La Pina e Diego raccontano la loro Milano

Lo scorso venerdì sono stata invitata alla presentazione delle nuove patatine Pringles multicereali, evento arricchito dalla presenza di La Pina e Diego, i due istrionici conduttori della trasmissione radiofonica Pinocchio su Radio DeeJay. I due, simpatici come nella realtà radiofonica, hanno condotto dei giochi capitanando le squadre dei presenti in perfetto stile Raimondo Vianello e Sandra Mondaini, con un Diego malaticcio e dolorante, ma brillante come sempre.

Durante l'evento le squadre avversarie si sono sfidate creando un trattore di cartone e rispondendo alle domande di un quiz. Dopo aver verniciato con mano attenta ed esperta il trattore, ho avuto la possibilità di intervistare i due DJ facendomi raccontare come vivono la Milano di oggi: locali preferiti, ristoranti del cuore, panorama underground, movimenti artistici e musicali, gestione stessa della città da parte del Comune e flusso vitale della città.

Ciò che ne emerge è un parere poco felice dell'attuale Milano: La Pina, assidua frequentatrice del circuito underground milanese dal 1990 circa, riporta un appiattimento generale del panorama sia dal punto di vista musicale che culturale.

L'intervista è stata fatta in condizioni di scarsa luce e in un ambiente molto rumoroso, percui l'audio non è il massimo. Dopo il salto vi riporto tutta la trascrizione. Buona lettura!

Cosa è cambiato secondo voi negli ultimi 10 anni qui a milano?
La Pina: Io tantissimo. Io sono molto cambiata (ride). Io esco sempre meno di sera. Di giorno magari un po’ di più, mi piace andare al supermercato… Non trovo che sia una città che offra veramente, per quello che si promette non mantiene. Non c’è un’offerta di concerti, di situazioni per i quali vale la pena di uscire. Cioè alla fine il Plastic forse rimane un po’, per chi ama il genere.
Diego: Certo. Io ho da timbrare il cartellino!

Della chiusura dei locali a Milano negli anni scorsi cosa pensate? Ad esempio il Rolling Stone, ma anche altri
La Pina: Guarda io non sono una conservatrice, cioè mi dispiace se con i locali chiusi poi nessuno ne ha aperti degli altri, fondamentalmente. Conservare le cose non credo che abbia senso più di tanto, se una storia finisce finisce, l’importante è che ne nascano di nuove. Milano non mi sembra molto una città che fa nascere nuove cose.
Diego: è difficile in questa città, visto anche come siamo messi in condizione di viverci, aprire nuove realtà. Non è che proprio ti senti incentivato se vuoi fare una cosa.

Quindi per voi la gestione di Milano attuale non è il massimo.
Diego: Per quanto mi riguarda, è un incubo.
La Pina: Oltre la gestione è anche come la si vive. È un po’ una resposabilità generale, insomma non vedo neanche tutta questa forza creativa che deve combattere con delle strutture.

Quindi la street art?
La Pina: Ma sai quella dal momento in cui la regolarizzi non è più street art, quindi…
Diego: infatti.

A livello di cultura underground, Milano com’è?
La Pina: molto meno forte di un tempo, molto poco competitiva rispetto al resto dell’Europa. Fighettona, molto spesso fighettona. A livello di writing un tempo se la comandava, adesso forse un po’ meno, come anche per quello che riguarda l’hip hop. Magari è la città in cui la gente ha più opportunità di fare dei contratti, però non è un posto dove realmente poi si ha la voglia di… Ad esempio vedo Napoli, che al momento è molto più creativa, più reattiva. C’è un botto di gente che fa cose.

Quindi anche l’underground musicale milanese si è un po’ spento secondo voi?
La Pina: io penso di si.
Diego: io penso che ci sia tanto a Milano, ma che forse la nuova strada sia dentro le case, cioè ci sia da bussare a delle porte e non è sempre facile entrare. Forse oggi ci sono tante cose belle, ma dentro le case, anziché per strada o dove non ci sono i soldi per aprire un locale e dove ci si arrangia come si può. E lì secondo me possono uscire cose più interessanti anche da vedere.
La Pina: sì, anche certi quartieri secondo me. Tipo China Town adesso secondo me è un posto interessante. Lo vedo come un posto assolutamente da esplorare dove nascono delle cose, insomma, se vai a guardare ci sono le uniche forme un po’ nuove di riarrangiamento del concetto di negozio, di vendita, di fruizione degli spazi… Mia mamma e mia sorella hanno aperto un negozio nella sala d’attesa di una macelleria in Paolo Sarpi, dove si lavora a maglia, si comprano i filati e si lavorano e si sta lì e si aspetta (ride). È un concetto molto new yorkese se ci pensi. Tutti hanno molto da dire sui cinesi, intanto comunque è l’unica zona in cui questo genere di cose avvengono.
Diego: e poi lavorano. È gente che lavora. E la musica… Guarda, la musica è sempre quel discorso lì: se non ci sono posti in cui fare la musica, che non siano quelli conosciuti istituzionali, o vai a cercarli e li trovi, anche nelle camerette magari.
La Pina: ma le cose fighe nel mondo non sono mai nate da sovvenzioni comunali. Il rock’n roll è sempre nato nelle cantine con la gente con le pezze al culo.

Dell’hip hop italiano attuale cosa pensate?
La Pina: che c’è della roba figa e della roba brutta, come sempre.

Di roba figa cosa consiglieresti?
La Pina: Marra. Marra secondo me è uno che scrive bene e ti da l’idea di essere uno tempo sul momento.

Dei Club Dogo invece cosa ne pensi?
La Pina: I Dogo mi piacciono perché sono… A me piace chi è molto convinto, chi ci crede veramente. Io ho otto milioni di anni, non vivo quel tipo di…
Diego: veramente??
La Pina: (ride) non vivo quel trip lì, però sono due bravi.

Quando uscite a Milano dove vi piace andare? Tre locali e tre ristoranti.
La Pina: Casa di Diego (ridono)…
Diego: io vado al Blanco in piazza Lavater dove si beve molto bene, ha la tabaccheria e c’è lo spazio all’aperto dove si può stare anche seduti. Poi vado a mangiare da Pizza OK, quella delle pizze enormi, ora ne hanno aperta una all’Arco della Pace dove abito io quindi…Fanno anche le insalate ragazzi. E poi il Kitch, sempre all’Arco della Pace.
La Pina: io invece vado a China Town in due o tre posti, cinesi un po’ bettola, in uno si può anche fumare ed è geniale in via Airoldi, prosecuzione di via Rosmini.
Lì c’è un posto… Super rock’n roll.
Diego: è senza nome quello.
La Pina: si non ha avuto tempo di darsi un nome. Mi piace mangiare giapponese a casa, molto… Mi piace mangiare giapponese in generale.
Diego: ti ha chiesto dei locali, non solo dove mangiare!
La Pina: non ci vado! Le ho detto che non ci vado. Io non ci vado nei locali, mi fa schifo.

Ultima domanda: i tuoi tatuatori preferiti?
La Pina: Gigio, di Pure Morning Tattoo di Vigevano.

Il tuo tatuaggio preferito tra i tuoi?
La Pina: uno che non si vede mai che è una carpa grandissima che ho sulla gamba e le farfalle.

Vai sempre da lui (Gigio)?
La Pina: no ne ho diversi, però la maggior parte sono di Gigio.

E tu Diego, ne fai uno o lo hai?
Diego: eh.
La Pina: chi va con lo zoppo impara a zoppicare.
Diego: sì, ne ho, non così tanti.
La Pina: un po’ meno Japan e un po’ più old school
Diego: sì però il mio preferito ancora non c’è perché non ho ancora trovato qualcuno che mi faccia abbastanza male.

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