Storie di resistenza urbana: Il Moonshine e lo strano caso del coprifuoco a Corvetto

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Al Moonshine ci siamo passati tutti. Da anni (forse 15) la sua presenza in Corvetto è rassicurante; un'isola non convenzionale per frequentazioni e proposte culturali, tra cui live, show case e tanto altro. E' di pochi giorni fa una lettera divulgata su Facebook riguardante una sconfortante vicenda che ha turbato l'inaugurazione della nuova stagione.

Ieri abbiamo riaperto con vivo slancio la stagione e l'euforia si è stroncata sul nascere, poichè sono venuti a trovarci a mezzanotte in punto i vigili dell'annonaria e ci hanno imposto la chiusura istantanea per mezzo dell'ordinanza.



Il provvedimento del 26/7/10 relativo misure relative ad attività economiche atte a prevenire ed a contrastare il degrado urbano nonchè a tutelare la sicurezza urbana e l'incolumità pubblica nel'ambito territoriale denominato "area corvetto". Il coprifuoco imposto a tutto quartiere, per il quale in molti hanno espresso ragionevoli dubbi.

A titolo di info al Moonshine da oltre 15anni non pende nessun tipo di verbale. Ci dispiace per chi era presente ieri che ha dovuto ingurgitare le consumazioni e chi voleva andare in bagno gli è stato addirittura impedito altrimenti sarebbe scattata una sorta di ricatto-multa. Il Moonshine in tutti questi anni ha voluto apportare beneficio culturale e artistico in un quartiere da sempre in abbandono ed ora lo si vuole trasformare in un quartiere dormitorio.

L'ordinanza sarà in vigore fino al 16 ottobre, poi forse prorogata e probabilmente diffusa in altre zone. La chiusa dei ragazzi pone un dubbio legittimo, ovvero che sia un provvedimento anticostituzionale che ne viola diversi articoli, in special modo il n4: "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto". Significa questa una violazione del diritto al lavoro imprenscindibile dalla zona ove ubicata l'attività.

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