Pedalare da Milano all'hinterland, obbligatorio il giubbetto catarifrangente sulle strade extra-urbane

Bici Notturna

Mi rifaccio alla Settimana Enigmistica, rivista che vanta innumerevoli tentativi d'imitazione come saprete, per parafrasare la loro rubrica Forse non tutti sanno che.... Vi faccio partecipi signori e signori di una novità riguardante i ciclisti in vigore da appena due giorni, ovvero dal 12 ottobre. L'obbligo per quanto riguarda le biciclettate extra-urbane di indossare il giubbetto catarifrangente – avete presente quello che dobbiamo avere per legge in auto? – da mezz'ora dopo il tramonto. Non ce l'avete dietro? Tac, multa da 23 a 92 euro.

La "pettorina", quella che un tempo era usata solo sui campi da calcio per le partitelle, per distinguere una squadra dall'altra, diventa dunque un altro oggetto da portarsi dietro. Avete avuto la lodevole idea di diventare ciclisti urbani e il vostro tragitto comprende le strade di collegamento tra Milano e un centro dell'hinterland? Prendete nota e aggiungetela nello zaino. Al di là di tutto è buon senso rendersi il più possibile visibili di notte sebbene i collegamenti immediati tra la metropoli e i suoi comuni siano illuminati a sufficienza, mi sembra.

Leggendo sul "Corriere" la notizia hanno fatto pure un titolo ad effetto per attirare l'attenzione dei lettori: Obbligatorio in città per gallerie e sottopassi. In realtà la norma recita sì: "il conducente di velocipede che circola nelle gallerie ha l'obbligo di indossare il giubbotto o le bretelle retroriflettenti ad alta visibilità" ma sebbene non ci sia scritto espressamente sempre di strade extra-urbane si tratta e non dei sottopassi cittadini. Ma voi cosa ne pensate? Legge corretta o non ce n'era bisogno?

Foto | Nic McPhee by Flickr

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