Seveso: i video dell'esondazione e il punto della situazione


A circa un mese dalla drammatica esondazione del Seveso che portò all'interruzione della metropolitana 3 e di varie linee di tram nella parte nord di Milano, vediamo di fare il punto della situazione.

Il sito di Sky ha pubblicato ieri le immagini delle telecamere di sorveglianza della stazione di Zara, la più colpita dal nubifragio. Andate a darci un'occhiata: fa un certo effetto vedere un fiume in piena al posto dei treni.

Sul fronte mezzi pubblici incasinati, invece, sembra (quasi) tutto risolto da quando la circolazione dei tram 5,7 e 31 (che era stata interrotta dall'aprirsi di una voragine sotto i binari) è ripresa regolarmente lo scorso 7 ottobre.

Contemporaneamente, il presidente della Regione Lombardia Formigoni ha richiesto lo stato di emergenza per l'esondazione: la pratica è ora nelle mani del Governo, e per il momento non si sa ancora nulla.

Una mossa che (forse) potrebbe accelerare la risoluzione definitiva di un problema che Milano si porta dietro da tanto, troppo tempo. Le ragioni storiche della ricorrente calamità sono state ben riassunte in un recente articolo del Corriere:

Oggi allaga Milano. Cento anni fa, in alcuni mesi dell'anno, si ritirava. Proprio così: nei periodi di secca, il Seveso rimaneva un greto prosciugato. Ecco perché ancora oggi (eredità della storia) si chiama torrente. Cosa è successo poi? Urbanizzazione. Dagli anni Cinquanta il Nord di Milano diventa uno dei territori più costruiti d'Italia. Una distesa d'asfalto. Dove l'acqua non viene assorbita, ma scorre. Gli scarichi dei tombini (e questa non è storia remota, ma accade fino agli anni 80/90) vengono via via convogliati tutti là: nel Seveso. Che diventa la grande fogna. E quando piove raccoglie l'acqua di un bacino enorme (decine di volte più grande di quello naturale). La barbarie ecologica del boom edilizio ha completato il disastro

Tuttavia pare che il disagio continuerà a perseguitarci ancora per un po' di tempo. Secondo Repubblica, i fondi per lo scolmatore continuano a mancare, e sono previsti per ora soltanto interventi-tampone:

I soldi per un nuovo scolmatore, che risolverebbe tutti i problemi del Seveso, non ci sono e i finanziamenti bastano appena a far partire i primi interventi tampone. Il conto delle spese necessarie per risolvere il problema delle esondazioni è troppo caro e il tavolo tra Regione, Provincia e Comune partito a Palazzo Isimbardi per affrontare la questione è dovuto ricorrere a soluzioni più economiche.

E' invece notizia di ieri che i danni alla linea 5 in costruzione ammontano (per ora) a ben tre milioni di euro:

«Le stazioni più colpite sono state Marche, Ca' Granda e Istria». Ma è ancora impossibile una stima complessiva dei danni alle strutture: i tecnici di M5 hanno cominciato solo da pochi giorni a verificare la funzionalità degli impianti elettrici rimasti sott'acqua e a testare la sicurezza dell'armamento, binari e sistemi di segnalamento dei treni («Dobbiamo ancora verificare quali materiali potranno essere conservati e utilizzati, quali e quanti buttati e sostituiti»). Di certo c'è, in ogni caso, il rinvio delle prove statiche e dinamiche con i treni in galleria: i test devono scontare un mese di ritardo, i primi due mezzi saranno calati a novembre nel tunnel di Bignami e potranno circolare - senza passeggeri - solo all'inizio del 2011 (l'inaugurazione del primo tratto, da Zara a Bignami, è prevista in primavera)

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