Expo 2015: settimana decisiva, domani Formigoni al BIE

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Per l'Expo 2015 è una settimana importante quella iniziata oggi: prima di tutto perché dopo la svolta di settimana scorsa - con Fondazione Fiera e famiglia Cabassi che accettano la soluzione del comodato d'uso per i terreni - domani Roberto Formigoni sarà a Parigi per conferire con il BIE in vista della registrazione del "dossier" Milano.

In questi giorni si parla molto dei "superpoteri", concessi a Letizia Moratti in vista dell'esposizione. Si legge di rischio cementificazione, ne ha parlato per esempio Stefano Boeri, il più accreditato sfidante dell'opposizione in vista delle comunali 2011. Ma vediamo meglio questi "superpoteri". Sul Giorno, al solito ferrato sulla cronaca milanese, trovo un'intervista a Letizia Moratti

Il centrosinistra, intanto, parla di rischio cementificazione per l’area Expo. Cosa risponde?
«Il nostro dossier di registrazione da sempre, fin da quando era dossier di candidatura, è molto chiaro: nei 110 ettari sui quali realizzeremo l’Expo, 56 ettari saranno lasciati a verde e acqua. Oltre a questo realizzeremo un parco di 800 ettari. In pratica ricongiungeremo i parchi cittadini, dal parco delle Cave al parco delle Groane. Realizzeremo due terzi di verde in più rispetto ai parchi attualmente esistenti nella zona»

Naturalmente Boeri la vede in maniera diversa. Tre giorni fa su Repubblica si leggeva...

Questo accordo è la pietra tombale sull'idea di orto planetario presentato al Bie. Expo è stata usato come grimaldello per regalare migliaia di metri quadrati ai privati". Quel progetto di un'Esposizione leggera e verde, Stefano Boeri l'ha seguito fino a quando ha lasciato la Consulta architettonica per candidarsi alle primarie. Ed è "dall'eredità tradita", che parte l'accusa.

Dopo 927 giorni, siamo tornati alla scelta iniziale: il comodato d'uso.
"È umiliante che dopo più di due anni si sia arrivati a una soluzione che per certi aspetti peggiora l'accordo di programma presentato all'atto della candidatura".

Perché parla di scelta peggiore?
"Se nell'accordo iniziale era prevista un'edificazione sul sito di 580mila metri quadrati, la variante attuale in attesa di essere presentata in consiglio comunale consentirà ben 740mila metri quadrati di costruzioni, l'equivalente di 25 Pirelloni. Con buona pace dell'orto botanico e dell'idea di una grande area agricola di sperimentazione e di ricerca".


Se invece volete capire meglio quali siano - o meglio, quali fossero prima della soluzione comodato d'uso e quali saranno domani - gli assetti economico-finanziari dell'Expo 2015, vi consiglio questo pezzo del Sole24Ore di Fabio Tamburini, condivisibilissimo

Per il momento i privati dovranno sborsare gli oneri che serviranno ad attrezzare le aree e a realizzare le infrastrutture. Circa due terzi verranno pagati dalla Fondazione Fiera, mentre il resto è a carico dei Cabassi. L'ordine di grandezza complessivo, con margini d'incertezza ancora notevoli, è di 150-200 milioni. Un impegno considerevole, tenendo conto che la riconversione dei terreni per abitazioni e uffici sarà possibile soltanto 18 mesi dopo la fine dell'Expo.

Il problema dei capitali da investire si pone anche per la Fondazione Fiera e coinvolge la controllata Fiera Milano. Quest'ultima deve fare i conti con la crisi economica e, proprio recentemente, ha avviato un piano d'emergenza con forte riduzione del numero delle società di gruppo e la cassa integrazione per circa 80 dipendenti.


Foto | Flickr

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