Tutta colpa del Seveso? Ma quale acqua ha inondato davvero la Linea Gialla?

Linea Gialla

Vi abbiamo testimoniato con abbondanza di post e foto (qui la gallery; immagine d'apertura di Luca Sartoni) i disastri che l'acqua ha fatto in città. L'ultimo di Gabriele parla purtroppo anche di tempi lunghi prima che si torni alla "normalità". Milano, città d'acqua. Milano che tiene nascosta l'acqua sotto di sé, che ha paura della pioggia che i fiumi sotterranei li porta in superficie allagando strade e metropolitane.

Ma è davvero così? Invito tutti i lettori a leggere un articolo di Michela Finizio uscito su "Il Sole 24 ORE" di ieri circa l'esondazione del fiume Seveso che avrebbe - e notate il condizionale - allagato una delle tre metropolitane milanesi (lo trovate cliccando qui). E invece no, non è andata così, ribaltiamo tutto il quadro e cambiamo i punti di riferimento, già, sentite che esordio:

"Appellarsi unicamente alla calamità naturale non è possibile, le cause degli allagamenti di sabato scorso sulla linea gialla della metropolitana milanese vanno cercate altrove".

Approfondendo la lettura la catastrofe liquida che ha paralizzato la Linea Gialla sembra essere dovuta molto di più alla rottura di un pezzo d'acquedotto che al tanto bistrattato Seveso. Quella che sembrava una conseguenza (il crollo di una parte di manto stradale nei pressi del cantiere della Linea 5 in viale Zara) diventa una causa e l'eccezionalità dell'evento si ridimensiona. Non più la Natura sotto processo ma una imprevedibile fatalità.

Sì, ma adesso? Metri di acqua e fango da smaltire una stazione dopo l'altra prima che la città riabbia la sua metropolitana. Sperare che le soluzioni alternative che vi abbiamo segnalato in questo post, cari utenti della Gialla, rimangano alternative entro e non oltre metà ottobre. E diamo fiducia a tutti gli operai e alle macchine che stanno rimediando a questo guaio.

Foto | Luca Sartoni by Flickr

  • shares
  • Mail
5 commenti Aggiorna
Ordina: