: lo sono, eccome. Sono frutto di un’emulazione, frutto di ciò che passa nella tv spazzatura di oggi, frutto di fotografie captate su giornali scandalistici che costano pochissimo e valgono ancora meno.
    Insomma, non “farina del loro sacco” (che come forma mi sembra anche un pò azzardata, visto l’argomento, eh eh eh).

    Non mi scandalizzo più di tanto, quindi: Milano sembra essere il “centro commerciale” d’Italia, con possibilità economiche elevate, e viste le dichiarazioni di De Corato, cosa possiamo aspettarci se non una situazione stagnante come quella attuale? De Corato praticamente ha detto: “Milano è così, lo sanno tutti e lo sappiamo anche noi - più di tanto non possiamo fare”.
    Non ho credo politico, ma penso che la politica qui c’entri poco: qui servirebbe voglia di fare e competenza - e a Milano da qualche anno non si trova.
    Scommetto che tra i molti precari che vivono con 700 Euro al mese ci siano persone di gran lunga più capaci di queste, che siedono a Palazzo Marino e beccano troppi, troppi soldi per non fare niente che interessi alla cittadinanza.
    E’ questo che mi fa un pò rabbia.

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