Cattelan Day: reportage da piazza Affari e Palazzo Reale

Cattelan day. Piazza Affari e Palazzo Reale

Tommaso Labranca si è occupato del “fenomeno Cattelan” in un illuminante articolo su Libero su cui, tra l'altro, ha scritto:

Salterà pure da un lato all’altro dell’Atlantico, ma la mentalità del Maurizio è rimasta piccolina, tipicamente italiana, e non riesce a produrre nulla di più della solita querelle anti-religiosa da monello dell’oratorio. Tra l’esporre un cavallo morto con la scritta INRI come fa Cattelan in una delle sue pagatissime opere e infilare di nascosto una copia del fumetto porno Corna Vissute nella borsa del prete come fecero i miei compagni delle medie non c’è differenza. Anzi, forse erano più situazionisti e crudemente concettuali quegli allievi della Scuola Media Tiepolo.

Milano ha voluto dedicare una giornata alla discussa arte dello scultore-manager padovano con alcuni eventi a cui io, in ottemperanza al Credo di un nutrito stuolo di radical chic fedeli all'esser-ci heideggeriano-meneghino, ho partecipato. Il primo appuntamento era venerdì alle 18.30 davanti al palazzo della Borsa per lo svelamento della scultura «Lo.V.E.», la famosa mano col medio alzato e le altre dita mozzate, realizzata apposta per Milano.

Cattelan day. Piazza Affari e Palazzo Reale

Cattelan day. Piazza Affari e Palazzo Reale
Cattelan day. Piazza Affari e Palazzo Reale
Cattelan day. Piazza Affari e Palazzo Reale
Cattelan day. Piazza Affari e Palazzo Reale

Lo scopo di Cattelan, secondo Labranca, è di esprimere disprezzo verso il sistema economico simboleggiato da Palazzo Mezzanotte, ma...

Chissà cosa farebbe oggi Cattelan se non ci fossero stati certi speculatori di Borsa che poi con quei soldi hanno acquistato le sue opere per darsi un tono in società.

L'evento chic vero e proprio era a Palazzo Reale, dove sin dalle 8.00 p.m una folla di intellettuali scalpitava per entrare. C'era tutta la fauna milanese del “presenzio dunque esisto”: amici dell'artista, amici dell'assessore Finazzer Flory, amici di qualche entità pagana che sventolavano un foglio di carta stampato dal sito del Comune (o ricevuto via mail) come se fosse il permesso di soggiorno che li avrebbe esonerati dalla detenzione in un C.P.T; individui che per entrare adottavano stratagemmi old school tipo borbottare frasi sconnesse in inglese facendosi largo tra la folla, altri che usavano il loro corpo come ariete. Poi giornalisti, pubblicisti, fotografi, bloggers.

Cattelan day. Piazza Affari e Palazzo Reale
Cattelan day. Piazza Affari e Palazzo Reale
Cattelan day. Piazza Affari e Palazzo Reale

Superato il primo scaglione d'attesa ce n'era un altro, più contenuto. L'onnipresente, intimidatoria, invalicabile transenna di velluto (che meriterebbe un monumento, magari da piazzare in Corso Como) obbligava ad aspettare nuovamente all'imbocco delle scale. Era in questo limbo che si udivano i folli improperi di bellimbusti indignati perché costretti a fare la fila insieme agli altri, e questo non era “solo ingiusto, ma addirittura ridicolo”. Una cosa che non si era mai vista in un paese democratico.

Nella top list degli insultati c'era la giovane segretaria di Finazzer Flory che faticava a trattenere l'acredine che infiammava gli animi degli esclusi con parvenze V.I.P. Si entrava a piccoli gruppi, salendo gli scalini due per volta. Era come se nella Sala delle Cariatidi si dovesse vivere un'esperienza al di là del proprio corpo tipo Essere John Malkovich.

Si procedeva attraverso varie sale minori con la falcata di Abebe Bikila, si stava attenti a non perdere la posizione guadagnata con enorme fatica. Un pannello con l'introduzione di Finazzer Flory veniva saltato come una siepe ai 3.000 m. ostacoli, non c'era tempo per leggerlo!

La prima delle tre opere presenti alla mostra “Contro le Ideologie” è una donna crocifissa in una scatola d'imballaggio, ma anche qua ci si è fermati poco per entrare (col fiatone) nell'enorme e splendida sala delle Cariatidi dove c'èra... praticamente nulla.

O meglio, nella Sala delle Cariatidi trovate il Papa colpito da un meteorite alias “la Nona Ora”, l'opera più discussa e più bramata dell'esposizione, protetta da due impiegati di Palazzo Reale incaricati di allontanare fotografi in cerca di un primo piano troppo ravvicinato. Ma quanto ci vuole a vedere l'opera? Due/tre minuti; giusto il tempo esatto per far corrispondere l'immagine reale con quella mentale costruita attraverso i media, completare l'opera di sovrapposizione.

In realtà nella Sala delle Cariatidi c'era un enorme e patinatissimo stazionamento di gente estremamente elegante che discuteva, che si sedeva ai margini per assorbire tutta la forza trascendentale emanata dal fatto di esser-ci, di essere presenti, di essere giunti a destinazione, di trovarsi dentro l'evento, all'interno della stanza con la valutatissima e chiacchieratissima opera di Maurizio Cattelan, il giorno dell'inaugurazione. Ecco il sommo nutrimento, la manna per gli astanti.

Su un cornicione la scultura raffigurante un bambino suona sommessamente il tamburo (è la terza ed ultima opera presente). Si è discusso a lungo sul significato autobiografico della triade di sculture considerata da Cattelan “Un atto d'amore”. Sulla loro esegesi è stato detto un po' di tutto, ma in questa sede non vi proporrò il dibattito annesso.

Numerosi i Vip televisivi (quindi opinion leader) presenti: Valeria Mazza, Simona Ventura, Victoria Cabello, eccetera. Il Corriere della Sera ci dice che sono state tutte conquistate dal messaggio di Cattelan (!)

Labranca conclude l'articolo-invettiva scrivendo:


L’artista è di una astuzia diabolica perché ha capito che il suo è un pubblico fatto di arricchiti, ma incolti. La forza di Cattelan sta proprio nell’ignoranza del suo pubblico, informatissimo sui record prices, ma del tutto a digiuno di storia dell’arte. Sono i padri di quei ragazzotti che nulla sanno di storia del rock e che MTV nutre in maniera fraudolenta con le copie delle copie di Alice Cooper. E non dico MTV a caso. Il Cattelan è stato a lungo fidanzato con una paladina di quell’emittente, Victoria Cabello. La coppia perfetta: entrambi simbolo di quella mancanza di talento che, con una mano di vernice glamorous, viene spacciata per genialità postmoderna. A proposito di questa relazione, Wikipedia specifica che “la loro storia d'amore s'è conclusa nel silenzio”. E cosa mai possono dirsi due così?

Per la cronaca: la mostra a Palazzo Reale resterà aperta sino al 24 ottobre (costo 5 euro) mentre l'istallazione “L.O.V.E.”, in piazza Affari, sarà visibile sino al 3 ottobre, dopodiché verrà levata in quanto considerata troppo offensiva per la (ex) capitale morale d'Italia.

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