Chiude di nuovo Sos Racket e Usura: Manzi lasciato solo da Milano

frediano manziFrediano Manzi da tempo gestisce un'associazione, Sos Racket e Usura, di cui si parlò molto ai tempi degli arresti per le occupazioni abusive delle case popolari di via Padre Luigi Monti. L'associazione aveva già chiuso i battenti tempo fa, a febbraio, lamentando un sostanziale immobilismo del Comune e di chi alle denunce, alle inchieste "dal basso", avrebbe dovuto far fronte con i fatti.

Caso vuole che proprio ieri pomeriggio, per altri motivi, mi sono incontrato con Frediano Manzi: entro nel negozio dove lavora, non so ancora niente. Mi mostra la schermata del suo sito, che vedete nello screenshot qui sopra. E rimandiamo di qualche minuto il motivo del nostro incontro, per parlare d'altro. Perché chiude (di nuovo e dopo avere riaperto tra mille difficoltà anche a Quarto Oggiaro) Sos Racket e Usura?

Mi spiega Manzi, perché Milano sta diventando una città omertosa, peggio ancora che indifferente. Perché l'opposizione non riesce a intercettare questo malessere e trasformarlo in voti, dedicandosi ad altro "Dove sono le battaglie antimafia della sinistra in questa città?" si chiede. La gente se ne sbatte. Parliamo di manifestazioni in piazza, di partecipazione: ai milanesi importa della 'ndrangheta? Importa zero: finché scavano le loro buche e riciclano il loro denaro sporco, senza il morto ammazzato per strada, va tutto bene.

Ultimamente Manzi mi racconta di aver subito minacce, ritorsioni: non sono certo le prime, non saranno le ultime. Le pagine del suo sito nelle ultime settimane raccontano di un sottobosco particolare a Milano: quello del business del caro estinto, sul quale ci sarebbe davvero da dire parecchio, non fosse che al momento sarebbe l'equivalente di firmarsi da soli una denuncia per diffamazione a mezzo stampa.

Se ne parla anche su Affari Italiani:

Manzi non è spaventato tanto dalle intimidazioni o dall'indifferenza della classe dirigente lombarda, a queste c'è abituato, quanto "dall'insensibilità della gente comune".
"Sono anni che i nostri appelli alla società cadono nel vuoto. Ci ritroviamo in cinque-sei nei a manifestare nei quartieri popolari, sotto gli insulti e le minacce dei clan. Una volta l'indifferenza della gente regnava a Palermo o a Reggio Calabria. Ora regna a Milano, segno che anche qui si è insediata la cultura mafiosa. Che senso ha continuare? Per chi dovremmo farlo? Per qualche giornalista che deve scrivere un articolo? Per qualche giudice che deve aprire un'inchiesta?"

Se volete leggervi le ultime del sito di Manzi, è ancora accessibile su questa pagina.

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