All’Expo 2015 ci pensa Benedetto XVI


L’allagamento di una parte della linea gialla, causata dallo straripamento del Seveso, è diventato un alibi per le istituzioni. Nessun componente dell’amministrazione Moratti, anche solo per sbaglio, ha provato a sostenere che un temporale durante l’Expo non può e non deve fermare Milano.

I giorni in cui si discuteva delle aree sembrano ormai finiti. La chiusura degli accordi prevista, inizialmente, prima della pausa estiva è stata posticipata al mese dedicato all’acquisto dei regali natalizi. Giuseppe Sala, direttore generale di Expo 2015, la scorsa settimana ha fatto sapere che entro due mesi saranno trovate le aree sulle quali edificare per l’esposizione universale.

Il 23 novembre il Bie, l’Ufficio internazionali delle esposizioni, dovrà confermare a Milano l’Expo 2015. Non è escluso, come già scritto in altre occasioni, che l’appalto migri a Smirne che con il capoluogo milanese si contendeva l’evento.

Fatta eccezione per Sala, nessun responsabile di Expo 2015, negli ultimi giorni si è espresso sui lavori che ancora faticano a partire. Probabilmente chi di dovere sta aspettando un aiuto divino. Per facilitare l’aiuto dell’Altissimo si è infatti pensato di far inaugurare le aree ancora non stabilite dell’esposizione a Papa Benedetto XVI.

“Sono convinto che la nostra proposta sarà accettata”, ha dichiarato Sala parlando del coinvolgimento del pontefice. “La centralità di Milano”, prosegue il direttore di Expo 2015 “si vede proprio nei momenti in cui tutte le forze si concentrano su grandi e nobili obiettivi”.

L’intervento del Vaticano non è l’unico che è stato preso in esame dagli organizzatori di Expo 2015. Andrea Gibelli, assessore lombardo all’Industria, ha incontrato il collega piemontese Massimo Giordano per capire se la Regione governata da Roberto Cota possa aiutare la Lombardia nella realizzazione di Expo 2015.

"Si è parlato anche dello studio di una piattaforma su cui costruire strumenti a favore della competitività delle società con il mercato industriale internazionale”, ha dichiarato Gibelli. “La mia regione”, ha sottolineato Giordano, “è assolutamente interessata a trovare punti di raccordo con la Lombardia; si tratta di un evento mondiale che può essere trainate anche per il Piemonte”.

Roma, a differenza di Torino, non è riuscita a chiudere con gli organizzatori di Expo 2015 un progetto di collaborazione.

  • shares
  • Mail